Archivi del giorno: 15 maggio 2018

IO MI COLLOCO DALL’ALTRA PARTE

IO MI COLLOCO DALL’ALTRA PARTE

Abbiamo un governo (ed un parlamento) populista, sovranista, antieuropeista, antiscientifico, costituito da Lega e 5stelle.

Ho detto abbiamo, ma debbo aggiungere un “forse”, perché a tutt’oggi, i populisti e sovranisti che hanno vinto le elezioni 70 giorni fa, stanno ancora facendo accordi, per un governo insieme.

Segreti che scopriremo volontariamente o involontariamente. Ma siccome sono dei pavidi, o non si fidano di loro stessi, o vogliono dimostrare di essere “democratici”, le decisioni le sottoporranno alla valutazione dei loro rispettivi popoli, così possono sempre scaricare sugli altri, anche se si tratta del loro “popolo”, gli eventuali probabili fallimenti. Come dire “l’avete voluto voi”.

Io mi colloco dalla parte opposta, e per quello che posso fare (pochissimo) sosterrò chi farà altrettanto con chiarezza, determinazione e senza alcun tentennamento.

C’è un mondo nuovo da costruire, da questa parte, e non possiamo più perdere tempo con i i soliti indecisi, immaturi, mai contenti, maestri del Pd, che non riescono a vedere la realtà neanche quando ci sbattono contro.

In tutto questo periodo abbiamo sentito troppe cavolate, troppe inutili discussioni, troppe cose senza senso come quelle di “fare un contratto e non un accordo”. Sinceramente non ho mai sentito che si possa fare un contratto senza essere d’accordo.

Abbiamo visto che pur di fare il Presidente del Consiglio, personaggi che andavano a destra e a sinistra indistintamente cercando disperatamente gli appoggi necessari.

Ma quello che più mi ha colpito e ferito è stato il piagnisteo di alcuni personaggi del Pd, che pur di apparire o di ottenere qualcosa, hanno asserito con convinzione che il m5s, fosse la “nuova sinistra”. L’alleanza con Farage in Europa già sarebbe stata sufficiente a definirli di destra, e pure estrema. Eppure no, l’evidenza non era sufficiente, per alcuni, era necessaio il sacrificio o il suicidio di un partito, il Pd, come adesso tanti giornalisti, opinionisti, filosofi, sostengono, perché temono una deriva a destra. Ma era nelle carte, bastava leggerle.

Il tema principale resta sempre la totale opacità di un prodotto antisistema creato, gestito e posseduto da una azienda che esercita un diritto assoluto sui rappresentanti eletti dal popolo, vincolandoli all’obbedienza con un contratto che ne fa automi in mano ad un solo possessore e signore.  Di Maio avatar di Casaleggio. Un feudalesimo politico, in chiave ventunesimo secolo.

Dal risultato delle elezioni era logico e naturale che una alleanza si stabilisse a destra, fra due forze velleitarie, populiste, sovraniste, ma soprattutto accomunate dallo stesso avventurismo politico che scavalca, come inutili paletti, i punti fermi di una gestione razionale e sensata della cosa pubblica, prediligendo il più facile distruggere, al più complesso costruire.

 

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