Archivi del giorno: 22 novembre 2017

BERLUSCONI PUÒ TORNARE?


BERLUSCONI PUÒ TORNARE?

Come punta o come allenatore, come dice lui?

Eh sì. La possibilità c’è.

E il suo maggior veicolo di promozione, come sempre in questi 30 anni, non sono i suoi alleati, ma gli avversari. Il centrosinistra, in particolare.

È necessario che la sinistra e gli avversari politici di quella parte, corrano ai ripari. E che si eviti, per carità, ora che sono in trattativa tra loro e col buon Fassino, di ripetere gli errori di 30 anni. Errori che hanno reso Berlusconi un totem inossidabile e vincente.

Abbandoniamo il comodo argomento, ripetuto come una nenia stancante, secondo cui “abbiamo la destra peggiore d’Europa”. Non è vero. C’è una destra pericolosa e sfascista, xenofoba, antieuropea, sovranista, estremista. Ma c’è un centrodestra elettoralmente forte e politicamente uguale alla maggioranza elettorale, moderata, centrista, di classe media che in Europa fa vincere Merkel, Rajoy , Macron e che teme l’estremismo populista di destra e di sinistra.

Questi elettori antipopulisti andrebbero sottratti a Berlusconi. Con un’offerta politica, di centrosinistra, antipopulista, antiestremista e analoga a quella che, in tutti i paesi d’Europa, ha battuto i populisti di destra e di sinistra.

Con gli argomenti della competenza di governo, della crescita e della stabilità politica.

Quella che si chiama una “forza tranquilla”, moderata e rassicurante.

È questo elettorato, potenzialmente decisivo e maggioritario, che la sinistra ideologica e radicale ha sempre regalato a Berlusconi.

La sinistra avrebbe dovuto battere Berlusconi per via politica ed elettorale, e non giudiziaria. Conquistando i suoi elettori con l’offerta politica e non con l’accanimento di processi-spettacolo che, alla lunga, hanno persino giovato a Berlusconi.

Di questo dobbiamo ringraziare una magistratura militante.

Ora che riscopriamo che Berlusconi può vincere, ancora una volta, dovremmo cambiare registro.

Il Pd di Renzi, il renzismo, dopo 20 anni di antiberlusconismo di sinistra fallito, era ed è l’esempio del cambiamento utile: un centrosinistra competitivo al centro e tra i moderati.

Fassino, nelle trattative con i “generali senza esercito” non dimentichi questo elettorato moderato.

Attenti a non respingerlo cedendo troppi agli argomenti scostanti, attempati, ideologici della sinistra sinistra.

Attenti a non dimenticare la piattaforma che avrebbe parlato e conquistato gli elettori moderati e che pure ebbe, il 4 dicembre, il 40%. In quel Si c’era la proposta di una democrazia forte, di governabilità e stabilità, di leadership autorevoli e competenti. E un orientamento a obiettivi sensibili per i moderati: contro la esosità fiscale, per la crescita economica e contro le paralisi del burocratismo antidecisionista italiano.

Ora che Berlusconi torna ad affacciarsi, alla sua età, alla possibile vittoria fate uno sforzo per contrastarlo.

Con la politica e non con gli anatemi.

Anzitutto rimettendo in campo gli argomenti del centrosinistra che parla ai moderati, alla parte decisiva degli elettori dispersa tra Berlusconi e l’astensionismo. Quella che in Europa fa vincere il centro contro i populisti. E che in Italia era rappresentata dal 40% del sì.

Se si riuscisse  in questa possibile ripresa dei voti dei più moderati di centro, anche in Europa saremmo più credibili e tante importanti istituzioni che ora vengono collocate in altri paesi della UE in seguito alla Brexit, potrebbero venire in Italia.

Ma non vorrei fosse troppo tardi, come sempre. La cattiva propaganda antieuropeista e antieuro della parte di una brutta e aggressiva destra (Lega e M5s), probabilmente ha già fortemente minato l’esile credibilità che avevamo riacquistato in Europa, quando si prospettarono le grandi riforme costituzionali ed amministrative del Pd. Ma tutto questo fu respinto il 4 dicembre scorso, dalla destra e sinistra tutti uniti contro Renzi. E non solo l’Europa ci sfuggì, ma la possibilità di rinnovare e sburocratizzare un paese inchiodato e fermo da decenni.

Un disastro annunciato mille e mille volte e che si sta dimostrando anche in queste ore.

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