CI AVETE FRANTUMATO IL FRANTUMABILE

CI AVETE FRANTUMATO IL FRANTUMABILE

Renzi ed il nostro PD erano di destra, il nostro governo eversivo, per taluni illegittimo, figlio dei poteri forti, auspicavate la sua morte politica, e quasi quasi anche quella fisica.

Avete manifestato contro la sua “deriva autoritaria e reazionaria”, “volevate atti di “sinistra”.

Voi che, da conservatori delle idee ottocentesche, siete antitetici al progresso.

Avete avuto la faccia tosta di chiamarlo “fascista”, palesando una ignoranza storica non comune.

Quel che resta dell’Anpi e la Cgil settaria, targata Camusso, parlavano addirittura di resistenza, mentre facevano gli occhi dolci ai fenomeni grillini.

Il nemico da abbattere era (e nelle vostre fantasie malate lo è ancora) lui, Renzi, quel maledetto toscano, quello che ci aveva dato un’identità vincente, parola che alla para-sinistra fa venire l’ittero, abituata com’è a perdere godendone.

Mentre amoreggiavate nel referendum contro le riforme istituzionali con la politica più estremista del paese, quella stessa parte cresceva e si rafforzava grazie alla vostra idiozia.

Mentre vi creavate microscopici “nidi” per appagare le vostre ambizioni ed esorcizzare il terrore di sparire dalla faccia della terra, la destra italiana vecchia e nuova gongolante vi ringraziava e vi sbeffeggiava.

Il “nuovo corso” del paese è appena partito e il suo colore politico si fa sempre più cupo e nero.

I grillini, ormai comparse di questo governo ad egemonia leghista, sono incollati alle poltrone, mentre nel Paese inizia inesorabile il loro declino.

Chi ha visto in loro tracce di “sinistra” e li ha votati, oggi si ritrova alleato di governo con l’ingombrante Salvini, quello che agita vangeli e rosari solo in campagna elettorale.

A me farebbe un po’ schifo essermi ritrovato, con un voto demenziale e masochista, in tale pessima compagnia, ma la sinistra conservatrice italiana si è dimostrata spesso di bocca buona ed a turarsi il naso ci mette un attimo.

Se per frustrazione e senso scellerato di rivalsa preferiranno stare in poltrona, se confermeranno il loro consenso spaventoso alla causa della Srl grillina o se si riavranno dallo stato di assenzio in cui sono piombati.

La para sinistra conservatrice deve scegliere da che parte stare.

Non avrà più alibi né di fronte alla storia, né di fronte al futuro dei suoi, dei nostri giovani.

E di questo sarà corresponsabile senza attenuante alcuna.

E la miseria intellettiva continua sulla piazza comoda della Tv7.

E anche per oggi, il Pd, è sistemato.

Peccato, perché parlo male di casa mia Ma la voglio pulire da intasamenti che il tempo ha depositato.

 

 

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2 Risposte

  1. “Renzi, quel maledetto toscano, quello che ci aveva dato un’identità vincente..” cara Speradisole, forse abbiamo visto un altro film se parliamo dello stesso Renzi che ha portato il PD al 18,7% delle ultime politiche e non si è mai soffermato un secondo per valutare i motivi dei diversi disastri elettorali che si sono susseguiti durante la sua segreteria; indubbiamente anche tanti altri hanno contribuito alla disgregazione della sinistra però cominciamo con i famosi 101 che hanno costretto alle dimissioni Bersani con somma felicità del Presidente della Repubblica di quel tempo che mirava all’alleanza fra il PD e Berlusconi cominciando dal Patto del Nazareno e così siamo finiti al governo M5S-Lega. Io non mi sento “para – sinistra conservatrice”, ma nemmeno “neo democristiano – berlusconiano”. Sinceramente mi spiace che le nostre strade, per tanto tempo appaiate, si siano così divaricate col renzismo, ma ora la nostra visione politica è molto diversa. Ciao, sempre con la speranza di poterci riconfrontare come un tempo.

    1. Carissimo, Sileno,
      è un’analisi che ho sentito tante volte, ma che, a mio avviso, è vista solo da una parte dello specchio.
      La colpa è Di Matteo Renzi se il partito è passato al 18%.
      Non ha capito niente dei disastri che stava combinando.
      Si è alleato con Berlusconi al Nazareno.
      Ha personalizzato la politica.
      Decideva solo lui.
      Matteo Renzi è di destra.
      E così via.
      A proposito del patto del Nazareno, sappiamo che Matteo Renzi voleva riformare questo paese (l’aveva detto migliaia di volte) e ha tentato di chiedere a tutti chi dava una mano. Ha risposto Berlusconi, come tra l’altro aveva fatto con D’Alema nella bicamerale.
      Peccato che con Renzi sia diventato uno scandalo imperdonabile e con D’Alema una cosuccia da niente.
      Solo che a ribaltare il tavolo questa volta non è stato Berlusconi ma Matteo Renzi che non ha sottoposto al gradimento o alla scelta di Berlusconi la triade di nomi da scegliere per il Presidente della repubblica, ha deciso senza consultarlo e questo ha fatto saltare i nervi a Berlusconi perché pensava di poter ancora trattare con D’Alema e Bersani e decidere lui.
      No, Matteo Renzi era un toscanaccio di altra tempra e Berlusconi l’ha capito, e se l’è legata al dito.
      Abbiamo dimenticato in che condizioni Renzi ha preso in mano il governo e la percentuale di votanti che l’ha scelto come segretario.
      Abbiamo dimenticato le figuracce di Bersani e le umilianti preghiere che ha rivolto Napolitano perché rimanesse dov’era.
      Abbiamo dimenticato le manovre di D’Alema per fare cadere Prodi e Veltroni e prenderne il posto.
      Abbiamo dimenticato la propaganda editoriale inverosimile che sputava odio all’infinito contro Renzi.
      Abbiamo dimenticato il patto tra destra e sinistra, tutti uniti nell’abbraccio mortale, contro le riforme proposte non solo da Renzi.
      Abbiamo dimenticato i brindisi di gioia per la sconfitta di Renzi il 4 dicembre del 2016.
      Abbiamo dimenticato l’accanimento contro il padre, la moglie, ferendolo negli affetti più cari.
      Abbiamo dimenticato gli insulti più osceni che ha ricevuto, non solo dalle opposizioni, ma dai suoi dello stesso partito, insulti ancora più dolorosi per questo.
      Abbiamo dimenticato le cose positive che ha fatto.
      Però gli diamo la colpa di tutto.
      La sinistra ha perso, ha perso per sempre la possibilità di avere anche un minimo di speranza per poter tornare a contare qualcosa in questo paese.
      Ha perso perché si è voluta distruggere da sola, togliendo respiro all’unica persona che in questo bailamme politico di sinistra aveva la personalità e la forza di farla vincere.
      E invece ha vinto l’invidia e il rancore.
      Troppo bravo, troppo decisivo, troppo intelligente. Non può essere “di sinistra vera” secondo coloro che si definiscono di sinistra.
      Meglio il caminetto, la collegialità che non decide e chiacchiera, meglio essere “radical chic” alla Bertinotti di malaugurata memoria.
      Ciao Sileno, non volermene, ma non è nelle mie corde dare la colpa a Renzi di tutto quello che è successo.
      Un grande abbraccio.

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