Archivi Mensili: giugno 2018

DI MAIO, TUTT’ALTRO CHE POLLO, DÀ LA CIFRA DELLA POLITICA REALE E CONCRETA DEL GOVERNO POPULISTA

DI MAIO, TUTT’ALTRO CHE POLLO, DÀ LA CIFRA DELLA POLITICA REALE E CONCRETA DEL GOVERNO POPULISTA

È un’opposizione indecente.

È caduta in una trappola, ordita da Salvini e Di Maio che li stanno giocando: Salvini li provoca a indignarsi sul terreno dei migranti e loro abboccano isolandosi dal sentimento degli elettori.

Di Maio li circuisce sapientemente, li attrae con le sue politiche sociali demenziali ed estremiste.

E così li spunta. Li rende inoffensivi.

Salvini dà la cifra simbolica al cattivismo.

Ma Di Maio, tutt’altro che pollo, dà la cifra della politica reale e concreta del governo populista.

Peggio.

E la sinistra, quella decina di capetti, tra Pd, Leu e sindacato che si autoproclamano tale, abbocca.

Orlando, Emiliano, Camusso e l’ex ditta sono convinti che i 5 Stelle sono, sull’economia e le politiche sociali, la “sinistra” nel governo giallo verde. E che va sostenuta per poterla staccare da Salvini.

E così finiscono per comportarsi, sulle politiche di Di Maio, come con un “governo amico”.

Dall’accordo sindacale che smantella la “buona scuola”, alla quota 100 sulle pensioni, accordo che smantella l’Inps e le pensioni di domani, al “decreto dignità” che stoppa l’ingresso dei giovani nel lavoro e smantella il job act, ai decreti autarchici e “venezuelani” sulle localizzazioni delle imprese e contro le multinazionali, che smantellano gli investimenti in Italia.

È uno spettacolo indecente, il silenzio dell’opposizione di sinistra o, addirittura, il suo applauso a Di Maio.

Manca solo il ripristino dell’articolo 18 e l’opera sarà completa: il populismo si sarà mangiato, tra gli applausi di mezzo Pd, le riforme di Renzi e l’intera sinistra.

Niente male se il paese non ne soffrisse: morta la sinistra se ne fa un’altra.

Il guaio è che l’Italia sta già pagando la scelleratezza delle politiche sociali populiste, quelle dei 5 Stelle, e su cui Salvini complice, lo sappia il Nord, sta a guardare pure lui.

La ripresa si è fermata.

Nei prossimi due anni il tasso di crescita, già esiguo, si invertirà verso il basso.

Lo spread incombe guardingo e minaccia il ritorno all’emergenza.

Ogni provvedimento dei 5 Stelle di “sinistra” (?), sarà deficit, col debito che aumenta.

Coi decreti di Di Maio la disoccupazione giovanile, scesa ai minimi italiani degli anni di crisi economica, riprenderà.

Il reddito di cittadinanza prosciugherà gli incentivi per assumere.

Realizzando il sogno dei populisti: tutti disoccupati ma ben pagati.

Solo per qualche mese però: il tempo che ci buttano fuori dall’Euro per i danni che fa, a tutti, il nostro debito, che salirà.

E allora, la pacchia sarà davvero finita!

Oggi l’allarme lo lanciano la Confindustria e il mondo delle imprese.

Sono rimaste l’unica opposizione.

Ci tocca sperare in loro.

Il Pd, invece, come affetto da senescenza e Alzheimer, tace o piange commosso agli scempi di Di Maio.

Indecente.

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VERTICE EUROPEO, UN SUCCESSONE O…. UNA PRESA PER…..

VERTICE EUROPEO, UN SUCCESSONE O….. UNA PRESA PER…..

Al vertice europeo di questi giorni, il Governo italiano ha ottenuto che chi sbarca in Italia, sbarca in Europa.

Forse prima sbarcava in Oceania.

Quindi per chiarirci, da oggi i migranti non sbarcheranno più a Pozzallo in Italia, ma a Pozzallo in Europa.

Comunque sempre a Pozzallo.

La redistribuzione dei migranti avverrà su base volontaria.

Pensate che Francia, Spagna, Germania per non parlare degli altri paesi, saranno così volonterosi?

L’abbiamo preso in quel posto. Conte è soddisfatto.

Alla fine della storia ha vinto in pieno Macron e la Merkel al seguito.

Noi ci siamo messi un cappio al collo.

