Archivi Mensili: agosto 2018

ALLEATI DI GOVERNO SALVINI E FICO

ALLEATI DI GOVERNO SALVINI E FICO

Ecco serviti i due martiri al governo, per compiacere destra e sinistra.

Il primo decisionista, rozzo, amato dagli italiani.

Fa poco o nulla, selfie a parte, ma come il nulla lo raccontano lui ed i suoi esperti in comunicazione sui social, non vi riesce nessuno.

Sono persino riusciti a far dimenticare a questo popolo bue che il suo partito, la Lega, ha governato per 20 anni questo paese, votando la concessione ai Benetton per società autostrade, quella del ponte di Genova e che in quegli anni la Lega ha fottuto sempre al popolo bue, 49milioni di euro.

Spiccioli.

Ora aspira al martirio, come difensore degli italici confini, diventare un perseguitato della magistratura gioverebbe alla sua causa.

Il secondo etereo impalpabile.

Fa battere forte, forte i cuori dei sinistrati italiani e di qualche Pd dal cuore tenero.

Sporadicamente esterna in favore dei migranti, si potrebbe dire palesa un disagio.

Peccato che resti ben incollato con le terga alla poltrona assegnatagli dalla Srl di riferimento.

Potrebbe dimettersi, in disaccordo con le politiche che il governo, di cui il suo movimento è azionista di maggioranza, attua, invece no esterna e si fa bacchettare dall’irruento padano.

Poi ci ricorda, senza nesso alcuno con il tema migrazione, di avere rinunciato a parte degli emolumenti.

La classe non è acqua.

Vorrei inoltre ricordare agli smemorati che il Presidente della Camera è organico a quel movimento che, in campagna elettorale, ha sommerso noi, il nostro partito ed il nostro segretario con fake news, ingiurie ed insulti vari.

Qui non dimentichiamo.

Incontenibile, arrogante l’uno, mesto e dimesso l’altro.

Alleati di governo.

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COME ROSPI CHE SI GONFIANO FINO AD ESPLODERE

COME ROSPI CHE SI GONFIANO FINO AD ESPLODERE

In Grecia, una volta, non tanto tempo fa, c’era un governo Tsipras/Varoufakis che venne eletto con un consenso larghissimo.

Andò alla guerra contro tutti, Bce, Fmi, Agenzie di Rating.

Volevano soldi per continuare a sperperare.

Sono finiti con l’assalto agli sportelli bancari, asfissiati dai debiti.

Non ancora contenti di tutto questo, hanno organizzato e vinto un referendum contro l’euro e la Troika.

Ma ad un passo dal baratro, hanno accolto il piano di rientro dal debito della Ue, ottenuto i fondi per pagare le pensioni, assicurato la restituzione dei debiti in modo più dilazionato, licenziato Varoufakis e rinnegato l’esito del referendum.

E vissero tutti infelici e scontenti, ma non in mutande. Come la gran parte di tutti noi nel mondo.

Tutto questo per dire come si manovra un popolo.

Massa di manovra e carne di cannone per politici miserabili ed esaltati.

Come rospi che si gonfiano fino ad esplodere.

UCCELLI SENZA ZUCCHERO

UCCELLI SENZA ZUCCHERO

Esaurita la strumentalizzazione mediatica del crollo del ponte di Genova (selfie e foto sorridenti comprese), in ritirata con perdite dal fronte migranti, come è loro abitudine e prassi comunicativa, i nuovi governanti spostano il ltavolo della polemica e puntano sull’argomento Europa.

Gigino o bibitaro dichiara, lancia in resta, che adesso per l’Europa saranno uccelli senza zucchero.

Ma di quale Europa parlano, di quella solidale della Merkel (che di rifugiati ne ha accolti centinaia di migliaia) o di quella dei paesi di Visegrad, gli amichetti del loro alleato Salvini a partire dall’ungherese Orban?

Perché agli italiani che guardano questo teatro messo in piedi dai gialloverdi qualcuno, (che lo facciano i media non c’è da aspettarselo), dovrà pur spiegare che a non volere la redistribuzione delle quote di rifugiati, sono proprio i paesi del blocco di Visegrad.

Ed è quindi contro quell’Europa sovranista, razzista, chiusa che il nostro paese dovrebbe battagliare.

Invece contro chi se la prendono? Con gli altri.

