Archivi del giorno: 22 febbraio 2018

IL GIONALISMO DEI NOSTRI GIORNI FA CARTELLO

IL  GIORNALISMO DEI NOSTRI GIORNI FA CARTELLO

Il Corriere scrive di campagna elettorale, questa del 2018,  e la definisce di poche idee e con i partiti costretti a scontrarsi su fatti personali, denigrazioni e demonizzazioni degli avversari.

Sarà.

Uno però guarda la Tv e vede questo: dalla Annunziata, Renzi ha insistentemente chiesto qualche domanda sul programma del Pd. La giornalista, visibilmente infastidita dalla richiesta, deviava sul gossip, il politichese, il teatrino.

Sempre Renzi, da Floris, chiede di parlare del Pd, di quello che intende fare, ma il giornalista scantona sempre su: con chi si allea, che cosa ne pensa di Berlusconi e sciatterie varie.

Ancora Renzi, in ogni dove, chiede di poter spiegare agli italiani che tra pochissimno andranno a votare, il suo programma, chiede anche un confronto fra i leader, per poter chiarire e confrontare, faccia a faccia, programmi, obiettivi, proposte.  Una discussione che servirebbe tantissimo agli elettori, soprattuto agli indecisi.

Un serio confronto tra i leader su programmi, obiettivi, proposte, potrebbe essere un’opportunità per qualcuno per decidere di andare a votare. 

Niente da fare, o non lo lasciano parlare o tutti sfuggono ad un confronto diretto, persino i più superbi convinti di diventare Presidente del Consiglio. 

Che succede? Il peggio perché nessun giornalista ricorda a Di Maio e Salvini questa anomalia democratica evidente.

Sempre il Corriere scrive che Fanpage fa il suo dovere di inchiesta.

Dovere?

Inchiesta?

Usare camorristi per tendere trappole a politici per preparare ricatti e attacchi denigratori sarebbe inchiesta?

La verità?

A non volere il confronto sulle cose e a preferire una campagna elettorale sudamericana e non europea sono i leaders dei partiti estremisti e populisti, che in questa campagna senza confronto di merito, ci sguazzano.

Ma sono anche i responsabili della comunicazione che stanno sottraendo ai cittadini il confronto tra le proposte di chi ci vorrebbe governare.

Di questo atteggiamento giornalistico non si capisce bene fino in fondo lo scopo, a meno che non si voglia, come sembra di capire, che questo paese sprofondi sempre di più nella merda del discredito, dei debiti, del populismo vendicativo, del malcostume, del razzismo e xenofobia, della violenza verbale e fisica.

Questo è il brutto giornalismo di oggi.

La voce informativa giornalistica, compresa quella comunicativa delle Tv, è talmente monocorde da far pensare di stare vivendo sotto un regime che semodittatoriale, o quantomeno, che i soggetti in questione, come vien detto, facciano “cartello”.

Appena si dice qualcosa di diverso da queste strane correnti striscianti e opache, suibito si sente una voce prepotente (di quelle che sanno sempre tutto) che dice con sussiego: “Ah! Sì tu sei renziana”. Come se questo fosse un’offesa e l’altro si sentisse superiore perché fa il radical chic di una sinistra inesistente e stradivisa, o un grillino fervente, adorante stretto nella sua “setta” che offre grilli (spero che siano almeno cotti), come  comunione, nega l’esistenza dell’Aids, della mafia (espressioni di grillo) e delle malattie infettive (guai vaccini).

Insomma, una vera miseria di giornalismo. Non si salva neanche Famiglia Cristiana, così rancorosa verso Renzi, perché ha osato emanare la legge sulle “Unioni civili”, come lo fu ai tempi del divorzio, contro il cattolico Fanfani.

 

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