“COLLABORAZIONE NON COMPETIZIONE” È IL MOTTO DI RENZI

“COLLABORAZIONE NON COMPETIZIONE” È IL MOTTO DI RENZI

Oggi nostri avversari politici, gli opinionisti, gli editorialisti, i giornalisti, i commentatori, le tv, che hanno fatto una campagna pazzesca contro Matteo Renzi, si trovano in una strada chiusa.

Non vogliono al governo Salvini e neanche il Di Maio, propendono per Gentiloni e la attuale squadra di governo Pd, tuttavia continuano a non volere Matteo Renzi.

Cosa strana, che succede solo da noi, non vogliono Renzi, ma Gentiloni, vogliono cioè quel governo e quel Presidente del Consiglio che è stato definito da tutti, con grande sussiego, supponenza e in un coro generale, la fotocopia del governo Renzi.

Tuttavia, se vuole farcela, nel rush elettorale, il Pd deve calare la carta del premier. E Renzi non ha nulla in contrario a dire che Gentiloni potrebbe essere ancora il Presidente del consiglio, certamente, ma perché lo diventi di nuovo, è necessario che il Pd sia il primo partito.

Il consenso del premier è altissimo, sopravanza quello di tutti gli altri leader, perché è colui che guida il Paese, certo, perché gli italiani lo vedono in tv con i grandi capi europei e mondiali. Motivazioni però insufficienti a spiegare le ragioni per le quali Paolo Gentiloni gode di un apprezzamento che va al di là delle tifoserie politiche.

Il motivo di tale consenso è che Gentiloni non è percepito come uno dei capi del Pd, ma uno dei migliori uomini di governo che l’Italia ha a disposizione. Però il problema è delicato, perché se giocasse un ruolo da protagonista, nella campagna elettorale, potrebbe perdere l’aura di “super partes” che fino ad oggi ha giovato molto alla sua immagine e alla sua credibilità.

Teniamo presente, come sostiene Roberto Giachetti che conosce benissimo entrambi, che Gentiloni e Renzi sono complementari. Il successo di Gentiloni lo si deve anche al fatto che lui non è mai entrato in contraddizione con Renzi, ma ha tranquillizzato il paese, dopo lo “stress” (obiettivo) che Renzi aveva imposto al paese.

E lo dice anche Calenda: “Gentiloni ha la capacità di affrontare problemi complessi senza trasformarli ogni volta in una questione muscolare tra sé e il Paese. Qualcuno lo ha chiamato ‘camomilla’ ma vi assicuro che non esiste nome più sbagliato. Le qualità di Paolo sono stile, fermezza e signorilità, necessarie per prendere per mano un paese complicato come il nostro”.

Il segretario del Pd sa benissimo tutto questo. Sempre alla ricerca di un equilibrio nella vita del Pd, Renzi è veramente convinto che sia l’ora della squadra, “squadra” che, in questo momento, ha in Gentiloni un uomo  chiave e, caso mai, lamenta un ancora insufficiente protagonismo degli altri “giocatori”.

Così come sa che, negli ultimi giorni di campagna elettorale, la scena dovrà essere divisa con Paolo. E quest’ultimo infatti ha promesso una sorpresa insieme al segretario. Non sarebbe male (ma è solo una nostra suggestione) se Renzi e Gentiloni tenessero un po’ di iniziative assieme, magari le due chiusure della campagna elettorale, di venerdì 2, nella Roma di Gentiloni e nella Firenze di Renzi.

Dopo il voto, si vedrà. “A Palazzo Chigi deve andare uno del Pd”, ha detto Gentiloni ripetendo lo stesso tormentone di Renzi. Ed entrambi sanno che tutto dipende dal voto, e poi dal capo dello Stato. “Collaborazione e non competizione”, è il motto di Renzi.

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4 Risposte

  1. Stai sereno Gentiloni che quando meno te l’aspetti una bella coltellata nella schiena te la ritrovi…..ricordi “stai sereno Letta”?

    1. Anche Di Maio deve star sereno. Se ne vanno tutti i più bravi: Altre due personalità di spicco gli fanno sapere di non essere minimamente interessati a far parte di un esecutivo Di Maio. Dopo il no di Guido Tabellini, ex rettore della Bocconi, dopo il niet di Salvatore Settis come possibile Ministro dell’Istruzione, ecco arrivare il rifiuto dell’economista Pier Luigi Ciocca (indicato come Ministro dell’Economia) e quello di Laura Mirachian, ex ambasciatrice in Siria, Nazioni Unite e Balcani che ha commentato: “Noi siamo diplomatici, non possiamo fare i politici”.
      Sui tanti rifiuti pesa senz’altro la situazione romana e la continua morìa di assessori e dirigenti delle società partecipate che, spesso in sordina, lasciano l’incarico per “incompatibilità” con il metodo grillino di amministrazione.

  2. a voi invece toccherà governare con il pregiudicato per frode fiscale allo stato. Stai serena anche te Spera!

    1. Sì certo, dormo tranquilla, soprattutto dopo il tuo consiglio.
      La preoccupazione di un amico fa sempre piacere, no?
      Stai sereno anche tu, che tanto insieme facciamo un bel duetto.
      Ciao.

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