Se si va poi a vedere il bilancio europeo dei paesi di Visegrad, sono tutti in positivo.

C’è chi ha avuto anche miliardi in più.

Altro che uccelli senza zucchero, quei paesi hanno becchime per anni e anni.

Ma facciamo un esempio casalingo, proprio terra a terra, senza pretese, per capire l’Europa:

“Pensate ad un condominio, tutti versano la propria quota condominiale, quando si fanno dei lavori, tutti contribuiscono secondo la grandezza dell’appartamento… ecc. ecc. Poi, un giorno, arriva un condomino e dice: io il condominio non lo pago, prima viene il mio appartamento. Il condomino numero due è uno stronzo, il tre è frocio e lo voglio cacciare, il 4 mi sta sulle palle, il 5 lo sopporto solo perchè è una strafica, il 6, invece, è una mignotta di sinistra e la dovrebbero stuprare.
Poi, un bel giorno, il condomino 1 ha bisogno di aiuto, ma l’ascensore è rotto e lui non sa come trasportare i pesanti pacchi. Chiama i condomini 2, 3, 4, 5, 6, per farsi aiutare. Secondo voi, cosa gli hanno risposto?”

Secondo me lo mandano a cagare.

E così farà l’Europa contro di noi. Solo che a noi mancano anche le mutande considerato il debito pubblico che abbiamo.

 

CIÒ CHE È POPOLARE È CONVENIENTE E SICURO SOLO SE È GIUSTO.

CIÒ CHE È POPOLARE È CONVENIENTE E SICURO SOLO SE È GIUSTO.

Leggo da più parti che l’indagine a carico del ministro dell’interno rafforzerebbe il consenso per Salvini.

E Salvini ne ha la percezione tanto che sfida tutti.

Dice che vuol tornare a votare, diventare presidente del consiglio e prendere il paese.

Non lo si sa con certezza, per ora gli elementi per supportatre questa tesi, non sembrano chiari.

Ma ammettiamo pure che sia così, il magistrato non doveva indagarlo rispetto a una ipotesi di reato?

Un’inchiesta dovrebbe valutare i sondaggi di opinione, prima di aprirsi?

No, quindi questa che si discute, non è una questione: un’indagine si deve fare comunque, se si ipotizza un reato, chiunque sia colui che lo ha commesso.

L’abbiamo passato attraverso il famoso tempo di “mani pulite”.

Ma andiamo al punto politico.

Qualcuno pensa di risolvere la vicenda gialloverde per via giudiziaria?

Non ci credo, abbiamo da pochissimo passato il quarto di secolo berlusconiano, e sappiamo bene come esso si sia perpetrato e rafforzato, proprio perché qualcuno pensava di batterlo, non politicamente, ma con le inchieste.

Ammettiamo pure che la vicenda Diciotti abbia rafforzato il consenso di Salvini, questo basta a rendere giusta e condivisile la sua disumanità?

Martin Luther King diceva: “la vigliaccheria chiede: è sicuro?

L’opportunità chiede: è conveniente?

La vanagloria chiede: è popolare?

Ma la coscienza chiede: è giusto?

Prima o poi arriva l’ora in cui bisogna prendere una posizione che non è né sicura, né conveniente, né popolare; ma bisogna prenderla, perché è giusta”.

Ecco bisogna fare ciò che è giusto. E ciò che è popolare è conveniente e sicuro, solo se è giusto.

LA ZIA TAVERNA

LA ZIA TAVERNA

Sento gente che chiede la quarantena per gli immigrati perché ammalati di TBC.

Ma perché scusa?

Portiamoci i bambini dell’asilo.

Così si immunizzano.

E poi meglio che la fanno da piccoli che da grandi.

Magari ce li accompagna la zia della Taverna.

LA NECESSITÀ DI PARLARE D’ALTRO PER DISTRARRE LA GENTE

LA NECESSITÀ DI PARLARE D’ALTRO PER DISTRARRE LA GENTE

Tra maggio e giugno, i risparmiatori esteri hanno ritirato 72 miliardi di euro investiti in obbligazioni italiane, di cui 56 miliardi in titoli del debito pubblico.

Significa che non si fidano più dell’Italia.

Se dovesse continuare, questo trend avrebbe almeno due conseguenze dannose.

