Archivi del giorno: 26 novembre 2017

TUTTI I PARTITI POLTICI SONO SISTEMI GERARCHICI


TUTTI I PARTITI POLTICI SONO SISTEMI GERARCHICI

La maggior parte degli organi legislativi, anche nei paesi non democratici, è eletta con voto popolare.

Si potrebbe pensare che, nel proprio interesse, gli elettori riconoscano e votino i candidati più competenti perché li rappresentino in parlamento. E, infatti, questa è la teoria del governo rappresentativo.

Ma in pratica le cose sono, in vario modo, più complesse.

La politica attuale è dominata dal sistema dei partiti.

Alcuni paesi hanno un solo partito ufficiale, altri ne hanno due, altri ancora moltissimi (vedi l’’Italia).

Un partito politico è, di solito, ingenuamente raffigurato come un gruppo di persone accomunate da una stessa idea cooperanti tra loro, al fine di sostenere i propri comuni interessi.

Ma le cose non stanno più così.

Questa funzione è oggi esercitata dai gruppi di potere, (spesso definite lobby), ed esistono tante lobby quanti sono gli interessi particolari in gioco.

Oggi un partito politico è sostanzialmente un apparato incaricato di scegliere i candidati e di fare in modo che siano eletti.

Di quando in quando capita di vedere un candidato indipendente eletto grazie ai soli suoi sforzi, senza avere un partito alle spalle. Ma gli enormi costi delle campagne elettorali rendono questo fenomeno raro a livello locale e inesistente per quanto riguarda le elezioni nazionali. Nel moderno sistema politico sono i partiti a decidere chi debba e chi non debba candidarsi.

Tutti i partiti politici sono sistemi gerarchici.

È vero che molti loro iscritti vi lavorano gratuitamente o addirittura pagano per avere l’onore di servire la causa, ciononostante in ogni partito esistono gradi di potere ben definiti e un preciso maccanismo di promozione da un grado all’altro.

In un partito politico, così come in una fabbrica o nell’esercito o negli uffici, la competenza a un qualsiasi livello è un requisito per la promozione al livello successivo.

Per esempio un attivista che faccia un buon lavoro di propaganda porta a porta può essere passibile di promozione: gli si può affidare l’incarico di organizzare un intero gruppo di attivisti. Ma se l’attivista non è convincente continuerà ad importunare gli elettori senza convincere nessuno.

Altro esempio: un veloce imbustatore di propaganda elettorale potrà aspirare a diventare capitano di una squadra di imbustatori.

Un competente raccoglitore di fondi può essere promosso a far parte del comitato di scelta dei candidati, ma se è un buon “mendicante di fondi” potrebbe non essere competente per giudicare le persone e quindi potrebbe, alla fine, sostenere un candidato incompetente come lui.

Comunque, anche se la maggior parte del comitato che sceglie i candidati fosse costituita solo da persone che sanno giudicare con equilibrio gli individui e le loro qualità, il comitato sceglierà il candidato non per la sua potenziale saggezza, ma in base alla sua presunta potenzialità di essere eletto.

In passato, quando erano i comizi a decidere il risultato delle elezioni, e quando parlare in pubblico era un’arte sopraffina, un abile oratore poteva sperare di essere scelto da un partito per essere candidato. Ma la capacità di affascinare, di infiammare con la voce e i gesti una folla di migliaia di persone non andava necessariamente di pari passo con la capacità di pensare in modo sensato, di discutere presentando solidi argomenti e di agire saggiamente per il bene della nazione.

Oggi, con le campagne elettorali condotte attraverso i media, è facile che un partito candidi una persona solo perché particolarmente telegenica. Ma un’immagine accattivante, non è necessariamente garanzia per una competenza in parlamento.

Anche in parlamento esiste una gerarchia.

Un candidato eletto che si dimostri incompetente tra le file dei deputati peones non otterrà alcuna promozione, ma un peones fotogenico o più simpatico al partito, è passibile di promozione a una posizione di maggior potere, può diventare membro di un’importante commissione o addirittura presidente di commissione.

Ma non è detto che sia un bravo esperto di quel determinato argomento oggetto della commissione.

Anche nei partiti vale un principio, quello di Peter, si è promossi, fino a che non si raggiunge il proprio livello di incompetenza.

E l’incompetenza in politica è cosa davvero grave per un paese.

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