DARKLAND – Il male cerca l’oscurità e odia la luce

DARKLAND – Il male cerca l’oscurità e odia la luce

Il nazismo è stata la più grande forma di sottomissione sessuale di massa organizzata nei minimi dettagli, ideologici e coreografici.

La svastica, i lunghi cappotti neri di pelle e gli stivali lucidi di cuoio, le divise come travestimento, le fruste, sono oggetti leggibili come feticci che rappresentano il rapporto di dipendenza tra padrone e schiavo. Ma, come ci insegna Nietzsche, questa relazione è accettata volontariamente dallo schiavo, in questo caso il popolo tedesco.

Dobbiamo sapere che tra dittatore e sudditi intercorre una incessante pulsione erotica, da leggersi per gli uomini anche in chiave omosessuale.

L’ammirazione per l’uomo forte è tutt’altro che una questione solo femminile. Nel maschio, l’ammirazione si trasforma in imitazione ed esaltazione dell’uomo virile, in masochismo, in una dichiarazione omoerotica.

La sottomissione sessuale fu due tipi. Quella partecipata del popolo tedesco, quella forzata del popolo ebraico.

Nei confronti degli ebrei, il nazismo può essere considerato un gigantesco stupro di massa. La vittima di uno stupro rimane sempre inerme ed è per questo che gli ebrei si lasciano condurre all’Olocausto.

A partire dalla “Notte del cristalli” la pubblica umiliazione degli ebrei fu un divertimento popolare, uno spettacolo eccitante.

Basta pensare a quello che succedeva nei campi di concentramento.

La nudità per privare di ogni dignità, per trasformare i prigionieri in oggetti di sfogo di istinti sessualmente perversi.

Le SS e i Kapò, tiranni per intercessione, oltre a godere di favori sessuali da parte dei prigionieri, traevano immenso piacere nel bastonare e nel prendere a calci.

Le donne venivano stuprate, sverginate con le mani, rasate nelle parti intime, fatte ballare nude sui tavoli, esaminate nude alle selezioni, sempre nude erano costrette a passare tra due ali di soldati che le frustavano.

Nelle latrine all’aperto erano costrette a esibirsi sotto lo sguardo delle guardie, ad altre veniva infilata la mano nella vagina mentre andavano nella camere a gas, altre ancora venivano uccise con un colpo di pistola tra le gambe. Alcuni uomini sono stati appesi col pene a un gancio.

Il sistema concentrazionario ha fatto cadere la maschera della rispettabilità tanto predicata dal nazionalismo e ha permesso ai padroni di dare libero sfogo ai propri istinti sessuali nei confronti degli schiavi.

E’ questo l’odio per gli infermi. Al tempo stesso la compassione e la pietà sarebbero state lette come segno di debolezza.

E’ stato affermato che il terrificante livello di sadismo delle SS e Kapò era incomprensibile, quando invece era la massima espressione del loro piacere sessuale.

Insieme a quelle sessuali, le implicazioni religiose hanno svolto un ruolo fondamentale. Hitler è visto come il Messia che salverà il popolo tedesco dalla catastrofe politica ed economica post Weimar.

Basti ricordare i richiami alla trinità cattolica quando alle adunanze gridavano “Ein Volk, ein Reich, ein Führer”.

Il Volk, in questa visione, è il popolo nella sua essenza razziale e culturale più pura, legato indissolubilmente al passato mitologico dei popoli ario-germanici.

Se poi ci si aggiunge che la figura di Hitler era oggetto di culto e che il termine Reich non vuol dire solo impero, ma anche regno, il quadro è completo.

Hitler era il dio-re dei germani a capo di un Reich millenario, che non va inteso nella durata di mille anni, ma che sarebbe durato millenni, per cui eterno, immortale.

Al tempo stesso, Himmler era assunto al ruolo di figlio di dio e così veniva visto anche dai suoi uomini.

Uomini che giuravano fedeltà a Hitler, non alla Germania.

E poiché sulla cintura avevano scritto “Got mit uns” (Dio è con noi), per loro Dio era il Führer.

In molti si sono chiesti come fu possibile che un uomo come Hitler, insieme a quattro perdigiorno, sia riuscito a conquistare il potere. E dire che si vantavano di essere un popolo di poeti e pensatori.

La culla del nazismo fu l’Alta Baviera. Un concentrato di indolenza, gretto provincialismo e xenofobia. Il terreno più adatto per far prosperare idee retrive.

In ogni caso, milioni di persone anelavano a un futuro migliore e nessuno come Hitler sapeva prometterglielo.

Il potere monarchico-conservatore si illuse di sfruttarlo. Ma fondamentalmente è che Hitler, con un’abile opera di mistificazione culturale e una liturgia fatta di politica ed estetica, movimenti di massa, cerimonie, reliquie e simboli, spettacoli, fece arrivare alla gente il messaggio che il nazionalsocialismo era una religione e lui una divinità.