Nel brevissimo periodo, le banche italiane sono chiamate ad aumentare gli acquisti di debito pubblico per compensare il venir meno dei risparmiatori esteri.

Questo alimenta, anziché ridurlo, il circolo vizioso tra fragilità di finanza pubblica e fragilità delle banche, aumentando esponenzialmente la nostra vulnerabilità ed esponendoci al rischio di regole europee più dure su questo argomento.

Nel breve e medio periodo, l’aumento dei tassi di interesse sul nostro debito, sono già 1,7 miliardi in più nel 2018 e 3,4 nel 2019, che matematicamente possono essere ripagati solo in tre modi: o minore spesa pubblica e quindi niente reddito di cittadinanza e nessun ritocco alla Fornero, o maggiori tasse, per cui niente flat-tax, o maggior debito, che alimenta il circolo vizioso di maggiori interessi, maggior debito.

Il film che è andato in onda in Grecia.

E’ chiaro perché Salvini e Di Maio hanno un disperato bisogno di parlare d’altro: vaccini, migranti, legittima difesa, nazionalizzazioni.

Perché devono distrarre l’attenzione dal fatto che stanno portando i conti pubblici al disastro.

Chiudo con una malignità cattiva, per il ministro dell’interno, Salvini, che fa la voce grossa con l’immunità in tasca e prende in giro tutto il paese.

“Gli immigrati sbarcano, l’Albania ci da lezioni di civiltà, la Chiesa, l’unica ad avere il diritto di sventolare Rosari e Vangeli, lo riduce a colabrodo, i PM lo indagano, la UE se la ride, i soldi non ci sono, la flat-tax ve la dimenticate, e pure il reddito di nullafacenza. Dovevamo spezzare i reni a tutti, e tutti ci hanno fatto un culo così. E cosa abbiamo ottenuto?
Una beata minchia, come direbbe Cetto La Qualunque.
Passo e chiudo”

LA REGIA OCCULTA

LA REGIA OCCULTA

Non sono mai stata convinta che chi dirige l’attuale partita politica e governa oggi questo paese sia uno sprovveduto.

Non mi riferisco a chi sta sul palco della scena politica, due bambocci, ma a chi si occupa della  direzione dietro le quinte.

La sua è una regia abile, attenta, capace nell’uso di mezzi e tecnologie, addentro alla finanza e ai giochi di potere economico.

Le esternazioni delle sue comparse calibrate e mirate.

Il progetto chiaro e dichiarato, distruggere il sistema, portarlo al collasso tra i gridolini compiaciuti degli ignari osservatori.

Nessuna riforma, nessuna miglioria da proporre.

Macerie sulle quali lucrare.

Nei giorni del disastro genovese dichiarazioni apparentemente fuori controllo su una società quotata in borsa.

Azioni in picchiata, vendite repentine.

Perdendo la concessione i titoli di Atlantia diventano carta straccia.

Come in un gioco di magia, la concessione appare e scompare, altri annunci sulla sua disdetta, che emozionano il cuore dell’italiano medio, incapace di guardare oltre il suo naso.

Una disdetta che dà in pasto alla piazza un colpevole virtuale e che Atlantia potrà impugnare facilmente.

Utile però nel caos della transizione ad arricchire chi nell’ombra manovra e trama. Chi specula sotto copertura.

Stessa operazione per Ilva di Taranto, a voler osservare con attenzione e togliendo il paraocchi.

Un contratto stipulato rimesso in discussione. Una azienda quotata che vacilla e rischia il collasso, squali della finanza che le ronzano intorno pronti ad indebolirla e spolparla.

Un caso? Non sembra, come disse qualcuno, due indizi fanno una prova?

Sarà comunque interessante scoprire chi, nell’ombra, si sta arricchendo speculando sulle aziende di questo paese, sugli uomini e le donne che ne sono la spina dorsale.

Sulla stoltezza senza ritorno dei suoi abitanti.

Regia occulta? C’è ed è leggibile: uscire dall’euro.

 

NERO E ITALIANO: “TE NE DEVI ANDARE”

NERO E ITALIANO: “TE NE DEVI ANDARE”

Nero e italiano: “Te ne devi andare”!

Sul finire del binario vedo due ragazzi che parlano a voce alta con un ragazzo di colore. Più che “con” mi sembra “contro”.

Anche io aspetto il treno, e sono vicino ai tre ragazzi, in jeans e polo, il ragazzo di colore anche con uno zainetto.

