Archivi del giorno: 16 luglio 2018

DI MAIO È PEGGIO DI SALVINI. CI METTERÀ IN MUTANDE

DI MAIO È PEGGIO DI SALVINI. CI METTERÀ IN MUTANDE

In due giorni, prima sul commercio estero e poi sul decreto dignità, il ministro incompetente, che non aveva capito le relazioni tecniche che gli avevano scritto, scoperto con le mani nella marmellata, piagnucola al complotto e minaccia di licenziare i tecnici dello Stato.

Soprattutto il Presidente dell’Inps, Boeri, che ha avuto la faccia tosta e l’arroganza di non essere d’accordo con questo governo e di dimostrare, numeri alla mano, le conseguenze di questo decreto “dignità” che fa perdere tanta dignità alle persone, il lavoro, sia pure precario, ma sempre di lavoro si tratta.

Una cosa inaudita, mai vista, irresponsabile e nefasta. Persino una meschina lite tra ministeri.

Anche un bambino capisce che penalizzare il rinnovo dei contratti a termine, con causali e costi aggiuntivi per le imprese, equivale a tagliarli, interromperli e trasformarli in disoccupazione.

La stima è di 8.000 posti in meno ogni anno, che si aggiungono ai tanti disoccupati già presenti.

Del resto, lo riconosce implicitamente Di Maio, somaro com’è, quando replica che alla penalizzazione dei contratti a termine, “compenseranno”, con un incentivo, alle assunzioni a tempo indeterminato.

Quindi è vero: si sono accorti che penalizzando i contratti a termine, senza una compensazione, sarebbe un disastro, una falcidia, la creazione diretta, “attiva” di disoccupati ad opera di un governo.

Ma la “compensazione” è un’altra falsità, bugia, cialtroneria di Di Maio: non c’è nel decreto dignità.

Ne parlano ora, solo dopo che l’ha proposta, onore al merito, Berlusconi.

E, nella spiegazione di Di Maio, la “compensazione” è una beffa, una truffa, una presa per i fondelli: l’impresa che non annulla il contratto a termine, semplicemente, recupera la penalizzazione, vale a dire lo 0,5 % di contributo aggiuntivo in caso di rinnovo.

Un raggiro.

In tutto questo la condotta delle opposizioni è ben distinta.

Mentre Forza Italia ribadisce che le misure di Di Maio sono “disastrose e da cambiare”, il Pd tace.

Anzi, per sperare di aprire contraddizioni tra Lega e Cinque Stelle, come sognano Martina, Orlando, Damiano, Camusso e Landini, non solo strizzano l’occhio a Di Maio ma, addirittura promettono di sostenere il “ministro della disoccupazione”, peggiorando il suo decreto dignità nelle sue parti restrittive dei contratti a termine e aggiungendo dirigismo, ostacoli burocratici e penalizzazioni al rinnovo dei contratti a termine.

Il contrario di Forza Italia.

Quella del Pd è una condotta immorale e idiota.

Sta screditando e consumando l’eredità più positiva, meritevole e riconosciuta anche dai numeri, della politica del governo Renzi: il Job act e l’aumento dell’occupazione giovanile.

E solo per strizzare l’occhio ai 5 Stelle e offrire sostegno a questi incompetenti.

Ma possiamo aspettare il congresso per rovesciare questa linea “filo cinque Stelle” ?

Cari Renzi, caro Calenda e cari “riformisti” del Pd: con questa linea e questa segreteria al congresso il Pd ci arriverà morto.

E con lui anche voi.

Smentite Martina e la Cgil.

Rivoltatevi annunciando l’opposizione in Parlamento, senza quartiere, alle nefandezze dei 5 Stelle.

Tutte.

Di Maio è peggio di Salvini. Ci metterà in mutande.

Vuole imitare Trump. Gli hanno detto che un sovranista mette i dazi. E così, lui che invidia Salvini e vuole apparire più sovranista del Salvini.

Magari sognando una comune battaglia contro il “liberismo”, come straparla l’altro dottò, il Zingaretti candidato.

Gesu’…..Ci resta solo la Confindustria a stoppare il festival degli ignoranti.

 

 

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