CONTINUIAMO A DIRE LA NOSTRA, ANCHE SE C’È CHI NON ASCOLTA

CONTINUIAMO A DIRE LA NOSTRA, ANCHE SE C’È CHI NON ASCOLTA

Prima premessa: le elezioni servono per verificare il consenso degli elettori.

Seconda premessa: chi ha perso le elezioni ha il diritto/dovere di ritirarsi a fare l’opposizione, come si usa in democrazia.

Terza premessa: chi ha vinto ha il diritto/dovere di governare e di assumersi tutte le responsabilità che derivano dalla loro vittoria, come si usa in democrazia.

Per adesso si sentono proposte fantasiose, per fantasiose alleanze, come per esempio quella fra Pd e m5s, amorevolmente sostenuta da giornalisti (soprattutto quelli del “Fatto”) che coi loro sondaggi casalinghi hanno già stabilito, che l’elettorato del Pd, per il 59% vuole andare al governo coi pentacosi.

I sondaggi veri, quelli fatti dal partito democratico dicono che per il 72 -.80% dei veri elettori del Pd escludono ipotesi del genere. Quindi niente alleanze, niente sostegni esterni e niente in cambio del nulla.

Ma l’Italia è un paese particolare, si vedono operai che votano Lega, imprenditori che votano (o lo votavano) Pd o anche a sinistra. Quella cha una volta si chiamava identità di classe non c’è più, se così fosse il m5s, non avrebbe il 32% dei consensi, ora c’è l’identità territoriale.

La Lega ha vinto al Nord, il m5s al Sud, anche se sappiamo che qualche consenso i pentacosi l’hanno avuto pure al Nord.

L’ideale quindi sarebbe un patto tra Nord e Sud. Quindi un patto tra Lega e m5s, quindi un governo composta da Lega e m5s.

Perché?

Perché lo dice il risultato elettorale.

Perché lo dicono i numeri in Parlamento.

Perché lo dice la realtà emersa, prima occulta o sapientemente occultata: la divisione territoriale.

Perché a chi ha vinto tocca la responsabilità di tradurre il consenso dei cittadini in sintesi di governo.

Dal dopoguerra in avanti, la storia ci dice che tutti i partiti hanno sempre dovuto fare una mediazione tra Nord e Sud.

Ora il mediatore manca, tuttavia una contrapposizione fra le due forze politiche spaccherebbe l’Italia.

L’accordo è difficile, ma necessario. Debbono trovare un punto di mediazione.

Non si scappa. Il paese non può essere governato da un governo che pensi solo al Nord e neppure da un governo che guardi solo al Sud, lasciando al Nord, l’onere di pagare quel favoloso reddito di cittadinanza, molto gradito ai meridionali.

Né si può scaricare sul partito perdente la responsabilità di farsi mediatore tra due forze politiche che hanno vinto. Sarebbe come dare per certo che chi ha vinto non è assolutamente capace di governare. Quindi partiti vincitori per burla.

In tal caso, i responsabili Salvini e Di Maio, capi di partito, dovranno ammettere di aver fallito.

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10 Risposte

  1. Qualche consenso al nord?? Siamo il primo partito anche al nord, controlla bene Spera.

    1. Sì sennò avreste vinto di più. Non gongolate tanto, al Nord c’è la Lega, state con lei e godetevela. Fate un bel duello e vedremo chi è più forte al Nord.

  2. In quanto ad alleanze avete sgovernato per 5 anni con verdini e alfano……e senza vergogna, e poi vi chiedete perché la gente non vi vota più!

    1. Proprio perché abbiamo già dato. Ora basta. Tocca a voi, cosa vi manca, coraggio o fegato?

  3. questo è quello che dice brunetta……..Larghe intese, Brunetta: “Pd non può tirarsi fuori, noi nel 2013 appoggiammo Letta e fummo responsabili”

    1. Brunetta non è il Pd. Può parlare solo per la sua parte e come tale, visto cha vinto anche lui, deve accordarsi con voi.

