Archivi del giorno: 25 maggio 2018

IL POPULISMO È UNA SCEMENZA PERICOLOSA E GLI VA FATTO LA GUERRA

IL POPULISMO È UNA SCEMENZA PERICOLOSA E GLI VA FATTO LA GUERRA

Oggi è ancor più doveroso resistere.

In quanti si rendono conto che la resistenza è ancora più doverosa, in un momento come l’attuale in cui, dalla libertà conquistata col sangue, si è passati ad una supina rassegnazione, per non dire sudditanza al potere omologante di populisti di cartapesta?

Chi sono coloro che oggi si oppongono e si ribellano ai populisti attuali?

Nessuno si azzarda.

Sembra che un popolo intero sia impazzito.

Resistere ma a chi, oggi come oggi?

Sembra che il “chi” sia il nemico di una cocciuta invenzione dei soliti bastian contrari, degli spiriti ribelli per odio contro il mondo intero, dei falliti depressi che tutto il giorno versano lacrime sulle proprie rovine.

Stiamo assistendo all’idiozia di un populismo fascistoide, peggiore di quelli del secolo scorso, idiozia generata da chi ha rinunciato ad educare alla democrazia e alla libertà, da una politica lasciata nelle mani di mentecatti che si sono tolti ogni fattezza del pensiero e si sono fatti di nulla, da una masnada di rincoglioniti che si sono fatti  violenza non solo a se stessi, ma al meglio dell’Umanità.

Resistere è un impellente dovere dei cittadini che non si lasciano sopraffare da nessuna prepotenza.

Resistere non è uno slogan come sfogo di un momento di depressione.

Resistere con o senza la speranza di un risultato.

Non c’è altro da fare.

Il populismo esiste, è una scemenza pericolosa e gli va fatta la guerra, senza quartiere e senza fare prigionieri.

Resistere e basta.

Infine una piccola dimostrazione pratica: Di Battista: «Borsa giù? Ascoltate la gente nei bar non le banche d’affari»

Allora che bisogno abbiamo dell’ISTAT, degli Economisti ecc. se basta andare al Bar per capire tutto?

In poche parole spiegato il populismo.

Altro esempio:

Immaginiamo che Matteo Renzi e suo padre abbiano pubblicato su Facebook due post dai toni e dai contenuti uguali a quelli pubblicati da Alessandro Di Battista e suo padre, minacce a Mattarella incluse.

In quanti nanosecondi si sarebbe scatenata l’offensiva mediatica, h24 e a reti unificate, e i Travagli, i Saviani, i Frecceri, sulle barricate a guidare le truppe in difesa della democrazia e delle sue istituzioni minacciate dai dittatori in pectore?!

Però tutti tacciono, in ossequio ai vincitori. In ossequio al populismo becero e all’arroganza dilagante.

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