PRIMA GLI ITALIANI. SALVINI VEDI UN PO’ QUELLO CHE MI È CAPITATO

PRIMA GLI ITALIANI. SALVINI VEDI UN PO’ QUELLO CHE MI È CAPITATO

Sì, Salvini, ho provato a fare come suggerisci tu, ma vedi un po’ cosa mi è capitato.

Avevo bisogno di una persona che mi aiutasse nelle faccende domestiche.

Il lavoro, la famiglia e tutto il resto, non mi consentivano di fare bene quelle cose di base che servono per tenere pulita la casa.

Succede.

Ho chiesto ai vari negozianti della mia zona, se conoscevano una signora italiana, che mi potesse aiutare due giorni la settimana.

Il padrone della ferramenta, qui vicino, mi ha detto che conosceva una signora, italiana, che avrebbe accettato, perché cercava lavoro.

Non mi è parso vero, mi aveva dato il numero telefonico, e appena a casa ho telefonato subito.

La signora gentilmente mi ha risposto e insieme abbiamo preso un appuntamento, per stabilire, prezzi, condizioni, tipo di lavoro e così via.

La signora si è presentata con la figlia, credo quarantenne, per prendere accordi.

Ha detto che mi avrebbe telefonato dopo qualche giorno.

Sì, ha telefonato, ma la sua risposta, alla mia domanda: “Allora viene ad aiutarmi?” E’ stata: “Mi dispiace signora, ma la sua casa non è alla mia altezza. Troppo misera”.

A parte che a me sembra una reggia, è piccola, ma ci si sta bene, è stata ridipinta, il bagno è nuovo, come pure il cucinotto, il pavimento in legno, eppure non era all’altezza, di sua signoria (italiana ben inteso) che cercava lavoro come domestica.

Non ho capito perché, forse i mobili miei non erano del diciottesimo secolo, oppure non avevo un titolo nobiliare.

Che ne so.

Alla fine ho trovato una deliziosa ragazza filippina, sempre gentile, molto onesta, che, tra l’altro mi ha insegnato a cucinare il pesce, pietanza che noi in casa non siamo abituati a consumare molto spesso e che, invece, a detta di tutti i medici, fa molto bene.

Cucina benissimo i suoi spaghetti alla “soia”. Per la verità buonissimi.

Di ritorno da un viaggio nel suo paese mi ha portato una frutta particolare e strana che nelle Filippine viene coltivata: il rambutan. Insieme alla banana verde che deve essere bollita per mangiarla: il platano. (Forse reperibili anche qui da noi, ma solo nei negozi specializzati e fornitori di prodotti esotici). Nuovi  per me e buoni.

Ecco Salvini, io c’ho provato, ma questi sono i risultati.

Però dovrebbero fischiarti le orecchie e forte, se hai sentito le parole del Presidente dell’Inps, Boeri: se non ci sono più migranti, fra un po’ non avremo neppure la possibilità di pagare le pensioni.

Ed è verissimo, perché sto constatando che, pagando io i contributi per la mia ragazza filippina, sto pagando le pensioni italiane di questi mesi.

E poi dicono che “ci rubano il lavoro”. Ma andate a tutti a quel paese e calatevi della realtà vera, una buona volta.

 