  4. Dalle nostre parti si dice: Dai dai che prima o poi, la cipolla diventa aglio. Detta in dialetto bolognese fa rima.” dâi, dâi, la zivålla dvänta âi» . Cioè, che a forza di ripeterle anche le cose inventate possono alla fine essere credute vere.

    Ho sentito, proprio ora, Peter Gomez intervistato da Augias, dichiarare che se non fanno il governo, Lega e m5s, si torna a votare. E che i deputati del Pd ora eletti non vorranno lasciare la sedia adesso conquistata e quindi decideranno di appoggiare qualsiasi governo.
    Praticamente ha dato delle puttane ai deputati del Pd appena eletti. Per soldi si venderebbero. Se così fosse per quel poco che contiamo come elettori ci ricorderemo di loro.
    Comunque ha detto forse una cosa giusta e cioè che se non si fa un governo, non ci sarà neppure opposizione e allora si riandrebbe alle elezioni, ma, a questo punto, sarebbe un ballottaggio fra lega e m5s.
    Bene almeno uno dei due finalmente vincerà e non ci romperà più le scatole. Anche se poi ci vorranno 10 generazioni per correggere gli errori e lo sfacelo del paese.

    Poi decido di ragionare più serenamente quando leggo la lettera che Paolo, un giovane di 20 anni con la Sla, ha scritto a Renzi.

    “Caro Matteo, in questi giorni non faccio altro che pensare a te. Ma perché ti sei preso delle responsabilità che tu non hai? Ricordati che sin da quando iniziamo a fare i primi passi, CADIAMO PERCHÉ DOBBIAMO IMPARARE AD RIALZARCI, quindi fai un favore a te in primis, ma poi fallo per le persone che ti stimano, che credono in te, fallo per me e per tutti i Paolo D’Italia, fallo per chi vuole un futuro. NON MOLLARE E RITIRA LE DIMISSIONI. ti autorizzo a divulgare questo mio messaggio. Guai a te se la dai vinta a quei franchi tiratori dei finti amici, che pur di fare un dispetto al comandante della nave, hanno forato lo scafo, dimenticandosi che c’erano a bordo anche loro. Fai pulizia in casa, caccia via chi non ti merita e poi vedrai. MA QUALE INSEGNAMENTO VUOI DARMI COL TUO GESTO, io ho 20 anni, la sla mi ha lateralmente divorato, sono immobile, parlo e respiro a fatica. Sto malissimo, Ma CAZZO io non mollo. Adesso è venuto il momento di tirare fuori le palle. Lascia che i 5 stelle si alleino con chi vogliono loro, sono destinati al fallimento perché non hanno basi e allora vedrai sarà il tuo momento e tutti si renderanno conto chi sei realmente. Un abbraccio Paolo”.

    Ecco la risposta di Renzi.
    “Caro Paolo, io non mollo. Mi dimetto da segretario del PD come è giusto fare dopo una sconfitta. Ma non molliamo, non lasceremo mai il futuro agli altri. E quando penso che in Italia ci sono persone come te, innamorate della vita e talmente coraggiose da non aver paura di sfidare malattie devastanti, ti dico che sono orgoglioso di averti conosciuto. E di lottare insieme a te. Abbiamo perso una battaglia, caro Paolo, ma non abbiamo perso la voglia di lottare per un mondo più giusto. Lo faremo insieme, con il nostro sorriso e con la nostra libertà. Io non mollo, ma soprattutto non mollare tu! Ti abbraccio e ti voglio bene, Matteo”.

    A tutti quelli che mi hanno scritto chiedendomi di non mollare rispondo nello stesso modo. E dico innanzitutto grazie per questi bellissimi anni di lavoro insieme. Il futuro prima o poi torna.

