Archivi del giorno: 9 giugno 2018

IN CANADA, CHE BELLO!

 IN CANADA, CHE BELLO!

In sintesi, al G7 arriva Trump, altro prodotto avariato di una società sbandata che ha perso qualsiasi dignità e coscienza personale, e pensa di imporre ai partner europei il ritorno di Putin, non perché lo ami, tutt’altro.

Piuttosto perché è il grimaldello che distruggerebbe l’UE e permetterebbe agli USA di dominare economicamente sul Mondo, quando e come decidono loro.

Il neo PdC, nostro, privo di qualsiasi esperienza in merito, e pure di qualsiasi furbizia che almeno gli avrebbe suggerito di tacere, risponde entusiasta: siiiiiii, che bello!

Naturalmente, non se lo fila nessuno, tranne Trump che avrà pensato: che era un pollo lo si capiva, ma fino a questo punto mai.

In serata Macron, Merkel e Trudeau dicono un no netto al ritorno della Russia nel G8. Prima si ritiri dalla Crimea, garantisca processi democratici nel suo Paese, e poi, forse, se ne parlerà.

E’ un calcio sui denti a Trump, ma anche all’Italia, che sottoscrive senza fiatare il documento, preparato dai suddetti Macron, Merkel e Trudeau, smentendo tutto ciò che aveva affermato due ore prima.

Però dobbiamo sentirci rassicurati dalla presenza del consigliere Casalino, quello che, in mutande, si lamenta della puzza dei poveri, siamo sicuri che non  lascierà mai solo il neo PdC italiano, e gli dirà come comportarsi, lui che è un esperto di immagini del Grande Fratello uno!

Intanto, il compare di merende LeFelp, qui in Italia, dopo aver rotto i rapporti diplomatici con la Tunisia, l’unico Paese, e sottolineo l’unico, che rispetta gli accordi di rimpatrio degli immigrati irregolari, per portare avanti l’opera megacalattica due soldi messa in scena per la goduria del popolo, li rompe anche con Malta.

Il terzo compare, intubato nel suo completino, se non spara una cazzata ogni mezz’ora sembra star male, dichiara che non siamo in Europa con il cappello in mano.

Visto l’andazzo, più modestamente, mi accontento se ci lasciano almeno le mutande.

 

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AHI, AHI, AHI CHE SUCCEDE AI GIOVANI DI CONFINDUSTRIA? NON VOGLIONO PAGARE MENO DEGLI ALTRI

AHI, AHI, AHI, CHE SUCCEDE AI GIOVANI DI CONFINDUSTRIA? NON VOGLIONO PAGARE MENO DEGLI ALTRI

Giovani di Confidustria dimostrano di non gradire  il provvedimento cavallo di battaglia del Governo Conte cioè la Flat Tax, mentre esaltano il Jobs Act , cavallo di battaglia del Governo Renzi, strumento che è stato capace di creare posti di lavoro.

 I Giovani di Confindustria, dal convegno annuale di Rapallo, difendono il Jobs Act che “ha creato 850mila posti di lavoro in più”, è “un risultato positivo, Un risultato importante”. Il presidente dei Giovani Imprenditori, Alessio Rossi, si sofferma sul programma del governo M5s-Lega e anche sul fisco avverte: “Non vogliamo pagare meno degli altri, vogliamo essere trattati con equità. E se la flat tax è insostenibile per le casse dello stato diciamo: no grazie. Ci serve una tassazione giusta, non piatta.
    Sostenibile”. In una “Italia insostenibile”, un “Paese affaticato”, i giovani di Confindustria puntano il dito contro gli “88 giorni in attesa di un Governo” e avvertono: “Da questo momento il Governo ci deve dimostrare che non abbiamo fatto un investimento a vuoto”, dice Rossi: “Speriamo che sia stato solo un brutto inizio ma con un finale positivo”. E apre al confronto: “Al Governo del cambiamento noi diciamo: per le imprese dove c’è cambiamento c’è sempre una opportunità. Noi ci siamo. Ora”.
Fonte:Ansa
Di Maio che dice? Che dice?