Archivi Mensili: luglio 2017

UN LIBRO MOLTO, MOLTO GRADEVOLE COME UNA BIBITA FRESCA D’ESTATE

UN LIBRO MOLTO, MOLTO GRADEVOLE COME UNA BIBITA FRESCA D’ESTATE

Ho comprato un libro.

Per la verità ne acquisto molti, perché amo tantissimo leggere. Ma è cosa normale nella mia vita.

Questa volta mi è capitato di comprare e leggere un libro di un autore italiano dal nome quasi impossibile: Francesco Muzzopappa.

Molti già lo conosceranno, ma per me è la prima volta che ho acquistato libri di questo autore.

Sono rimasta sorpresa per la freschezza di come è scritto.

Si legge in un pomeriggio, è vero, ma non si staccano gli occhi dal testo. Si simpatizza tanto col protagonista dal volerne quasi prendere il posto.

Il libro è “Dente per dente”. L’Editore è Meraviglie (Fazi editore).

Una breve idea del contenuto:

Roma ha la GNAM (Galleria Nazionale d’Arte Moderna), Bologna il MAMBO (Museo d’Arte Moderna BOlogna) e a Napoli c’è il MADRE (Museo d’Arte contemporanea DonnaREgina), a Varese hanno pensato bene di inaugurare il MU.CO (Museo d’arte COntemporanea).

Alla disperazione più nera,  segue la vendetta. Leonardo decide di rifarsi sul tradimento della sua innamorata. E lo fa con un’ironia corrosiva e una storia scandita da scene esilaranti.  Si tratta di un’inusuale commedia nera, con protagonista un tenero quanto agguerrito ragazzo innamorato.

 

PUZZA SU PUZZA

PUZZA SU PUZZA

Da un po’ di tempo, ogni tanto, la sera, c’è qualcuno vicino a casa mia che accende il barbecue. Niente di male, ognuno a casa propria può fare quello che vuole, solo che l’aria si impregna di una puzza disgustosa che penetra nelle case.

Abbiamo la fortuna di abitare in una zona molto bella, con case contornate da giardini e spesso da alberi maestosi. Comprendiamo anche che i giardini, grandi o piccoli che siano, sono il luogo ideale per invitare amici e preparare un bel barbecue all’americana, con tanti amici e casse di birra.

Ma c’è un problema per i vicini.

Teniamo le finestre aperte, almeno nelle ore serali, quando l’aria sembra un po’ più fresca, ed ecco che arriva la puzza di carne bruciacchiata. Penetra dentro casa e impregna tutto quello che c’è, libri, divani, lenzuola, tende, abiti, poltrone e così via. Persiste.

Perché non vanno un po’ al mare? Così si risparmiano anche la fatica di soffiare nella carbonella o in quello che serve per bruciare, e anche soprattutto lascierebbero respirare i vicini?

Mi si risponderà: perché non ci andate voi al mare. Magari potessimo, dico io.

Abbiamo già la puzza dello smog, se si aggiunge anche quella del caprone messo su una griglia bollente, beh, non è il massimo. Puzza su puzza.

In casa ho acceso tutto quello che è possibile, condizionatori, ventilatori, ho spruzzato spray deodoranti per la casa, finendo col peggiorare la situazione. Personalmente è un odore che non sopporto.

Ho fatto anche una lunga e gradevole doccia e mi sono spalmata addosso almeno quattro strati della crema più profumata che ho. Tutto il possibile, in una città che per tre mesi di fila sfiora i 40 gradi. Tuttavia la puzza del barbecue rimane per un bel po’. E non è piacevole.

Sono le conseguenze di un’estate in città e dei forse nuovi sconosciuti vicini, amanti del barbecue….. Aspetto con ansia la neve.

IL TORMENTONE DELLE PAROLE

IL TORMENTONE DELLE PAROLE

Vengo con questa mia importante parola di verità: i tormentoni linguistici rispecchiano, in modo molto più significativo di quanto sembri, l’epoca a cui appartengono.

Mi sono chiesta, come mai una parola diventi tormentone e un’altra no?

A mio parere perché riflette, al di là dell’ottusa ripetizione, di un cliché, in modo molto calzante il periodo in cui spadroneggia.

Molti anni fa ho vissuto il periodo del “cioè”.

Alcuni dei miei coetanei ricorderanno l’imperversare di questa paroletta, ma erano i tempi in cui si mettevano in discussione un sacco di cose e il beneficio del dubbio imperava.

Il cioè era consequenziale.

Poi, con l’edonismo degli anni seguenti, arrivò l'”attimino”.

La banalizzazione, nel suo diminutivo, dell’attimo, che è cosa serissima, tanto che si dice “cogli l’attimo” mica “cogli l’attimino”.

Il forzato edulcoramento della realtà che probabilmente ci ha portato all’attuale guano.

Ora è al potere “assolutamente”, che sia assolutamente sì o assolutamente no o altri assolutamente, stanno probabilmente a rimarcare che ci sarebbe bisogno di certezze, di idee forti, e visto che non le abbiamo, usiamo a sproposito i rafforzativi, quasi a convincere noi stessi, prima che gli altri, che siamo proprio sicuri di quello che stiamo affermando, o rifiutando.

Oppure, (visto che l’impresa eccezionale è essere normale, come cantava Lucio Dalla), necessita la spettacolarizzazione di parole che sono già definitive nella loro semplicità, senza bisogno di iperboli.

Ne sono quasi, abbastanza, perlopiù, forse, anzi ASSOLUTAMENTE convinta!

FA CALDO

FA CALDO

Fa caldo, tanto.