Se facciamo questi “casermoni” per i migranti, ci dobbiamo caricare di tutto il resto (mantenimento, sanità, rimpatri, ecc.) e otterremo qualche finanziamento (come adesso per altro), se non li facciamo chiudono i finanziamenti.

Ah! Ecco, non è stato detto da nessuno, tutti presi dalla questione migranti, però, tra un successone e un altro, sono state approvate anche le sanzioni alla Russia.

Una piccola aggiunta.

Succede, quando Orietta Berti e Rita Pavone sono le intellettuali di riferimento dei profeti del cambiamento, che il portavoce faccia di queste figure.

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SIAMO SPROTETTI, L’UMANITÀ È PIÙ SPROTETTA, E NOI PIÙ ISOLATI

SIAMO SPROTETTI, L’UMANITÀ È PIÙ SPROTETTA, E NOI PIÙ ISOLATI

Non è successo nulla di particolare,  di speciale, di raro.

Semplicemente, dobbiamo prendere atto che ora governa i pensieri di massa esattamente ciò che credevamo d’aver sconfitto nel 1945.

Quel tipo di fantasmi.

Quelli che vivono del sangue degli altri e se ne fregano, cazzi degli altri.

Quelli che giudicano la spietatezza una forma elevatissima di intelligenza e di realismo di fronte alla vita.

Tenerezza e generosità, i segni invece inequivocabili della mollezza che accompagna la caduta dell’impero d’occidente.

Suona per noi tremendo, ma era inevitabile, stava scritto, come stava scritto che prima o poi il Pd avrebbe perso Siena, la sinistra avrebbe perso Siena.

Avessimo potuto contare su un ventennio alle spalle ricco di spunti e di stimoli, nostri, di testimonianze e di gruppo dirigente, gruppi dirigenti, capaci di farsi leggere nella coerenza e nel senso di giustizia, ma abbiamo cacciato un sindaco, nostro, mandando i consiglieri dal notaio a fare il gioco sporco.

Un sindaco che non aveva rubato, né aveva coperto mafie e camarille, anzi, abbiamo trattenuto nelle nostre liste gente che, nei consigli regionali, aveva provveduto ad incrementare gli appannaggi a dismisura, mentre i pensionati minimi facevano il rally della spazzatura dei mercati rionali.

Ecco, con una storia diversa alle spalle, senza un crollo epocale in un referendum che è stato gestito male, le cose sarebbero andate meglio, ma avrebbero vinto loro comunque.

Insisto: siamo in una fase in cui l’ideologia della sopravvivenza governa ben più delle condizioni materiali in cui si sopravvive.

Certo, oggi siamo più soli, ci sentiamo più soli.

È venuto meno quell’ombrello di sensi umani che la sconfitta del nazi-fascismo aveva usato per fertilizzare le costituzioni europee.

Quell’ombrello che è stato tenuto aperto per decenni da registi, poeti, scrittori, attori, sceneggiatori, intellettuali, oltre che da milioni di lavoratori, dentro e fuori le loro organizzazioni.

Il nostro linguaggio è rimasto solo, battuto, in nettissima minoranza mentre il global si accomoda e impone il suo linguaggio, è un treno di “valori” che ci è stato recapitato grazie al servilismo e alla sciocchezza della lega come dei cinque stelle.

Loro non lo sanno di essere stati usati come postini, e non lo sapranno mai.

È il loro mestiere non sapere.

Sapere poco, anche di loro stessi.

Siamo sprotetti, l’umanità è più sprotetta, e noi più isolati.

No, non è vero che non è successo niente di speciale. Facciamoci coraggio, amiche, amici, compagne, compagni. Serve pazienza, coraggio, mitezza, convinzione, e noi siamo quelli giusti.

Sì, sì, sono convinto.

(Toni Jop)

DI MAIO: INGENUITÀ O IGNORANZA?

DI MAIO: INGENUITÀ O IGNORANZA?

La Bekaert delocalizza e licenzia 300 operai.

Il ministro del lavoro Di Maio promette una multa sul fatturato, in caso di delocalizzazione fuori dall’Europa.

Marattin ricorda che la Bekaert delocalizzerebbe in Romania che fa parte dell’unione europea.

Se Di Maio avesse avuto l’umiltà e il coraggio di rispettate il passaggio di consegne dell’ex ministro Calenda, avrebbe evitato queste brutte figure, e avrebbe dato continuità al lavoro del suo predecessore, per risolvere il problema di fondo e cioè i costi del lavoro nell’unione nei vari stati europei.