“Che ci fai in Italia? Che ci fai a casa nostra? Perché non te ne torni al tuo paese”, urlano i due ragazzi sovrapponendo le voci.

”Ma questo è il mio paese, sono nato qui, studio qui”, risponde il terzo ragazzo con voce decisa.

“Tu italiano? Ma per favore. Gli italiani sono tutti bianchi. Bianchi! Voi siete entrati abusivamente. Voi state rovinando l’Italia”.

Il ragazzo continua a dire di essere italiano, che è nato qui. Alza anche la voce.

Mi avvicino lentamente, e provo ad entrare nella discussione: “Ragazzi, ma che c’è? Perché litigate. Mi pare di capire che qui siamo tutti italiani. Parliamo la stessa lingua”

Uno dei due mi interrompe arrogante: “E tu che c’entri, chi cazzo sei tu?”

Ovviamente non me la tengo: “Chi cazzo sono a te non interessa, invece a me interessa che voi due state dicendo cose senza senso, ma cavolo, siete due ragazzi, e lui è anche un ragazzo come voi”.

La discussione attira altri due passeggeri fermi sul marciapiede a pochissima distanza.

Si avvicinano, chiedono, partecipano.

Mi fa piacere che sostengano il ragazzo di colore, che nel frattempo si sentiva come ferito. Mortificato. Comunque deciso.

Si fa un capannello di persone, e la cosa non piace ai due razzistelli che coraggiosamente ci mandano a quel paese e si allontanano.

Rimango con il ragazzo di colore, italianissimo, dal chiaro dialetto romano, visibilmente spaventato.

“Non temere nulla, sono solo due poveracci”.

”Si lo so, però non è giusto. Io non conosco altra terra che questa, questa è la mia terra. I miei genitori sono qui da 30 anni. Hanno fatto una vita meschina di lavori massacranti, mi creda: li hanno umiliati. E loro si sono fatti umiliare per me, solo per me”.

Rimango senza parole.

Intanto il treno entra in stazione, il marciapiede ora è pieno, ognuno cerca la carrozza giusta.

Il ragazzo mi saluta con un cenno della mano. Lo sguardo abbassato. Sale sul treno.

Già sa che dovrà ogni volta dire: “Ma io sono italiano”! Perché ogni volta troverà un imbecille che gli griderà in faccia che non può essere italiano, perché ha la pelle nera. E che se ne deve andare via dall’Italia.

Salgo anche io in carrozza. E per la prima provo un senso di vergogna.

Ma che paese è diventato l’Italia?

A chi giova tutto questo odio?

(Franco Laratta)

 

MINISTRO DI MAIO NOI NON ABBIAMO DUBBI: ACCETTA E METTI DA PARTE IL TUO ORGOGLIO

MINISTRO DI MAIO NON ABBIAMO DUBBI: ELEMOSINA? SÌ GRAZIE

Elemosina? Dice Di Maio. Capiamo che non è molto, ma per chi adesso si trova in difficoltà è un aiuto considerevole. E’ solo una prima trance, ne seguiranno altre, perciò è un obbligo accettare e, una buona volta, cercare di fare il ministro e non il bimbetto dispettoso che vuole sempre di più. E usarli bene, con equità.

Anche perché di un’elemosina non si tratta.

Se Società Autostrade si offre di ricostruire in otto mesi il ponte, stavolta tutto di metallo, e di mettere a disposizione mezzo miliardo di euro per vittime e sfollati di Genova, beh, forse si sente in dovere di fare qualcosa per questa tragedia. E un ministro che se li vede offrire dovrebbe accettare.

Se un diesel così poderoso, come società Autostrade o i Benetton, si è messo finalmente in moto subito, guai a fermarlo.

Poi la magistratura accerterà le responsabilità.

Poi si procederà alla discussione sulla concessione.

Poi.

Adesso, pigliamo e portiamo a casa.

Soprattutto per chi non ce l’ha.

Lo diciamo in particolare al vicepremier Di Maio e ministro dei lavori pubblici, che, con uno scatto di orgoglio, ha respinto l’offerta.

Lo diciamo ai tanti e finti orgogliosi che condividono la sua azione e quella del governo.

Una maggioranza del “vaffa” in un’Italia che ha tanta voglia di ribaltare il tavolo e di rimescolare le carte.

