BARBAGALLO CARMELO UIL

BARBAGALLO CARMELO UIL

Populismo politico sommato a populismo sindacale,  dà origine ad un mix pericoloso per il nostro paese.

Prima di chiedere una manifestazione “mondiale” contro le multinazionali, Carmelo Barbagallo, della Uil, potrebbe pacatamente chiedere risposte su Ilva e Alitalia, tanto per cominciare.

In che modo intenda promuoverla e organizzarla, non è dato di sapere. Forse pretendiamo troppo.

Le multinazionali in Italia danno lavoro a 1,3 milioni di persone e fanno il 25% di tutta la ricerca e sviluppo.

L’obiettivo è averne di più e non perdere quelle che ci sono.

Molti dei tavoli di crisi al Ministero si aprono perché una multinazionale decide di andare a produrre da un’altra parte e si risolvono attraendo una multinazionale in Italia.

Ci sono moltissimi casi in cui una Multinazionale si comporta in maniera spregiudicata: Embraco, Alcoa, Glencore, Honeywell e molti altri ancora.

Quando ciò accade il Governo deve assumere un atteggiamento durissimo e pretendere il rispetto degli impegni e/o il tempo per operare una reindustrializzazione.

Ma si lavora caso per caso e con concretezza.

Slogan generici e annunci tanto roboanti quanto vuoti non servono a nulla.

Aggiungere populismo sindacale a populismo politico è molto pericoloso.

La UIL, nel giorno della sua festa per la rielezione del suo capo, avrebbe fatto bene a chiedere al Ministro Di Maio una risposta chiara su Alitalia e ILVA.

Invece si è limitata ad offrire al Ministro un caschetto da operaio metalmeccanico.

Una bella foto opportunity condita da toni e slogan coincidenti con quelli del Governo.

Intanto su Alitalia, dove UIL è stata parte rilevante della bocciatura del referendum sull’accordo sindacale che avrebbe portato un miliardo di euro privati nella compagnia, e su ILVA, dove allo stesso modo, la UIL ha respinto la proposta di mediazione del Governo che assicurava a tutti i lavoratori un contratto a tempo indeterminato, prosegue un silenzio assordante.

Entrambe le aziende costano molto soldi ai cittadini italiani.

Per entrambe ci sono investitori interessati.

Su entrambe non si conosce il pensiero e l’orientamento del Governo che dice tutto e il contrario di tutto.

Ma alla UIL va bene così.

Non decidere è comodo per tutti.

Tranne che per i lavoratori e i soldi dei contribuenti.

(Carlo Calenda)

Annunci

Una Risposta

  1. ‪L’idea che Di Maio, ragazzo, senza esperienze, senza competenze, senza metodo, senza umiltà, senza conoscenze, abbia la responsabilità di decidere su un caso così complesso come l’ILVA e sulla sorte di oltre 20.000 lavoratori, tenendo conto anche dell’indotto, è un incubo. ‬

    ‪Che si sia permesso ad un incapace (escludendo le sue qualità, perché non ha esperienze) di avocare a sé la guida di due ministeri di importanza strategica per il peso determinante sull’andamento economico e della occupazione della nazione, oltre la vice presidenza del consiglio, dimostra il grado di irresponsabilità e di azzardo che il Paese sta correndo. ‬

    ‪La sensazione è di essere su una macchina lanciata a 200 km orari, su una strada di campagna, in una notte senza luna e a fari spenti. ‬

    E che poi un sindacato gli regga la coda, beh! davvero siamo caduti in basso.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: