Archivi del giorno: 27 aprile 2018

LA BASE DEL PD È DESTINATA A RESTRINGERSI, MA NON SARÀ UN MALE, ANZI

LA BASE DEL PD È DESTINATA A RESTRINGERSI, MA NON SARÀ UN MALE, ANZI

Non so se avete avuto occasione di ascoltare le parole de Prof. Gianfranco Pasquino, Professore Emerito di Scienza politica nell’Università di Bologna e dal 2005 è socio dell’Accademia dei Lincei.  Ha scritto e pubblicato nientemeno che 91 opere. Tra cui evidenziamo, per esempio, “Il partito democratico secondo Matteo” del 2014. È un professore di politica, se ne intende e per questo è spesso in televisione intervistato a dovere dai vari giornalisti e quasi tutti i giorni lo si trova su “Radio Radicale” dove rilascia numerose interviste.

In una recentissima intervista proprio su Radio Radicale, alla domanda “perché la base del Pd sembra respingere l’idea di un patto con i Cinque Stelle”: Risposta: “perché Renzi vuole la rivalsa”.

Da una persona così istruita, sapiente e piena si scienze politiche, non ci si sarebbe mai aspettati una risposta tanto semplicistica e superficiale.

Forse non ha ancora compreso quale sia la realtà attuale del Pd, quello che è diventato, la cultura politica che ormai vi prevale, le convinzioni e le aspettative dei suoi iscritti e dei suoi elettori.

Politicamente è rimasto ai tempi d’oro bolognesi di Bersani (di cui tra l’altro ha scritto un libro, “Il Partito Democratico di Bersani. Persone, profilo e prospettive”).

Come mai un Professore così esperto non si interroga sulle vere motivazioni della reazione della base del Pd contro la possibilità di fare un governo col m5s, e cerca invece di spiegare il dissenso diffuso con le presunte volontà di Renzi?  È un modo non da professore di scienze politiche di rispondere.

Semmai dovrebbe interrogarsi sul contrario: forse lo stesso gruppo dirigente del Pd, Renzi compreso, dovrebbe, attentamente, valutare ciò che significa questo sentimento diffuso, il cosiddetto #senzadime nella realtà attuale del Pd.

Non si può pensare che la base degli elettori e iscritti del Pd sia informe e manipolabile, a comando. Sia pure da parte di un leader come Renzi. C’è un fatto che si è sottovalutato e non indagato a dovere: la cosiddetta “base” del Pd è radicalmente cambiata.

Cosa è successo a coloro che si sono scissi dal Pd, Bersani e compagnia? Hanno avuto poco seguito, perché hanno creduto che la maggior parte del Pd, avrebbe risposto ancora una volta al richiamo nostalgico.

Ma così non è stato perché il Pd non è più il risultato della fusione a freddo del 2007, ma è un’altra cosa e non è più interessato ai richiami nostalgici di un tempo passato.

Probabilmente dentro il Pd c’è un’altra generazione e la cosiddetta base è destinata a restringersi sempre di più. E non sarà un male, anzi.

 

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