 

VALE LA PENA RICORDARE? PENSO DI SÌ

VALE LA PENA RICORDARE? PENSO DI SÌ

Ricordo che ho scritto per anni e anni, su questo blog, pensieri infuocati e indignati contro Berlusconi e i suoi governi.

Mi sembrava, allora, il male assoluto, una visione della vita, della dignità delle donne (su questo punto le donne implicate ci hanno messo del loro per dare una bella mano), del rispetto di alcuni principi fondamentali di convivenza democratica e della carta costituzionale, da combattere e respingere con tutte le mie forze.

Sollievo, momentaneo, nel 2011, quando rovinosamente come sappiamo, il nostro è stato costretto a lasciare il governo della nostra amata repubblica. Ricordo che ero andata a pranzo fuori e avevamo brindato.

Ora ci si ritrova daccapo con quel grande popolo, i votatori del berlu, che naturalmente non è sparito, ha solo trovato un altro imbonitore, o meglio due, così anche chi si definiva “di sinistra” ha potuto essere solleticato a “provare”, a chi affidare la risoluzione delle proprie ansie e paure, senza tenere in alcun conto, una volta ancora, un centinaio di principi basilari su cui si è costruito, faticosamente, questo Paese.

Infatti com’è stato possibile che il berlu abbia governato 20 anni o giù di lì, nonostante le porcate fatte?

A ben pensarci il nostro Paese è fatto da ventenni, nel senso di cicli di venti anni.

Ho visto pochi giorni fa “La grande storia”, che narrava di come gli Italiani assistettero indifferenti all’emanazione delle leggi razziali, con cacciata di tutti gli insegnanti e studenti e bambini dalle scuole pubbliche, divieto di esercizio di attività commerciali o d impresa e di molte professioni, ecc. e con tutto quello che ne conseguì.

Questa è la storia. Prendiamone atto.

Le “parentesi” dei governi di sinistra o meglio di centro sinistra, perché mai e poi mai questo paese, col suo passato, vedrà un governo puro di sinistra, costituiscono eccezioni, dettate dai momenti di down dei governi, quasi naturali, di destra a tratti estrema.

Noi, come al solito, crediamo di stare dalla parte giusta: in trincea.

Chissà, forse dobbiamo aspettarci ancora una ventennio, stavolta legaiolo.

Non resta che prepararci e fare del nostro meglio, sempre.

BARBAGALLO CARMELO UIL

BARBAGALLO CARMELO UIL

Populismo politico sommato a populismo sindacale,  dà origine ad un mix pericoloso per il nostro paese.

Prima di chiedere una manifestazione “mondiale” contro le multinazionali, Carmelo Barbagallo, della Uil, potrebbe pacatamente chiedere risposte su Ilva e Alitalia, tanto per cominciare.

In che modo intenda promuoverla e organizzarla, non è dato di sapere. Forse pretendiamo troppo.

Le multinazionali in Italia danno lavoro a 1,3 milioni di persone e fanno il 25% di tutta la ricerca e sviluppo.

L’obiettivo è averne di più e non perdere quelle che ci sono.

Molti dei tavoli di crisi al Ministero si aprono perché una multinazionale decide di andare a produrre da un’altra parte e si risolvono attraendo una multinazionale in Italia.

Ci sono moltissimi casi in cui una Multinazionale si comporta in maniera spregiudicata: Embraco, Alcoa, Glencore, Honeywell e molti altri ancora.

Quando ciò accade il Governo deve assumere un atteggiamento durissimo e pretendere il rispetto degli impegni e/o il tempo per operare una reindustrializzazione.

Ma si lavora caso per caso e con concretezza.

Slogan generici e annunci tanto roboanti quanto vuoti non servono a nulla.

Aggiungere populismo sindacale a populismo politico è molto pericoloso.

La UIL, nel giorno della sua festa per la rielezione del suo capo, avrebbe fatto bene a chiedere al Ministro Di Maio una risposta chiara su Alitalia e ILVA.

Invece si è limitata ad offrire al Ministro un caschetto da operaio metalmeccanico.

Una bella foto opportunity condita da toni e slogan coincidenti con quelli del Governo.

Intanto su Alitalia, dove UIL è stata parte rilevante della bocciatura del referendum sull’accordo sindacale che avrebbe portato un miliardo di euro privati nella compagnia, e su ILVA, dove allo stesso modo, la UIL ha respinto la proposta di mediazione del Governo che assicurava a tutti i lavoratori un contratto a tempo indeterminato, prosegue un silenzio assordante.