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4 Risposte

  1. La realtà vera se permetti cara signora è che in questo Paese non si è più liberi di uscire di casa….ad ogni piè sospinto vi è uno due tre o quattro “rompitori”. E una volta a chiederti l’ elemosina con la borsetta o borsello a tracolla poiché le monete in tasca quando diventano troppe pesano (a seconda se è di sesso maschile o femminile, e un un cartello che la stessa persona cambia al mattino povera con 2 bimbi da mantenere, al pomeriggio i bambini diventano 4 ( la mia povera mamma mi ha sempre mentito, mi diceva che per nascere un figlio ci vogliono 9 mesi ca.) a costoro i figli nascono ogni due o tre ore! Poi arrivano i venditori di fiori, gli sporca-parabrezza, poi quelli che ti chiamano zio che vogliono i carelli della spesa e cosi via.. quelli che ti tagliano la gola per una catenina che vende per un panino, ect ect Non se ne può più davvero… il troppo storpia sempre..è questa solidarietà di sinistra mica è di sinistra? Nei Paesi ove vi era la sinistra, mica tolleravano cose simili? Li chi non lavorava non mangiava (bandiera rossa alla riscossa, chi no lavora non deve mangiar, ve la ricordate?), non esisteva lo sfruttamento ( i semaforisti mica son poveri) ne hanno più di noi… chi viene qui per lavorare ben venga… gli altri “fora di ball” diceva uno…bisogna ristabilire ordine e vedere le città di nuovo pulite.bastaaaaaaaaaa

    1. Per me, la realà vera è stata quella che una domestica italiana, non si sentiva all’altezza di aiutare una signora (me), perché non avevo la casa superammobiliata, o perché ero una semplice persona che lavora. Non mi si venga a dire che le persone immigrate e serie vengono qua per rubarci il lavoro. Quale lavoro bisognerebbe chiedere a Salvini, quello di raccogliere i pomodori o di spennare i polli, pulire le stalle? La verità vera è che molti italiani certi lavori, non li vogliono proprio fare. Abbiamo chiamato la ditta italiana che pulisce le fogne, cosa che bisogna fare ogni anno, ma anche se il padrone era italiano, gli operai che facevano il lavoro più puzzolente erano stranieri. Certe ditte chiuderebbero se non avessero questi aiuti. La mia famiglia ha una modesta azienda di allevamento bovini, non c’è stato verso di trovare un operaio italiano che si adattasse a quel tipo di lavoro. Alla fine o meglio finalmente hanno trovato un “vu cumprà”, anche lui bravo e da tempo affezzionato alla famiglia.
      E non sono solo io ad aver avuto questa esperienza. Vicino a me abitano persone anziane e tutte, dico tutte, hanno persone straniere come aiutanti (colf) o come badanti. Nessuna italiana.
      In quanto a quelli che bighellano per le strade o stanno fermi ai semafori, o chiedonbo l’elemosina ai supermercati o lavano i vetri, io sono anni che non ne vedo. Abito a Bologna e non credo che la mia città sia un’eccezione, il sindaco lavora come tutti gli altri, solo che probabilmente c’è un po’ più di attenzione.
      Ci sono negozi di pachistani in genere di frutta e verdura, aperti a tutte le ore, non solo la domenica, e sono di una comodità incredibile, per chi come me, ha sempre poco tempo.
      Esiste il problema degli zingari, quello sì, e ogni tanto c’è qualche problema, perché anche se si costruiscono abitazioni apposite, alcuni preferiscono stare nelle baracche. In compenso possedono macchine o suv costosissimi. Portano via il rame, e sì questo è un problema, ma sono rom con cittadinanza italiana o sinti, e quelli che vengono dalla Romania fanno parte della comunità europea e non sono extracomunitari. Ma il numero è tale che può impensierirci? Non credo.
      Poi ci sono gli orientali, o slavi, quelli che hanno la pelle bianca e si confondono con noi, ma alcuni di essi sono ladri patentati, anche perché si aggregano ai delinquenti nostrani. A noi è bastato Igor il russo per capire come quella migrazione slava sia assai pericolosa e più difficile da controllare, che non quei disgraziati neri che vengono rinchiusi nei centri di identificazione.
      Ma soffiare sulla paura è facile, e molto redditizia da parte di certi politici, perché la nostra percezione è tale che ci pare di essere invasi. La percentuale di stranieri in Italia è di otto persone ogni cento e il settanta per cento degli italiani è convinto che siano almeno più del doppio. Nell’Italia contano di più le fake news, le bufale, le cialtronate, che la realtà vera.
      Ciao Mario.

