I CONTI NON TORNANO E ALLA SBRONZA COLLETTIVA SEGUE IL MAL DI TESTA

I CONTI NON TORNANO E ALLA SBRONZA COLLETTIVA SEGUE IL MAL DI TESTA

Li hanno coccolati, alimentati, fatti crescere con una benevolenza ruffiana e connivente. Perfetti lacchè.

Mai un contraddittorio, mai domande capaci di svelare l’inconsistenza e la fragilità di proposte irrealizzabili.

Sono saliti tutti sul carro dei vincitori.

Giornalisti folgorati sulla via delle stelle, intellettualoidi radical chic in cerca di un porto nel quale spiaggiarsi, attori e attrici sul viale del tramonto, cantanti che, avendo smarrito la vena creativa, cercavano nuovi mecenati che li sponsorizzassero.

Rivoluzionari della domenica, sinistrati in cerca di vitto ed alloggio.

Tutti a raccontarci del “nuovo” che stava avanzando, del verbo del sacro blog e del gazebo padano.

Li incensavano servili e proni, tutti pronti a sperticarsi nell’elogio dell'”honestà”, della democrazia diretta, delle forche giustizialiste di piazza.

Mentre il padrone della Srl si arricchiva ed aumentava il suo potere, incitando i suoi adepti a sputtanare gli avversari sul web, nel silenzio complice di ciò che resta della stampa italiana.

Dopo mesi di farsa seguiti alle lezioni nazionali, dopo che I vincitori le hanno tentate tutte per giustificare fallimenti e promesse elettorali irrealizzabili e dopo avere tentato di trovare un capro espiatorio alla loro inettitudine, prima il PD e oggi l’Europa, oggi, come risvegliatisi improvvisamente da un lungo letargo della ragione, gli “intellettuali” italiani sono costretti ad affrontare la realtà.

Non siamo alla presa di coscienza piena del danno arrecato al paese, non parliamo poi di autocritica, ma qualche flebile voce dissonante nel panorama adulante del giornalismo italiano inizia a scorgersi all’orizzonte.

Chi a sinistra li ha votati quasi giocando, quelli che “La Srl è una costola della sinistra”, oggi sono silenti, paiono essersi liquefatti, comprendono che lo “scherzo è finito” e sta per arrivare il conto salato da pagare.

Le menzogne si palesano.

I conti non tornano ed alla sbronza collettiva segue un mal di testa insopportabile.

Molti saranno coloro che per un tempo indefinito resteranno tramortiti, travolti da questo delirio di massa, ma avere costretto Lega ed Srl a confrontarsi, con la fatica del tentativo di governare, li ha svelati nella loro fatua inconsistenza, nella demagogia surreale della loro proposta.

 

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4 Risposte

  1. Sanna Antonio Giuseppe |Rispondi

    Prepariamoci alla sfilata delle mutande dei leghisti e dei grillini, perché il nuovo mantra sarà:
    il governo precedente ci ha lasciato in mutande!
    Che Dio ce la mandi buona!
    Ciao Spera.

    1. Antonio,
      che bella sorpresa. Sapessi come sono contenta di risentirti. Grazie di cuore.
      Certamente da come hanno impostato il programma, un capro espiatorio c’è ed è grande come una casa,se non di più: l’Europa.
      Il ritornello sarà: “noi lo volevamo fare, ma l’Europa ce lo impedisce”.
      L’altro sarà sicuramente il Pd, bersaglio perenne degli stupidi che non sanno dire altro. Come quei compagni, presenti nel Pd, che pensavano che il m5s fosse “la nuova sinistra”. Era sufficiente che guardassero dove si era collocato in Europa, per vedere immediatamente com’era e a chi era rivolto: Farage faceva e ha fatto scuola.
      Un grande abbraccio Antonio, e tante belle cose per te.

  2. Commento di Yoga:

    Pubblicato il 17 maggio 2018 da Yoda
    Io invidio Ferruccio De Bortoli. Invidio tutti quelli che, come lui, si svegliano una mattina e spiattellano in faccia alla loro audience lobotomizzata idee opposte a quelle della sera prima.

    E lo fanno con disinvoltura totale, candida, assoluta, perfetta: come se davvero l’illogicità e l’incoerenza del loro pensiero non fossero motivo di una vergogna anche minima, di un vago rimorso. Come se non vi fosse davvero nessuno capace di accostare due pagine e giudicare ciò che vi è scritto, prescindendo dall’emozione del momento.

    Stamattina De Bortoli rampogna Totò e Peppino criticando il loro ridicolo contratto e parlando di ‘ricreazione finita’. Lo fa dopo aver fucilato senza tregua Matteo Renzi e il centrosinistra. Dopo aver scritto – ma soprattutto venduto – un libro sui “poteri forti”, alle cui mammelle è rimasto attaccato per decenni, spacciando per nemico del popolo una Maria Elena Boschi la cui unica colpa era la vicinanza a Renzi. E scegliendosi la Boschi come bersaglio sapeva perfettamente di poter contare sul “crucifige” grillino, che ha fatto da colonna sonora e da cassa di risonanza alla sua operazione editoriale.