Entrambe le aziende costano molto soldi ai cittadini italiani.

Per entrambe ci sono investitori interessati.

Su entrambe non si conosce il pensiero e l’orientamento del Governo che dice tutto e il contrario di tutto.

Ma alla UIL va bene così.

Non decidere è comodo per tutti.

Tranne che per i lavoratori e i soldi dei contribuenti.

(Carlo Calenda)

SALVINI SAREBBE LA DISGRAZIA E DI MAIO LA VITTIMA?

SALVINI SAREBBE LA DISGRAZIA E DI MAIO LA VITTIMA?

Salvini sarebbe la disgrazia e Di Maio la vittima? E’ questo che stanno diffondendo i media.

No, non è vero, Salvini non è né fascista né razzista e tantomeno un mangia grillini, è solo populista. Un vero populista che sa fare propaganda.

Populista e basta.

Non è lui che ha creato l’ondata anti-immigrati nazionale.

Lui l’ha intercettata, sfruttata al massimo.

Senza scrupoli, e anche nel modo più becero.

Questo governo rispecchia esattamente l’80% del popolo Italiano.

Se si fosse ascoltato il popolo delle periferie si capiva subito che da alcuni anni, si parlava solo di immigrati.

Lega e m5s, da vere forze populiste, hanno sfruttato questo sentimento e hanno preso i voti.

Oggi si sente dire: Salvini ha preso in mano il governo, fa tutto lui, parla solo lui.

No, non è così. Sono i media che parlano solo di lui, che intervistano solo lui, che diffondono tutto il santo giorno i suoi inutili video.

E adesso c’è la moda di sostenere che Di Maio sarebbe divorato da Salvini.

Sono stupidaggini.

Sono anni che Lega e m5s dicono le stesse cose, bastava leggere le loro ideate sui social, oppure andare tra la gente. E la gente vuole esattamente quello che dice Salvini.

Se facciamo un passo indietro e seguiamo quello che i media dicevano, scopriamo che per anni, sono stati tutti intorno a “Repubblica” che guidava la rivolta contro Berlusconi, parlando solo di mignotte e atti giudiziari.

Il resto della compagine faceva sconquassi al sistema Italia, ma nessuno ne parlava.

Negli ultimi 4 anni hanno parlato di banche, di Boschi, o di JobsAct diffondendo solo bufale.

Delle 400 leggi emanate per tentare di risolvere i problemi dell’Italia, non ne hanno mai parlato.

Chi ha portato questa gente al governo se non la continua propaganda attraverso i media?

E adesso, che abbiamo questa gente al governo, proprio i media fanno finta di meravigliarsi?

Sempre la cara “Repubblica”, due giorni, fa pubblicava un articolo che diceva che la base grillina è in rivolta.

Rivolta?  O non ne sanno una minchia o dicono così per salvare la faccia.

Le sole poche voci dissenzienti che si sentono sono solo 4 gatti di Napoli, devoti a Fico e, quando parlano sui social, vengono aggrediti da tutti gli altri.

E tutto continua.

Tutti i media sono concentrati su Salvini, brutto, cattivo, fascista, razzista, che, sapientemente, ogni giorno, consegna la sua battuta o battutaccia in pasto al popolo, che gioisce e acclama.

Per il resto, di quello che stanno combinando gli altri, per esempio tutti i pericolosissimi grillini, non una parola.

Abbiamo letto la bozza di un decreto di Di Maio che dovrebbe fare accapponare la pelle per i danni che potrebbe provocare, se dovesse realizzarsi.

Interessa qualcuno?

Non abbiamo tempo, dobbiamo parlare di Salvini.

VAI AVANTI TU CHE MI VIEN DA RIDERE

VAI AVANTI TU CHE MI VIEN DA RIDERE

Abbiamo visto, per curiosità e anche con un po’ di distacco, tanto ne conosciamo la nenia e la monotonia, la trasmissione de La 7 “otto e mezzo”. Ospiti di Lilli Gruber Zucconi, Cacciari e l’immancabile Marco Travaglio.

Travaglio si è lamentato (seminaristicamente) del modo di comportarsi di Salvini, ma la cosa non ci può far altro che sorridere. E tanto.

La maggior parte dei beniamini di Travaglio, i 5 stelle, sono d’accordo con la linea di stampo salviniano e quindi, come al solito, la sta facendo fuori dal vaso.

