Archivi del giorno: 13 ottobre 2017

UN BULBO OGGI PER UN CANDIDO FIORE D’ESTATE

UN BULBO OGGI PER UN CANDIDO FIORE D’ESTATE

Quando è ottobre, in tutti i centri di giardinaggio, inizia l’offerta dei bulbi a fioritura primaverile, è facile lasciarsi sfuggire che è anche il momento di mettere a dimora un giglio superbo dalla fioritura estiva: il giglio di Sant’Antonio, conosciuto anche come giglio della Madonna, giglio candido o giglio di campo.

Lilium candidum ha un candore purissimo, una delicatezza d’aspetto e un profumo dolce e penetrante che ne hanno permesso la tradizione nel tempo, il naturale accostamento a figure sublimi.

Abituato a vedere l’immagine del fiore reciso è facile per il giardiniere pensare che a tale finezza di aspetto corrisponda una certa complessità di coltivazione.

Può accadere, è vero, che qualche bulbo stenti ad attecchire o venga rovinato da una mancanza di drenaggio, ma questo succede anche a tutti gli altri bulbi con cui, però, nel tempo, si è riusciti a creare una certa confidenza.

Dove attecchisce con successo, il giglio di Sant’Antonio diventa estremamente generoso, moltiplicandosi attivamente da solo, aumentando così, di anno in anno, gli steli da raccogliere.

Vale dunque la pena tentare, rassicurati anche del fatto che in realtà, è una pianta coltivata da tempi immemorabili.

Nelle campagne, una volta, era facile trovarlo coltivato vicino alle case, addirittura addossato ai muri, in pieno sole, dove poteva essere apprezzato nella sua preziosità e dove trovava quel terreno lievemente alcalino che predilige.

Lo stelo alto 100-120 centimetri, a ridosso dei muri, trova anche riparo dal vento, il peggior nemico.

Nessun problema invece per un clima piuttosto freddo in inverno perché si tratta di pianta molto rustica.

Il bulbo, pur avendo dimensioni cospicue, non va interrato troppo sotto il livello del terreno mescolato con sabbia abbondante e reso maggiormente drenante con qualche coccio interrato poco sotto il bulbo.

Il giglio candido può crescere anche in un vaso, meglio se di coccio.  Per un buon risultato si piantano al massimo tre bulbi in un vaso di circa 30 centimetri di diametro con un terreno forte come quello adatto alle piante da orto, mescolato ad abbondante sabbia.

Le foglie si sviluppano in autunno, quando si innaffia concimando con concime liquido finché non iniziano a seccare.

Gli steli floreali, invece, si sviluppano all’inizio dell’estate seguente, dopo il riposo invernale. Appena il fiore sfiorisce, reciderlo, lasciando intatto lo stelo, che insieme alle foglie deve immagazzinare le sostanze di riserva che permettono la fioritura l’anno successivo.

 

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