    Ma benedett’uomo, tanto poco valuti i quattro lettori che ti sono rimasti? Davvero pensi che fare il giornalista equivalga a imbrattare mezza pagina con il pensierino che in quel momento ti viene più facile e più utile?

    Come ti è stato possibile dirigere un quotidiano, come hanno potuto lasciartelo fare?

    Chi come te ha vissuto una vita – e che vita – con le parole e di parole, davvero non riesce a misurarle, a dar loro un peso e un valore, a riferirle a una qualche forma di etica e responsabilità sociale?

    E poi proprio tu inviti quei due sciagurati, prodotto anche del tuo cinismo e della tua vigliaccheria, a “fare i conti con la realtà”? E tu dov’eri quando quella realtà prendeva forma, giorno dopo giorno, anche grazie alle tue parole? Dov’eri quando i “sogni” venivano imbanditi sulla tavola degli italiani e avrebbero avuto bisogno di un giornalista vero che li denunciasse? Quando la “ricreazione” già ampiamente in corso veniva ostinatamente mistificata da tutti i media nazionali in coro?

    Non sai che il nostro primo dovere è quello di scegliere, e tu hai scelto, da tempo e con tutto te stesso, Di Maio e Travaglio?

    Ora non li scarichi, caro De Bortoli, non te ne lavi le mani. Chiunque ti abbia letto sa che sei responsabile quanto loro della ricreazione e dei sogni che muoiono all’alba.

    Ora sei sullo stesso carro di Travaglio, di Grillo, di Di Maio, di Salvini: goditi la compagnia

  3. Domenico della Franca
    In queste ultime ore, assisto al “mea culpa” di ignoranti giornalisti, di persone dello spettacolo, della cultura e del mondo imprenditoriale, che avevano appoggiato, con entusiasmo e fiducia, il governo, del contratto e del cambiamento, dei dilettanti allo sbaraglio. Settimane fa ne parlò Renzi, venne deriso. Salvo, ora, accorgersi che le parole dell’ex premier suonano a morte per i fantomatici filogrillini di ieri, assurti oggi a declamatori delle peggiori nefandezze proposte dal mondo 5stelle e Salvini. Di cui ne portano colpa grave, avendo dato la stura ad un seguace di pagliaccio di considerarsi statista ancor prima di esserlo, per grazia ricevuta dai balordi della stampa ossequiante. Che pena questo mondo giornalistico! Cambia visione ad ogni batter di ciglio,nell’assoluta indifferenza della loro incoerenza ed imbecillità! E non solo qualcuno, ma più di uno e di tanti, che auspica un secondo turno per Renzi, dopo le porte spalancate da questa ciurmaglia di sabotatori della credibilità politica italiana, con due facce precise Di Maio e Salvini. Cari De Bortoli, Travaglio, Scanzi, Giannini, ma anche Espresso, Fatto quotidiano, Repubblica, Corriere Della Sera, andate avanti sulla vostra strada, non abbiamo bisogno della vostra retromarcia, continuate a sognare per gli altri, tanto a voi non ve ne frega niente delle cose che avete messo in giro e che hanno, invece, illuso gran parte delle persone perbene, in difficoltà ed ingenue. Andate a raccontar loro che è stato tutto un gioco, ma che la realtà è lontana anni luce. Scrivete che vi siete sbagliati, credendo ad una massa di venditori di fumo e calunniatori di politici realistici e concreti. E’ troppo facile dire, ora, che se nasce questo governo, andremo a sbattere, se non ci sono i soldi per coprire le fantomatiche promesse.Siete colpevoli come loro, se non di più, dopo aver fatto da megafono e cassa di risonanza di incapaci ed ignoranti. E basta dire ora, ritorna il momento di Renzi,dopo scelte velleitarie del tandem Salvimaio. E’ vero, una cosa la dite bene! Renzi è stato e sarà sempre leader credibile che si è opposto da subito e con forza all’inciucio pd-m5s. Devo concludere osservando semplicemente che Renzi, e noi con lui che lo abbiamo seguito, è di una spanna superiore a tutti e quel che lui vedeva all’alba di questo cammino penoso e pericoloso, voi ve ne state accorgendo solo ora. Auguri, per aver aiutato l l’Italia a correre dei rischi, che non sappiamo dove potranno portarci! Ma Renzi fate a meno di citarlo, da ossessione potrebbe diventare eroe. Per voi sarebbe una tale sconfitta che sareste costretti a pensare che vi siete svegliati da un brutto sogno! Ed un pò di acqua in faccia non farebbe male!

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