I nazisti fecero collocare degli altari nelle fabbriche in stanze simili a cappelle. Ma sugli altari stavano i simboli del partito.

Le fede religiosa prevede dei dogmi che non possono essere discussi.

Ecco perché gli ufficiali delle SS nascosero le loro colpe dietro la formula “gli ordini sono ordini”. Per loro quegli ordini erano sacri, indiscutibili. Se le parole di Hitler erano vangelo, gli ordini erano un comandamento.

Eischmann disse che non avrebbe esitato a mandare suo padre nella camera a gas.

A chi dubitava, veniva rammentato che erano ordini della loro guida suprema, cosa da cui dovevano trarre conforto.

Nelle scuole delle SS si esaltavano i giapponesi che vedevano nell’Imperatore un dio.

I tedeschi, come negli antichi culti pagani, praticavano sacrifici umani all’altare del nazismo. Solo di ebrei ne furono sacrificati sei milioni.

(Dal libro di Paolo Grugni – Darkland)

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6 Risposte

  1. Hitler insieme al manipolo di criminali dei quali si era circondato, rappresenta senza dubbio alcuno la perversione della mente umana alla stessa stregua di Mussolini e tanti altri carnefici della storia. Ma i popoli? Dove sono i popoli quando si tratta di ribellarsi alle atrocità che vengono commesse in conseguenza di tali perversioni? Le cosiddette masse altro non sono che un ammasso di pecoroni senza cervello! Ancor oggi mi viene da star male quando penso al ventennio più recente, nel quale moltitudini di acefali credevano ciecamente alle promesse di un mitomane, che ha messo il nostro Paese in ginocchio per i prossimi 50 anni e che prometteva milioni di posti di lavoro e meno tasse per tutti!

    1. Carissimo,
      difficile rispondere alle tue perplessità, che sono anche le mie.
      Al tempo di Hitler si sa, i tedeschi non accettavano la sconfitta della guerra del 1915-18 che li aveva messi in ginocchio. Volevano un riscatto e lo trovarono nelle parole dell’illusionista, una risposta atroce. In più ai tedeschi di razza ariana, per così dire, faceva comodo sfruttare le fortune degli ebrei e comunque avere un capo espiatorio da condannare e uccidere. Era convenienza, è brutto da dire, ma era così.
      Noi avevamo bisogno di sapere che un miliardario stava al governo e che aveva illuso il paese. Ho sentito dire tante volte, dai suoi ministri della propaganda, che se era ricco lui, potevamo diventarlo anche noi. Per noi intendo quelli che si sono illusi e lasciati abbagliare dalle promesse di un riccone. Ma fu una illusione di cui paghiamo ancora le conseguenze.
      Le illusioni, sì, dopo tanti anni e tante sconfitte abbagliano sempre e va a finire che si corre sempre dietro a chi racconta più balle. Va a finire che ci si crede.
      La storia non mente mai, storia che si ripete in continuazione.
      Un abbraccio.

  2. Dovremmo ricordarci tutti come ha fatto a diventare miliardario!Ad accumulare tante ricchezze:)?Lui che si è fatto da solo?? rubando ed evadendo il fisco per decenni! Nel suo caso non è stata opera dello Spirito Santo, ma al 90% del pluripregiudicato Bettino (Craxi) fuggito in Tunisia e che stanno facendo di tutto per intitolargli una via in qualche città! Magari una via che potrebbe incrociarne un’altra…via Pacciani!!!

    1. Carissimo,
      pare che sia “sceso in campo” (la sua metafora per dire che voleva far politica) proprio perché le sue aziende e quindi le sue tasche erano molto “vuote”. E il popolo italiano l’ha fatto ingrassare e parecchio. Non dimentico neppure il fatto che il D’Alema, quello che si definisce di sinistra, regalò a Berlusconi le tre reti Mediaset. E così la sua fortuna si sviluppò. In nessun altro paese, un imprenditore privato può possedere tante reti.
      Ma al male fatto nessuno pone rimedio. Anzi!
      Un abbraccio.

  3. Non scordarti del tuo amico renzi e l’accordo del nazareno con il miliardario.

    1. No carissimo amico, non lo scordo mai, per un motivo semplice: conosco quanta fatica ha fatto quel ragazzo per cercare di governare un po’ meglio e per cercare di cambiare questo paese, modernizzandolo.
      Ma con quella gente lì c’è poco da fare!
      Non dimentico neppure in che condizioni ha preso in mano il paese dopo il disatroso passaggio bersaniano.
      Ma stimo molto, moltissimo, Renzi perché ha saputo infondere speranza e coraggio ad un paese morificato.
      Un abbraccio.

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