PERCHÉ RENZI È ODIATO

PERCHÉ RENZI È ODIATO

E’ protagonista di una storia di successo. Fa le cose in tre minuti invece che in tre anni. Rompe gli schemi del vecchio consociativismo.

di Giuseppe Turani

Renzi è divisivo. Si è lamentato lui stesso della cosa: tutti se la prendono con me, perché faccio o perché non faccio. E’ vero, e a pochi giorni dalle elezioni conviene chiedersi perché.

Le risposta non sono difficili.

1- E’ un leader molto amato dal suo popolo, come pochi nella storia della sinistra. Vale per tutti la dichiarazione di una militante, Mara Stecchini: “Quando si è dimesso, perché aveva perso il referendum del 4 dicembre, siamo andati a rirendercelo a casa e lo abbiamo rimesso al suo posto, a capo del partito”. Con il 70 per cento dei voti.

2- Ma è anche divisivo, nonostante l’affetto dei suoi iscritti. La prima ragione dell’odio nei suoi confronti deriva semplicemente dal fatto che esiste. Se a 39 anni conquisti, dopo il vecchio Pd (che gli altri chiamavano “la ditta”) e subito dopo palazzo Chigi, puoi  solo aspettarti montagne di invidia. La tua storia è di tale successo che rabbia e invidia dilagano come l’ortica in campi non coltivati. Renzi, insomma, è odiato prima di tutto perché esiste.

3- Ma ci sono anche ragioni più sottili, più politiche. L’Italia è sempre stata abituata a una politica debole, attendista, che rinviava le cose (a volte di decenni). L’arrivo sulla scena di un soggetto come Renzi, che va veloce e che fa le cose, con una classe dirigente nuova (molti dei suoi ministri non si erano mai visti prima) sconvolge tutte le lobbies. A chi ha interessi da difendere (dai taxisti ai farmacisti ai notai) piace molto una politica debole, incerta, abituata ai rinvii e alla delega alle burocrazie. In un contesto così basta minacciare uno sciopero o far correre qualche buona mazzetta e i giochi sono fatti.

4- Se invece cerchi di ridare una ruolo alla politica, facendola ridiventare forte (ecco l’arroganza di Renzi) allora cerchi guai. Tutte le piccole lobbies del paese, da anni abituate a dialogare con la vecchia politica, si allarmano e scendono in guerra. In sostanza, questo è un paese che è sempre stato abituato a una politica debole, senza un vero progetto e aperta a ogni compromesso. Al di là delle cose che dice, Renzi è detestato a priori perché punta a una politica forte, che decide. E questo, per mezzo paese, è una tragedia: vuoi vedere che arriva davvero Uber e che la pubblica amministrazione scopre i computer e diventa più rapida?

5- Infine, questo è il paese del consociativismo (una nostra invenzione). Si tratta di una cosa semplice: la destra governa, ma delle cose importanti la sera prima ne discute con la sinistra e trova un accordo. Lo schema vale anche a parti rovesciate. In sostanza, ci si combatte sulle piazze e in tv, ma poi quando cala il sole si fanno accordi e accordini riservati. L’importante è che i cambiamenti siano dolci, quasi inavvertiti e che risparmino antiche isole di privilegio (dalle quali arrivano soldi e voti, per tutti). Renzi sconvolge questo schema, non va nei salotti, litiga con gli stessi boss del suo partito. Ogni tanto per gli incarichi più importanti guarda fuori dal partito (Calenda, ad esempio) e provoca terremoti.

Come si fa a non detestare uno così?

Di suo poi, oltre a essere giovane, è brillante, ha sempre la battuta pronta, e decide in tre minuti invece che in tre anni. Doveva essere detestato. E lo è stato.

 

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8 Risposte

  1. Odiato, inviso a molti italiani perche’ non ascolta nessuno, è supponente e presuntuoso . Aveva l’oro fra le mani e l’ha trasformato in piombo, un alchimista alla rovescio.All’inizio l’ho votato pure io, ci speravo, ma ora fa parte del “mucchio selvaggio”. Avrebbe dovuto rottamare tanti che ha inserito nelle liste elettorali come candidati, oltre ai fuoriusciti. Renzi sta varcando il recinto dei sempre troppo pochi rottamati.