  2. Quindi tutti questi sbarchi o respingimenti sono fantasie di Paesi (Europei) che non vedono al di la del proprio naso? Purtroppo molte persone difendono l’ indifendibile, sono quelle persone che all’igiene di una Coop, di un’Esselunga o di un Carrefour,(supermercati aperti tuti i giorni anche la domenica) preferiscono la mancanza totale di misure igieniche! Nella vita ci vuole comunque fortuna, beati coloro che vivono a Bologna, a Varese si fa una fatica enorme ad uscire da casa. Qui te li trovi dappertutto pronti a “molestare”. A me non importa da dove vengono, l’accattonaggio è vietato per legge ! Esiste per caso una legge che dia diritto ai “comunitari” di fare schifezze senza limiti ? Andrò a costruire una chiesa in un Paese da dove provengono la maggior parte dei migranti. Quanti giorni di vita mi dai ammesso che riesca a posare la prima pietra?

    P.S. io mi muovo in auto ,(purtroppo) voglio dire che forse gli automobilisti siamo più soggetti ad essere”molestati”?

    1. Non so se a Bologna si stia meglio o no. E non voglio certamente vantarmi della mia città anche se la amo molto e non cambierei con altre, se mi è possibile.
      Personalmente ho avuto l’esperienza di essere, da giovane, un’immigrata del lavoro in Piemonte. La gente non tutta, ma la gran parte, mi guardava con sospetto, per una cosa sola: ero e sono di Bologna, e quindi una donna facile, di quelle che la danno via con facilità, perché questa era la mentalità dei piemontesi. Mi si faceva notare che nella mia Regione si registrava il maggior numero di nati bastardi, da donne nubili, rispetto al religiosissimo Piemonte. Poi vengo a scoprire che molte di quelle donne sposate o no, facevano un salto in Svizzera per liberarsi dell’ingrombrate e inatteso figlio. Se ne liberavano.
      Ora mi domando era meglio ucciderlo o farlo nascere senza tante paure di aver commesso chissà quale peccato?
      Per fortuna poi, anche la gente si ricrede, guardando il comportamento e la capacità di lavorare. E così fu, ma all’inizio non fu davvero facile e semplice.
      Per sottolieare ancora una volta che se fossimo capaci di guardare a queste persone, non solo a persone che fanno schifezze, ma persone che possono essere d’aiuto là dove noi non ce la facciamo, cambieremmo mentalità.
      Io un’extracomunitaria l’ho preso in casa, e ne sono contenta. Non solo, ma mi diverte anche la sua diversità in tante cose. La mia famiglia è contentissima di averla.
      Se ci lasciamo vincere dal pregiudizio e vediamo solo la sciattezza di alcune persone, o l’insistenza, o la maleducazione e non facciamo nulla perché perché cambino, si abituino a rispettarci, ma continuiamo a trattarli male e guardarli con sospetto, non facciamo neppure un favore a noi stessi. Se in Piemonte la gente avesso continuato a guardarmi con sospetto come se fossi una puttana, ebbene io i piemontesi, tutti, li odierei ancora.
      Le ondate migratorie ci sono sempre state e ci saranno sempre. Se la nostra civiltà è sufficientemente forte da saperli integrare, sarà una fortuna, ma se li buttiamo a mare, sarà la nostra rovina.
      Quei paesi che alzano i muri tipo Ungheria, Polonia, e altri, nel mondo di oggi, quanto riusciranno a vivere da soli? Faranno come la Corea del Nord? Prima o poi però si chiede aiuto da qualche parte.
      Noi siamo diversi e la nostra gente è frutto di una continua invasione e intergrazione con altri popoli. Troviamo dei siciliani biondi, alti con gli occhi azzurri che sono ancora un retaggio dell’invasione del Normanni.
      Avremo probabilmente generazioni mulatte, color latte e miele. Chissà. sarà un male?
      Il mio discorso non è fatto di aperture totali a chiunque, ma per una integrazione di un numero sufficiente alto di immigrati da poter essere d’aiuto a noi.
      Cerchiamo di non diventare come Rosa e Olindo.
      Ciao Mario.

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