Archivi del giorno: 3 novembre 2017

SIGNORA MIA, SI RICORDA I BEI TEMPI?

SIGNORA MIA, SI RICORDA I BEI TEMPI?

Lo slogan più ripetuto in cento e cento sfumature era “prima gli italiani”. Non mancava mai, ogni giorno di chiudere gli occhi con queste confortanti parole.

Conveniva tantissimo, così pareva.

Com’era bella l’Italia di tanti anni fa, un vero paradiso, quando non c’erano i negri, i barconi, gli immigrati, i clandestini, i musulmani.

Che paradiso quando eravamo solo noi italiani! Mi sbirluccicano gli occhi.

Nessun italiano ammazzava nessuno e se lo faceva aveva comunque cura di farlo sparire sciogliendolo nell’acido o utilizzandolo per l’edilizia.

Nessun italiano stuprava nessuno, e se lo faceva aveva cura di farlo in casa, non come questi porci in mezzo alla spiaggia.

E se una donna veniva stuprata (parola che non esisteva, si diceva: disonorata) aveva comunque la fortuna di essere obbligata a sposare il suo stupratore con il matrimonio riparatore, altrimenti la disonorata doveva vergognarsi, non farsi mai più vedere, perché se noi italiani lo avessimo saputo, la trattavamo come la peggiore delle puttane.

E poi non c’erano tutti questi terroristi. Non c’erano tutte queste bestie.

Sì è vero, gli italiani per molti anni hanno, azzoppato,  fatto saltare per aria centinaia di innocenti, bambini, vecchi, donne, tutti, piazzando bombe nelle piazze, nelle banche, nei treni ad agosto, o magari in autostrada, senza un battito di ciglia e senza curarsi delle conseguenze.

Però adesso, in Italia parliamo da 15 anni di terrorismo islamico anche se non hanno fatto scoppiare nemmeno un petardo, mentre gli italiani hanno fatto saltare in aria centinaia di italiani.

Ma vuoi mettere essere ridotto a brandelli da una bella bomba italiana e non islamica?

Di quelle belle bombe piazzate da italianissimi fascisti, brigatisti e mafiosi e servizi segreti?

E i bei giorni dei sequestri di persona, quando i bambini venivano allegramente sequestrati per anni da italianissima brava gente che poi per non far preoccupare i parenti aveva cura di rispedire a casa il figlio un pezzo la volta, partendo solitamente dall’orecchio?

E il lavoro signora mia, il lavoro!

Nessuno ci rubava il lavoro!

Certo allora c’erano i terroni che rubavano il lavoro, ma mica erano italiani quelli, erano terroni di merda.

Ora sì, sono italiani pure loro, ma sempre un po’ meno di quelli del nord, perché i negri sono più terroni di loro, e loro si comportano con i negri come gli italiani si comportavano con i terroni.È il loro momento di gloria, finalmente anche loro hanno una razza inferiore da poter insultare e cacciare.

Signora mia non vedo l’ora si torni a quei bei tempi.

Prima gli italiani, anzi, stringiamo ancora un po’ il territorio, prima il Nord, perché anche se è passato del tempo, i napoletani puzzano ancora. Era ina voga una canzoncina che diceva: “«Senti che puzza, scappano anche i cani. Sono arrivati i napoletani. Son colerosi e terremotati. Con il sapone non si sono mai lavati.»

Signora mia, che bei tempi!

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