Archivi del giorno: 14 maggio 2018

FARE RETROMARCIA ADESSO È DA INUTILI IDIOTI

FARE RETROMARCIA ADESSO È DA INUTILI IDIOTI

Pentirsi in politica non è come pentirsi di fronte a Dio, dal quale, se uno ci crede, può ottenere il perdono, dopo una confessione.

Stiamo assistendo allo strano fenomento del ripensamento tardivo in politica, dove il perdono non è concesso. Quando il danno è compiuto non c’è più rimendio.

Per esempio, un altro che comincia a fare retromarcia è un tal Prof De Masi.

Si tratta nientemeno  dell’ideologo del m5s, quello del reddito di cittadinanza, l’esimio sociologo  che adesso, tardi, si preoccupa. Ecco cosa dice al giornale “La Repubblica”: “Il governo m5s-Lega è più a destra di tutti. Rischia di essere il governo più a destra di sempre.”

Sappiamo che De Masi ha sostenuto in ogni dove l’idea del reddito di cittadinanza proposto dal m5s, facendone il cavallo vincente.

Una proposta sola, chiara, comprensibile a molti, soprattutto a chi nella vita ha proprio poco e spera in un aiuto.  È stata un proposta ipocrita ma soprattutto crudele verso gente povera, verso gente che c’ha creduto in buona fede. Una proposta che si sapeva già, in tanti l’avevano detto, era insostenibile, nella sua interezza.

Poi ha aggravato, secondo me, il suo stato mentale presisando che  aveva votato m5s con convinzione: “perché speravo che poi facessero un governo col Pd”.

Invece sta per nascere la compagine più anti europea, più fascista e sfascista, la meno democratica che si poteva immaginare.

Anche questo sociologo, come Marescotti, Celentano, Floris e tanti altri che vivono nel mondo dei balocchi, hanno votato m5s e ora si lamentano.

È tardi piangere dopo, ma cosa avevano capito del m5s? Una minchia.

Oppure credevano (con orecchie e occhi bendati) che il m5s fosse un partito di sinistra?

Si sono accorti, invece, che è un partito totalitario e sfascista. Delusione? Non so forse frustrazione perché il Pd non si è voluto suicidare, per fortuna, nonostante il costante birignao politico di alcuni saccenti del Pd, che in malafede sostenevano che il m5s fosse la “nuova sinistra” e che quindi era opportuno andarci a letto insieme.

Lì dentro nel m5s c’è l’incredibile: parlamentari italiani sudditi di una ditta la Casaleggio, un’associazione privata che controlla la vita e le attività di partito, e decide il destino di un paese intero.  Parlamentari assunti con un contratto firmato e con dimissioni in bianco, in cambio di una poltrona, e per questo pagano il pizzo alla ditta. Mafia docet.

Un altro brevissimo esempio ci viene dal giornalista Massimo Giannini (La Repubblica), che tutti conoscono come il più lontano possibile dal Pd e soprattutto da Renzi, avendolo criticato fino allo sfinimento degli ascoltatori, comunque ecco che se ne esce con queste parole, scritte da lui sul suo giornale: “Di Maio e Salvini incarnano due campi ideologici opposti uniti solo dalla comune natura populista. È questa stessa natura che li esalta, ma al tempo stesso li condanna. Se non fanno quello che hanno promesso, perdono i loro elettori. Se lo fanno, perdiamo tutti”.

Modestamente (mica tanto) l’avevamo previsto.

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