Salvini si sta “mangiando” i pentacosi, ma il bello è che non sta facendo un grandissimo sforzo, dato che la maggior parte di quel movimento la pensa proprio come Salvini.

Poi c’è una parte decisamente minoritaria, definita di “Sinistra” dalla sinistra antirenziana Pd, da Leu e altri nostalgici, che fa riferimento a Roberto Fico che cerca di barcamenarsi. Un colpo al cerchio e un colpo alla botte.

Lo fa con stile, lo ammetto, per essere più credibile (e intelligente forse), non può far altro che manifestare dissenso per certi atteggiamenti salviniani, ma è praticamente solo.

Comunque il peggior personaggio, in questa trasmissione che ho seguito, credo sia stato l’onorato e sempre presente filosofo Cacciari

Inquietante, secondo la sua mente eccelsa, la colpa di questo sconquasso è del Pd che si doveva alleare con i 5 stelle ed impedire il governo di destra, destra e destra estrema.

Mi domando, forse impedire ad una coalizione votata dalla maggioranza di governare perché ritenuta pericolosa, non è anch’essa un’azione da destra?

Come si dice da noi: “Si parla per dare aria alla dentiera”.

CI AVETE FRANTUMATO IL FRANTUMABILE

CI AVETE FRANTUMATO IL FRANTUMABILE

Renzi ed il nostro PD erano di destra, il nostro governo eversivo, per taluni illegittimo, figlio dei poteri forti, auspicavate la sua morte politica, e quasi quasi anche quella fisica.

Avete manifestato contro la sua “deriva autoritaria e reazionaria”, “volevate atti di “sinistra”.

Voi che, da conservatori delle idee ottocentesche, siete antitetici al progresso.

Avete avuto la faccia tosta di chiamarlo “fascista”, palesando una ignoranza storica non comune.

Quel che resta dell’Anpi e la Cgil settaria, targata Camusso, parlavano addirittura di resistenza, mentre facevano gli occhi dolci ai fenomeni grillini.

Il nemico da abbattere era (e nelle vostre fantasie malate lo è ancora) lui, Renzi, quel maledetto toscano, quello che ci aveva dato un’identità vincente, parola che alla para-sinistra fa venire l’ittero, abituata com’è a perdere godendone.

Mentre amoreggiavate nel referendum contro le riforme istituzionali con la politica più estremista del paese, quella stessa parte cresceva e si rafforzava grazie alla vostra idiozia.

Mentre vi creavate microscopici “nidi” per appagare le vostre ambizioni ed esorcizzare il terrore di sparire dalla faccia della terra, la destra italiana vecchia e nuova gongolante vi ringraziava e vi sbeffeggiava.

Il “nuovo corso” del paese è appena partito e il suo colore politico si fa sempre più cupo e nero.

I grillini, ormai comparse di questo governo ad egemonia leghista, sono incollati alle poltrone, mentre nel Paese inizia inesorabile il loro declino.

Chi ha visto in loro tracce di “sinistra” e li ha votati, oggi si ritrova alleato di governo con l’ingombrante Salvini, quello che agita vangeli e rosari solo in campagna elettorale.

A me farebbe un po’ schifo essermi ritrovato, con un voto demenziale e masochista, in tale pessima compagnia, ma la sinistra conservatrice italiana si è dimostrata spesso di bocca buona ed a turarsi il naso ci mette un attimo.

Se per frustrazione e senso scellerato di rivalsa preferiranno stare in poltrona, se confermeranno il loro consenso spaventoso alla causa della Srl grillina o se si riavranno dallo stato di assenzio in cui sono piombati.

La para sinistra conservatrice deve scegliere da che parte stare.

Non avrà più alibi né di fronte alla storia, né di fronte al futuro dei suoi, dei nostri giovani.

E di questo sarà corresponsabile senza attenuante alcuna.

E la miseria intellettiva continua sulla piazza comoda della Tv7.

E anche per oggi, il Pd, è sistemato.

Peccato, perché parlo male di casa mia Ma la voglio pulire da intasamenti che il tempo ha depositato.

 

 

SIETE IN ARRESTO, DICEVANO. ARRENDETEVI. ED ERANO SOLO UN BRANCO DI AVIDI CRETINI

SIETE IN ARRESTO, DICEVANO. ARRENDETEVI. ED ERANO SOLO UN BRANCO DI AVIDI CRETINI

Oggi Solstizio d’Estate, 21 giugno, alle 12:07 ora italiana, si verifica molto più di un semplice evento astronomico. Il Solstizio ha qualcosa di magico, di unico. E’ sicuramente uno dei periodi più amati e profondamente intessuti di leggende, miti, tradizioni e storia. È il giorno più lungo di tutto l’anno. Il giorno dura infatti più di 15 ore.