    1. Ciao Valerio,
      e sì Renzi avrebbe potuto fare molto di più. Ma è sempre un personaggio che spicca sugli altri incredibilmente.
      Poteva sì, ma col governo ereditato dal perdente Bersani, aveva le mani legate. Comunque ne ha rottamati parecchi, quelli che adesso portano nell’animo e nel cuore odio e rancore, perché hanno capito che non avrebbebro più avuto alcuna possibilità. Questo è rottamazione e pulizia.
      Inoltre Renzi ha resuscitato nelle persone la voglia di tornare a parlare di politica. Alcuni anni fa alle elezioni poltiche si sonnecchiava, ci si metteva su una sedia a dondolo e si diceva,”lo smacchiamo il giaguaro” e poco più. Abbiamo perso e ci siamo meritati la sconfitta.
      Ma Renzi ha dato fuoco a quelle braci semispente, almeno in chi crede nel Pd.
      In Italia i fenomeni di cambiamento, hanno una lunghezza di tempi incredibile. Primeggia nel mondo. Qui, per esempio, il sessantottismo è durato circa vent’anni.
      In tre anni Renzi ha fatto miracoli e se la riforma proposta fosse passata, domenica sera sapremmo già chi potrebbe governarci, senza accordicchi vari.
      Ecco non glielo hanno consentito, ma il cambiamento c’era e come.
      Un abbraccio Valerio.

  2. Ok ve lo siete riportato a casa con il 70% per ritrovarsi con il partito al 22% e per un consenso personale al 23%. Sinceramente non mi è sembrata una mossa oculata…… Se poi si considera che 4 anni fa il PD alle europee aveva avuto il 40% qualcosa su cui riflettere ci dovrà pur essere. Forse per colpa di Ghizzoni, di Carrai, di De Benedetti o di Marchionne? No forse no, è che ha mentito.
    Ricordando il 2012 Renzi disse, e cito, ” metteremo sulle poltrone di comando i più bravi in modo da far ripartire il paese. La meritocrazia è l’unica medicina per la politica, per l’impresa, per la ricerca, per la pubblica amministrazione. L’Italia con me sarà un posto dove trovi lavoro se conosci qualcosa, non se conosci qualcuno, gli amici degli amici se ne faranno una ragione ” Poi appena sedutosi sulla poltrona ecco che pesca fra leopoldini e vecchie amicizie. Alcuni nomi tanto per capirci, Antonella Manzione, Roberto Reggi, Giovanni Palumbo, Marco Seracini, Ernesto Ruffini, Lapo Pistelli e compagnia cantante. Li definirei invece come dei Renzimandati. I suoi sodali saranno tutti bravi e meritocrati ? Per non parlare poi della fondazione Open. Un’altra mazzata arrivava poi dalla Boschi,da lui difesa lancia in resta, promossa pure dal governo Gentiloni, ( quella che anche lei se ne doveva andare ) e spedita poi in trentino per farla eleggere. Alfine se si lamenta, sperando di non vederlo lacrimare in stile Fornero, qualche riflessione dovrebbe concedersela.

    1. Ottimo Livio.
      E chi avremmo dovuto scegliere Emiliano? Civati? Fassina? Bersani il perdente?
      E Delrio non ti sembra una bravo ministro? Franceschini? Calenda? E lo stesso Gentiloni?. E’ tutta gente di Renzi.
      In quanto agli amici, facciamo tutti così, anche sul nostro posto di lavoro, non vedo il motivo di lavorare con personaggi non graditi.
      Gli altri partiti sono tanto generosi? Chissà se riescono a mettere al Senato un presidente scomodo,(e si è visto), o una presidente della Camera voluta da Sel. Vedremo e loderemo la generosità.
      Col prossimo governo ci sarà un cambiamento e vedremo come si comporteranno i vincitori, chiunque essi siano.
      E staremo alla finestra, magari a criticare, perché no.
      A proposito della Boschi non è che per caso c’è tanta invidia perché è bella, brava e intelligente e perché donna? Mi sorge il dubbio. Un connubio che pare non stare insieme, in politica.
      Non volermene Livio, ma portare rancore ad un ragazzo che ha tentato di cambiare e smuovere il fango in cui è sommerso questo paese, non serve.
      Ciao Livio. Un abbraccio sempre.

      1. No, un momento, nessun rancore, anzi…. Ma si sa che quando si alzano certi vessilli, come i 5 stelle col loro puritanesimo, poi ti accorgi che non vi è molto di diverso da quei personaggi che sono già assodati siano in odore di malafede, il popolo ci resta maggiormente male. La Boschi bella lo è ( de gustibus ), brava oddio, non è che abbia lasciato questo gran imprimatur. Sull’intelligenza avrei qualche dubbio. Il caso De Bortoli Boschi è illuminante.

