Archivi del giorno: 11 giugno 2018

NON MI E PIACIUTO IL MOBBING INFLITTO AL NEOPRESIDENTE DEL CONSIGLIO ITALIANO AL G7 IN CANADA

NON MI E PIACIUTO IL MOBBING INFLITTO AL NEOPRESIDENTE DEL CONSIGLIO ITALIANO AL G7 IN CANADA

Prima, abbiamo scherzato un po, e preso in giro il nostro neo Presidente del Consiglio, per la sua inesperienza, e per la brutta abitudine di farsi suggerire che cosa deve dire o non dire in pubblico.

Chiede a Di Maio, chiede a Casalino del grande fratello, un po’ troppo anche per un principiante, ma è questo che abbiamo e lo riteniamo a tutti gli effetti anche il nostro Presidente del Consiglio, col dovuto rispetto.

Rimane sempre un però, per esempio il fatto di dire che in Canada l’incontro avuto con gli altri rappresentanti politici più grandi del mondo, sia stato “positivo”, lascia un po’ di dubbi su che cosa abbia capito da quell’incontro, ma lo imputiamo all’inesperienza e al fatto che nemmeno 12 ore dopo la sua “nomina ufficiale” ricevuta da Parlamento, abbia dovuto affrontare i marpioni più furbi del mondo, senza sapere niente di politica né locale e tantomerno inernazionale. Avrà letto qualcosa, ma quell’incontro era un esame di quelli molto importanti da affrontare e richiedeva una riflessione più lunga e seria.

Tuttavia vederlo, al G7 in Canada, solo solo e che non parla con nessuno, mentre gli altri chiacchierano e si scambiano battute, e non è un problema di lingua perché parla correntemente inglese, tedesco e francese, non mi è piaciuto.

Così si disprezza non la persona, ma il paese che il Prof. Conte, adesso, rappresenta.

La politica è una cosa seria, un’arte difficile, lo sappiamo, e ancor più complicata per un principiante, ma il rispetto per la carica che riveste, ci vuole, anche da parte di chi, si crede più e più e ancora più importante. L’educazione si richiede a tutti ed è dai cosiddetti più importanti che deve venire.

Poi sta a noi cittadini dire se alcune cose non piacciono.

Non mi è piaciuto una scena in particolare che ne ha evidenziato l’insicurezza, quella che le racchiude tutte per potenza simbolica: Rocco Casalino, stratega della comunicazione m5s, ex-concorrente del primo reality show globale, il Grande Fratello, e ora portavoce di Palazzo Chigi, che ruba la scena al premier medesimo e lo trascina via dai giornalisti perché non parli più del dovuto.

Del resto, se entri dicendo che sei d’accordo con Trump a riammettere la Russia al vertice e poche ore dopo ti allinei alla posizione contraria degli altri paesi europei, qualche domandina te la puoi anche attendere.

Però è stata una scena offensiva, tragica fino a rasentare la crudeltà.

E non posterò il video in cui si vede il Presidente del Consiglio di una grande democrazia, trattato come un cagnolino abbandonato, in cerca di qualcuno che lo adotti.

Non lo posterò non perché stimi alla follia quel PdC, ma perché fa male per il mio Paese, per la storia che rappresenta, per le tante persone perbene che ci vivono.

Spero che lo vedano e lo guardino con attenzione tutti quelli che li hanno votati. Sì, proprio loro. Li voglio guardare muti quel video di pochi secondi, dove si capisce quale considerazione hanno gli altri Stati, di chi ci rappresenta.

Se quel PdC fa pena, chi l’ha messo lì, inadeguato e impreparato quanto se non più di lui, fa solo rabbia.

Pochi giorni di vita di un governo, nato dopo tre mesi di pagliacciate, e il nostro Paese è trattato alla stregua di una mosca fastidiosa che ronza, vola, fa rumore, fino a quando non verrà definitivamente eliminata.

La carta moschicida costa così poco.

 

 

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