LA PREZIOSA STELLA CHE CRESCE TRA LE ROCCE

LA PREZIOSA STELLA CHE CRESCE TRA LE ROCCE

La stella alpina è il fiore che simboleggia la vita come si svolge sulle montagne.

Una rappresentazione di costanza, tenacia, frugalità.

Senza affatto diminuire la bellezza, prospera, diventando ancora più bella, proprio in tutti i terreni poveri, ai margini di rupi scoscese e di instabili rocce in pieno sole.

Rara, collocata spesso in posizioni difficili da raggiungere la stella alpina o edelweiss (Leontopodium alpinum) è stata, nonostante ciò, a lungo preda inerme di un turismo poco rispettoso.

Stava addirittura scomparendo finché non è stata dichiarata specie protetta, ma soprattutto il pericolo è diminuito quando è diventata disponibile in seme o in piantina, nei migliori centri di giardinaggio.

La possibilità di poterla seminare e coltivare, ha, infatti, ridotto l’appetito predatorio di tanti, concedendole, per ora, scampo all’estinzione.

Non si considera spesso che le piante di origine alpina, abituate a crescere in minuscole tasche tra le rocce, sono perfettamente adattabili a piccoli vasi disponibili su un davanzale o un balcone. In questi vasi la terra di coltivo è obbligatoriamente scarsa e i muri e i vetri delle finestre riflettono al massimo il calore del sole, proprio come le rocce in montagna.

Anche le radici sopportano l’estremo calore estivo e il freddo pungente invernale, purché il terreno sia drenato e sciolto.

Per questo motivo i balconi e i terrazzi in piena estate potrebbero ospitare le tradizionali piante mediterranee, come il profumato basilico, fianco a fianco a vasi di stelle alpine, in una sorta di riassunto del variegato paesaggio italiano.

Mentre il basilico in pieno sole concentra profumi e aromi, la stella alpina aumenta il suo caratteristico biancore dove le notti sono più fresche.

Fusti, foglie, brattee capolini florali, più il sole è intenso, più si ricoprono della fitta inconfondibile lanugine bianco-argento che rende questo fiore così amabile, tenero e morbido all’aspetto.

Una volta che un vasetto ha ben attecchito, in giugno, luglio o in agosto si possono cogliere molti fiori per belle piccole composizioni fresche o secche, che durano tantissimo, senza saccheggiare piante spontanee.

La coltivazione, anche partendo dal seme, non presenta difficoltà.

Importante, sia partendo dal seme sia dalla piantina, è scegliere un vasetto non grande, disponendo sul fondo un alto strato di drenaggio (piccoli sassi o cocci di terracotta), il terriccio con cui riempire il vasetto deve essere leggero e calcareo, povero di sostanza organica.

In terreno troppo ricco, paradossalmente, la stella alpina perde tutta la sua bellezza, diventando irriconoscibile: alta, filata, verde pallido e non l’argentea, setosa, luminosa, morbida delizia che tutti amano.

(Le immagini sono prese dal web)

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