  5. LASCIAMOLI GOVERNARE

    Lasciamoli alle prese con il dovere di dare risposte immediate alle loro promesse elettorali, spesso contraddittorie con le posizioni assunte in questi anni. Lasciamoli trovare i soldi per il diritto di cittadinanza, per stabilire le priorità degli investimenti. Lasciamoli litigare con tutti quelli che litigheranno a loro volta per conquistare i primi posti nella fila dei pretendenti al riconoscimento di quanto è stato promesso. Lasciamoli nelle loro stanze mentre cercano di capire dove e come dover metter mano a leggi e regolamenti.

    Lasciamoli a temporeggiare e a contrattare con investitori, industriali, banche e assicurazioni. Lasciamoli a trattare con sindacati e associazioni, a risolvere le crisi industriali. Lasciamoli entrare negli uffici pubblici e vedere cos’è la burocrazia. Lasciamoli ai tavoli con le regioni a discutere fino allo sfinimento sul 90% delle leggi che faranno e per questo lasciamoli pure maledire il giorno che hanno votato no al referendum.

    Lasciamoli a dover decidere come e cosa fare con i migranti. Lasciamoli davanti agli occhi di bambini soli alla ricerca di una nuova patria. Lasciamoli davanti a chi aspetta il riconoscimento dei diritti che loro non hanno fatto approvare.

    Lasciamoli trattare con l’Unione europea, la Banca centrale, a mediare con i Paesi dell’est e gli altri fondatori dell’Unione. Lasciamoli a stilare il prossimo Documento di economia e finanza da mandare a Bruxelles entro aprile, a bloccare l’aumento IVA del 2019, a fare una Legge di bilancio che metta assieme tagli fiscali e aumento della spesa pubblica. Lasciamoli a fare i conti con le delicate pressioni del Vaticano. Lasciamoli salvare le banche e forse capiranno che così si salvano i risparmiatori. Lasciamoli a vedersela con i deportati della scuola. Lasciamoli al primo magistrato che li accusa e lasciamoli aspettare anni quando un tribunale dirà che erano innocenti.

    Lasciamoli tra Farage, May, Le Pen e Orban da una parte e Macron e Merkel dall’altra. Lasciamoli al telefono con Trump mentre l’altro squilla perché chiama Putin. Lasciamoli davanti ad una carta geografica, possibilmente nuova e facile da capire, dove sono indicati tutti i conflitti in corso. Lasciamoli studiare tutti i trattati che l’Italia ha sottoscritto ben prima di Renzi.

    Lasciamoli con i loro gingilli tecnologici made in China, con i loro capi d’abbigliamento firmati made in Bangladesh, con le loro pummarole acquistate a poco perché raccolte dagli schiavi del Tavoliere per sentire cosa diranno sui dazi, sul mercato globalizzato, su quello agroalimentare.

    Lasciamoli correre da una parte all’altra del Paese e del mondo seguiti dalle scorte e sentirsi dire che rubano i soldi dei cittadini. Lasciamoli a fare i conti con le minoranze interne, con i voti di coscienza, con la ricerca di accordi e dei voti degli altri.

    E infine spero non accada mai ma se accadesse lasciamoli svegliare nel cuore della notte per qualche grave emergenza e lasciamoli mettersi a coordinare tutte le operazioni necessarie mentre gli si chiede di risolvere tutto in poco tempo.

    Ma si, lasciamoli dire che ci sono dei tempi, che dipende da altri fattori, che bisogna considerare le vicende mondiali, che ci sono delle priorità, che non tutti sono d’accordo, che bisogna mediare, che non si può avere tutto e subito.

    Ebbene, hanno vinto e dunque lasciamoli governare. Forse se qualcosa riusciranno a fare è perché hanno trovato un Paese non più sprofondato nel baratro. Ma tanto questo non lo diranno mai.
    (Manrico Social)

  6. Rispondi alle 5 righe che ti ho inviato, rispondi nel merito!

    1. Come no. Fatto.
      Agli ordini….. Ti esprimi come un generale ai soldati….. Qualcosa ti ha fatto male?

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