Archivi del giorno: 19 settembre 2017

ANDIAMO AL PUNTO POLITICO

ANDIAMO AL PUNTO POLITICO

Contro Matteo Renzi, negli ultimi due anni, è stata scatenata una guerra politica, che, a cavallo del referendum, si è trasformata in una resa dei conti.

Dopo il 4 dicembre, i nemici di Renzi si sono convinti che ci fossero le condizioni e i presupposti per la battaglia finale: cancellarlo dalla politica italiana.

Dalla legittima opposizione alle posizioni di Renzi si è passati ad una campagna di delegittimazione totale, che ha usato ogni mezzo, lecito e illecito, per condurre una sorta di campale guerra finale. Si è così passato il segno della distinzione tra la legittima critica e opposizione a Renzi e la suggestione del colpo definitivo e totale.

Una sorta di “comitato di salute pubblica”, fatto di oppositori esterni e interni e di pezzi dell’informazione, ha guidato una campagna per la defenestrazione di Renzi con ogni mezzo: dall’allarme, esagerato e comico, sui presunti “pericoli autoritari” rappresentati da Renzi, alle bufale sui risultati della sua azione di governo in economia (rimessa in cammino), allo strappo improvviso, violento, irragionevole nel suo partito con una scissione anomala e, apparentemente, cieca e stupida.

Ora le clamorose novità della vicenda Consip fanno emergere un sospetto: che l’accelerazione e l’incoraggiamento alla battaglia “finale” contro Renzi, gli oppositori di ogni colore l’abbiano tratta dalle notizie sulle inchieste della Magistratura.

Sono 30 anni che la storia politica reale del paese è segnata dalla via giudiziaria che sostituisce quella parlamentare. Gli oppositori hanno pensato: “è stato così con Craxi e Berlusconi (e, seppur tardivamente, con Andreotti), sarà così con Renzi”.

L’algido D’Alema, del resto lo aveva profetizzato (per non dire minacciato): “arriveranno a Renzi”, le stesse inquietanti minacce dei carabinieri al servizio del magistrato Woodcock.

Ecco il vero pericolo autoritario: scoprire che in Italia la politica democratica è già stata sostituita da un altro potere decisionale, estraneo e sovrapposto, che impone l’agenda politica e il cambio del governo. Fuori dalle procedure democratiche e legittime.

Stavolta ha ragione Franceschini: sarebbe il caso che i politici, oppositori di Renzi, aprissero gli occhi e cambiassero registro.

Per il bene della democrazia.

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