Archivi del giorno: 28 aprile 2018

A QUESTO PUNTO IL PD SERVE SOLO A TOGLIERE LE CASTAGNE DAL FUOCO

A QUESTO PUNTO IL PD SERVE SOLO A TOGLIERE LE CASTAGNE DAL FUOCO

La soluzione peggiore è quella di un governo Pd e 5s.

Ma lo stesso si potrebbe dire se fosse un governo Pd e destra.

Per un motivo semplice: non è che il Pd non deve andare al governo, è che è sbagliato che il governo abbia uno dei due vincitori all’opposizione.

Sarebbe un disastro.

E questa considerazione dovrebbe farla il Capo dello Stato.

Non è un problema di correttezza formale: un governo bisogna darlo. È un problema di opportunità.

Il Pd serve, unicamente, a cavare le castagne dal fuoco. E per questo lo si tenta. Pura sottomissione!

Alcuni si illudono che avrà ruoli e funzioni. Sciocchezze.

Per i 5s è un ripiego: usato controvoglia e per necessità. Quasi con vergogna.

Per la destra sarà il catalizzatore di una feroce opposizione.

E qui sta il punto: l’opposizione.

In queste condizioni del Parlamento, dove destra e 5s assommano i due terzi dei parlamentari, dividere le due forze e costringerne una all’opposizione è la soluzione peggiore, più fragile, e più pericolosa.

Se si aggiunge il fatto che, nel caso di una maggioranza Pd e 5s, i numeri sono limitatissimi, la frittata è completa.

Salvini, con tutta la destra, è l’unico che ha interesse a votare subito.

Anche con l’attuale legge: è vicino al 40%.

E la destra è l’unica, in elezioni, che è sicura di crescere.

All’opposizione saranno durissimi.

Hanno anche il motivo di aver subito un’ingiustizia come coalizione che ha vinto le elezioni.

E oggi, ecco il paradosso, un’opposizione feroce è più decisiva che il governo.

Perché l’azione del governo è obbligata: vigilerà l’Europa e non potrà fare nulla, su nessun tema, che si allontani dall’agenda europea.

Tutti gli obiettivi demagoghi e farlocchi dei 5s se li possono dimenticare. Anzi dovranno essere impopolari.

Invece l’opposizione potrà permettersi di essere spietata. E avrà i numeri in Parlamento per paralizzare il governo.

Si tornerà al voto. Con al centro lo stesso refrain del 4 marzo: diranno che è tutta colpa del Pd. Sia destra che m5s.

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