        1. Carissimo,
          sai una cosa, sono proprio contenta di stare un po’ alla finestra a guardare cosa faranno questi che promettono miracoli.
          Promettono persone al governo, in odore di santità, come Salvini che giura sul Vangelo senza averlo letto. (A proposito sono una che il Vangelo lo ha letto e che lo conosce un po’, consiglio di leggere il Vangelo di Matteo, il capitolo 23, è davvero istruttivo, anche altri passi sempre di Matteo ((5,34-37), per conoscere il parere di Gesù su chi giura).
          Promettono tante cose belle che, come ho scritto alcuni giorni fa, per i giovani sarà davvero una pacchia. Sarò contentissima se ci riescono, perché in casa ho dei giovani.
          Sono curiosa di sapere come se la sbrigherebbe il giggetto, oppure che cosa daranno da fare alla Meloni, quella che Berlusconi chiamò “la zoccola”.
          Sono anche curiosa di scoprire se le Tv, tutte, ospiteranno in continuazione l’opposizione, come hanno fatto in questi anni.
          La Boschi è un avvocato e, ripeto, molto molto capace e competente. Non sarebbe ancora lì dov’è e De Bortoli non avrebbe ritirato le sue accuse se fosse stato convinto fino in fondo di aver ragione.
          E’ stata presa di mira, lo so, ma a volte la bellezza è maledizione. Non convive con l’intelligenza, secondo il sentire comune.
          Ci sentiremo dopo le elezioni Livio e capiremo.
          Per ora io sono fiduciosa, e mi divertirò un sacco a “sparlare” in queste pagine, se dovesse vincere la destra o la banda del giggetto.
          Un grande abbraccio. E, non so se si può dire, ma …buon voto.

          1. Mi sono perso un passaggio ” De Bortoli ritira le sue accuse ”
            Da penalista mi sono fatto un mio personale convincimento.
            La domanda che mi pongo è il perché la signora non ha agito con una querela per diffamazione ma ha intrapreso un’azione civile per risarcimento danni dopo 7 mesi dall’uscita del libro?
            Una tempistica strana nonostante avesse annunciato azioni legali all’indomani dell’uscita delle rivelazioni dell’ex direttore, i termini per presentarla (tre mesi) sono scaduti da tempo.
            Diversamente i tempi per esercitare l’azione civile sono più lungi in questo caso. Secondo l’articolo 2947 del codice civile “il diritto al risarcimento del danno derivante da fatto illecito si prescrive in cinque anni dal giorno in cui il fatto si è verificato”
            Ma qual è la differenza tra le due azioni? Il processo penale si svolge pubblicamente, quindi con tanto di pubblico e, soprattutto, stuolo di giornalisti e telecamere nel caso si arrivasse alla fase dibattimentale. Il caso Boschi De Bortoli sicuramente avrebbe avuto un impatto mediatico dirompente che, di certo, non può essere paragonato a quello che avrà in sede civile. Qui, infatti, tutto avviene all’interno di una stanza in cui gli attori non sono presenti fisicamente, lo sono invece i rappresentanti legali che si “parlano” non a voce ma attraverso documenti. La differenza sostanziale sta nella prova testimoniale, l’onere della prova spetta a colui che viene chiamato in causa come diffamatore. Nel caso “penale”, il processo viene condotto dal giudice e qui la prova testimoniale è principale. Dal punto di vista probatorio è più facile indagare le responsabilità e il pm non ha limiti all’acquisizione probatoria. L’accertamento è sicuramente più incisivo perché il giudice tende spesso ad avvalersi di testimoni. Nel caso civile, a monte di una causa, la possibilità di avvalersi di testimonianze è più incerta perché la prova testimoniale è residuale rispetto a quella documentale, solitamente preferita dal giudice civile.
            Ed ecco che la cosa inizia ad avere un senso come tempistica, una querela per diffamazione può aprire la strada a una eventuale denuncia per calunnia se risulta infondata. Qui il discorso si complica perché la calunnia richiede un dolo particolare, più difficile da provare ma non si può escludere che abbia concorso alla scelta fatta da Maria Elena Boschi nella sua controversia.
            Un abbraccio anche a te Spera e in quanto al voto, sinceramente, lo esercito altro non fosse per il rispetto dovuto a chi ha dato la propria vita perché io possa esercitarlo ma nel farlo non ti nego che mi chiudo il naso.

            1. No, caro Livio, non ti sei perso niente.
              Sono io che ho sbagliato di grosso e chiedo scusa.
              Forse non è abbastanza, ma gli errori non dovrei farli, avrei dovuto controllare.
              Grazie del “tuo” controllo, che mi ha riportato in careggiata.
              Amici come te ce ne sono pochi. Sono quelli che fanno capire gli errori, senza offendere.
              Grazie e un abbraccio.

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