Ci pare il giorno giusto per pubblicare un articolo scritto da uno straordinario Giuliano Ferrara, che attacca i suoi colleghi e il loro servilismo verso il m5s. (Robe sempre astrali o stellari terra a terra, dipende da chi guarda).

” La verità fa male alle copie vendute, fa male al senso di sé della grande stampa, fa rari i contatti con il famoso “primo partito italiano”. Così lo prendono sul serio, fanno i titoli che a lui convengono, i retroscena: sembra una lotta tra l’Europa cattiva delle banche e questo scassinatore di scatole di tonno da strapaese.

Un vaffanculo così non si era mai visto, ma con quei titoli passa per un duello con l’establishment, ma mi faccia il piacere, amico Fontana, ma mi faccia il piacere, Marione Calabresi.

Grillo è subcultura. Subpolitica. Subspettacolo. Promuoverlo statista e leader ha del fantasioso, richiama la seriosità di un’informazione che ha perso il contatto con la realtà, preferisce intrattenersi e intrattenerci con la subrealtà. Uno che va in Kenia da Briatore. Torna e diventa liberale per settecentomila sporchi euri, euri al plurale

Che altro si può sperare dell’uomo che ha conferito a Roma la signora Virginia Raggi e il signor Marra, anzi i fratelli Marra?

Mi preoccupo per i connazionali detti elettori a 5 stelle. Hanno scelto lo sberleffo. Non si fidano dei partiti. Non si fidano dei movimenti seri. Non si sono fidati di Renzi. Si sono comportati da stupidi, per rabbia, per ignoranza, per spirito bue. E che bidone ci hanno rifilato, che immensa perdita di tempo, che storiella da Tg7 o da Strafatto quotidiano

Meglio di Grillo. I ladri. I corrotti. I peccatori. I Politicanti. Raggi e Scilipoti. Meglio di Casaleggio. Chiunque, un passante, un topino da poco, un contabile di quelli che non usano altro che nei racconti di Gogol. Si fanno i fatti loro, ci tradiscono da secoli in tutte le società antiche e moderne, rodono e rosicano, ma qualcosa sanno fare, e all’atto pratico riescono perfino a governare, si fa per dire, un popolo di corrotti, di imboscati, di invalidi falsi, di protetti, riprotetti, dipietristi e falsi emarginati quali noi siamo, in particolare i gggiovani cosiddetti dai 18 ai 34 anni.

Sempre con l’assistenza della pubblica informazione e di gran parte di quella privata. Michele Serra, che l’ha capita, forse la finirà di assistere sdraiato allo spettacolo.

Ma è incredibile che non si trovino dozzine di profeti, commentatori, direttori, opinionisti capaci di dire queste elementari verità, di sussurrarle con la precauzione di un condom allo scopo di non partorire falsa politica e falsa informazione per una falsa associazione illegale, di natura eminentemente fascista e antidemocratica, che si è impadronita delle fantasie malate, morbose, ignoranti di tanti italiani e gli ha rifilato la faccia di Di Maio, il libro di Di Battista e tutto il resto. Siete in arresto, dicevano. Arrendetevi. Ed erano solo un branco di avidi cretini”.

(Giuliano Ferrara)

 

SOLSTIZIO D’ESTATE A STONEHENGE

La parola solstizio deriva da – sol, ossia sole e -sistere ossia fermarsi in quanto è il momento di massima declinazione del sole nel suo cammino apparente lungo l’eclittica. Nel giorno del 21 giugno il sole resterà sopra la linea del tramonto per 15 ore e 14 minuti.

La durata del crepuscolo ovvero il tempo prima dell’alba e dopo il tramonto in cui la luce del sole è ancora visibile raggiungerà il suo massimo nell’emisfero nord con record nel circolo polare artico dove il sole resterà per quasi 24 ore sopra all’orizzonte.

Il giorno del solstizio d’estate viene celebrato a Stonehenge Qui in questo antichissimo sito un raggio del sole attraversa il trilite, ossia la struttura composta da due monoliti verticali con architrave, e va ad illuminare l’altare centrale. In questa maniera gli antichi druidi interpretavano l’arrivo della nuova stagione, l’estate.