Che ha applaudito i ministri al funerale delle vittime, e fischiato il povero Martina, reo solo di essere del Pd.

L’Italia che ha deciso che oramai è vecchio anche quello che è semi nuovo.

Che plaude alla disdetta della concessione, senza preoccuparsi troppo se il giorno dopo, Benetton a parte, molte migliaia di piccoli investitori hanno visto eroso di un quarto i propri risparmi.

Un’Italia che non si fa tante domande sul delicato nodo di chi dovrà gestire migliaia di chilometri di asfalto, se non saranno più i gestori attuali.

Bene.

È con questa Italia che oggi dobbiamo misurarci.

Anche e soprattutto chi non la pensa come lei.

L’Italia che non vuole sapere come e perché, ma che chiede che i ponti o le scuole non crollino più.

Senza abdicare per compiacenza ai doverosi richiami al realismo.

Senza cedere sul fronte del buon senso e del bene collettivo.

Per questo, ministro Di Maio, non abbiamo dubbi, se pensa che sia una elemosina, beh, la accetti, senza se e senza ma, per il bene di quelle famiglie che adesso non hanno casa e per rispetto di chi è morto.

Di Maio dovrebbe guardare meglio i disagi delle persone e non pensare a quanti like potà ricevere se rifiuta un’offerta generosa, per orgoglio.

Se così facesse meriterebbe un vaffa….lunghissimo, per anni.

DI MAIO QUESTO NON È PIÙ IL TEMPO IN CUI TI INVENTAVI BALLE PER GIUSTIFICARE AI GENITORI, IL FATTO CHE NON RIUSCIVI A PASSARE GLI ESAMI ALL’UNIVERSITÀ

DI MAIO QUESTO NON È PIÙ IL TEMPO IN CUI TI INVENTAVI BALLE PER GIUSTIFICARE AI GENITORI, IL FATTO CHE NON RIUSCIVI A PASSARE GLI ESAMI ALL’UNIVERSITÀ

Di Maio, leggo che tu ed il tuo ministro Toninelli siete rimasti perplessi dalle aperture della Lega a Società Autostrade.

Se hai un minuto provo a spiegarti come stanno le cose.

Se invece di continuare a gridare proclami ti fossi preso la briga di approfondire la materia riguardante le concessioni autostradali, ti saresti accorto di una serie di cose interessanti.

Prima di tutto il contratto capestro.

Non ti e pare che invece di lanciare le solite accuse a destra e a manca ti saresti dovuto chiedere chi c’era dietro la stipula di condizioni così svantaggiose per lo Stato?

È evidente che sia tu che Toninelli non sapete nulla.

Partiamo dal principio.

Nella sua breve vita il tanto bistrattato secondo governo Prodi si accorge di alcune anomalie e decide di intervenire per sanarle.

L’intervento più importante che viene fatto è del 2006, praticamente si obbligano i gestori privati, a legare gli aumenti dei pedaggi a sostanziosi interventi di ammodernamento e manutenzione.

Detta in parole povere, se vuoi soldi devi prima metterci soldi.

Solo che il governo Prodi cade e, ascoltami bene caro Di Maio, nel 2008 arrivano Berlusconi e la Lega, già proprio quella Lega con cui oggi governi e nella quale Salvini era già uno degli elementi di spicco.

Nel giugno dello stesso anno, il centro destra elimina tutti i vincoli, cambia le condizioni della concessione, dando vita all’attuale contratto capestro con il quale si affidano le autostrade ai privati.

Vuoi sapere il perché caro Di Maio?

Perché alcuni imprenditori veneti, interessati al business della viabilità, fecero molte “pressioni” proprio sulla Lega.

Comincia a capire Ministro Di Maio?

Vedi, alla lunga è difficile occupare un dicastero importante come il tuo raccontando tutto ed il contrario di tutto.

Capisco che in questi anni giornalisti ed elettori ti abbiano fatto credere che nessuno ti avrebbe mai contraddetto, anche davanti a solenni cretinate, ma questo non è più il tempo in cui ti inventavi balle per giustificare ai genitori, il fatto che non riuscivi a passare gli esami all’Università, questo è il tempo in cui tu hai in mano il futuro di milioni di persone.

Non so se te ne rendi conto.

Da quello che sento e vedo, non credo proprio.