Di solito soffro per il freddo perciò, è un controsenso ch’io parli del “troppo “caldo.

Il caldo dei miei anni giovanili era diverso, arieggiato senza vento o, forse, soltanto sano.

Oggi, il calore si mischia alle polveri sottili, all’odore dello smog, all’aria divenuta appiccicosa.

E’ una constatazione, non una lamentazione, respiriamo tutti la stessa miscela velenosa.

Dove sei nuvoletta del Fantozzi? Ecco, mi basterebbe un bello scrosciare di grandi goccioloni, a rinfrescare il cemento e le mie meningi, con lieve ticchettio, quasi una gentile brezza.

Ma il caldo non deve spegnere il sorriso, perciò:

“Un uomo aveva lavorato tutta la vita, aveva risparmiato tutti i suoi soldi, comportandosi sempre da vero avaro quand’era stato il caso di spenderli. Poco prima di morire disse alla moglie: “Quando muoio, voglio che tu prenda tutti i miei soldi e li metta nella bara, vicino a me. Li voglio portare con me nell’aldilà.”La moglie promise, di tutto cuore. L’uomo morì. Al suo funerale, la moglie era con la sua migliore amica e, prima che si chiudesse la bara, si avvicinò e mise una scatola di metallo accanto al defunto. A cerimonia finita l’amica le disse: “Senti, Matilda, non posso pensare che sei stata così tonta da aver messo tutto quel denaro dentro, con tuo marito”.
“Certo che l’ho fatto, Eufemia, le rispose la moglie fedele! L’ho preso proprio tutto, fino all’ultimo centesimo, l’ho messo sul mio conto e gli ho fatto un assegno. Se riesce ad incassarlo, i suoi soldi può spenderseli tutti !!”

MI SI E’ APPANNATO IL QI

MI SI E’ APPANNATO IL QI

Sono amareggiata, si fa per dire.

Ogni tanto però capita di leggere nei vari giornaletti che la parrucchiera mette a disposizione, una cosa straordinaria, che mette un po’ di allegria.

Donne attempate e piacenti, si trovano un bel maschione da spupazzarsi in giro per il mondo.

Faccio un esempio per capirci, anche se è acqua passata.

Sharon Stone (attempatella), è stata fidanzata con un baby di ventiquattro anni. Poi si sono lasciati, ovvio, ma quello che è interessante sono state le dichiarazioni del baby il quale ha dichiarato, a suo tempo, pubblicamente, che “si accompagna alla signora perché essa ha un quoziente intellettivo molto superiore alla media”. Benissimo. Buon sistema di scelta. Credo.

Però io, pur non assomigliando minimamente che più minimamente non si può, alla bellissina Sharon Stone, e pur credendo tuttavia di essere dotata di hardware e di software normalissimi,  ho definitivamente perso tutte le speranze perché, ho notato, oltre il franaggio delle strutture portanti esterne, anche un fastidioso cedimento del quoziente intellettivo che invece è, a quanto pare, la cosa più richiesta dai questi giovani ansiosi di accompagnarsi alle donne mature.

Non capisco perché ci si botulina la faccia quando è il QI il materiale più richiesto.

Io comunque sono sempre fuori target, mi si è appannato il QI e bazzico solo la COOP.

 

LA CIMICE SULL’ULIVO

LA CIMICE SULL’ULIVO

Questo articolo di Giuseppe Turani, non posso perderlo, è troppo bello. Resterà nel blog a memoria futura.

La cimice sull’ulivo

Le microspie del Noe nel giardino di papà Renzi. L’odio per Matteo da dove nasce.

di Giuseppe Turani | 19/07/2017

Ogni giorno emergono nuovi particolari sull’accanimento con il quale si è cercato in tutti i modi di incastrare Matteo Renzi nell’affare Consip. E si è andati giù pesante, senza paura del ridicolo. L’ultima rivelazione è che a un certo punto i carabinieri del Noe (suppongo su istruzioni del solito Woodcook) decidono di organizzare un’intercettazione ambientale a carico del padre Tiziano Renzi. Probabilmente incontrano qualche difficoltà nell’introdursi in casa, e così decidono di procedere dall’esterno. Piazzano ben tre cimici: una sul muretto di cinta della casa di Tiziano Renzi, una seconda sullo stipite della porta carraia e la terza (e qui siamo davvero alle comiche) su una pianta d’ulivo del giardino.

Era l’inverno 2016-2017, forse c’era maltempo, sta di fatto che è lo stesso capitano Scafarto (quello accusato di aver falsificato altre intercettazioni) a informare, desolato, la propria procura che le intercettazioni “all’aperto” non hanno funzionato, non si capisce niente, solo scariche, forse solo il dolce battere della pioggia sulle foglie dell’ulivo.

Grande scrupolo investigativo o solo uno dei tanti episodi di odio verso Matteo Renzi? A questa domanda risponderanno e indagini in corso.

Per ora, quello che si sa è che l’odio verso il segretario del Pd è molto diffuso, soprattutto a sinistra, e molto forte.

In proposito c’è una tesi dello psicanalista lacaniano Massimo Recalcati, amico e ammiratore di Renzi, abbastanza curiosa. L’avversità nascerebbe dalla storia stessa di quella sinistra: il mondo a cui si riferiva è crollato, insieme ai suoi valori, ma i suoi protagonisti non sono mai riusciti (per pigrizia, probabilmente) a elaborare il lutto della sconfitta. Non sono mai riusciti a ammettere il fallimento della loro ideologia e quindi a cercare strade nuove. E’ assai più semplice, e consolante, attribuire la propria cattiva sorte all’ingresso in scena di uno come Matteo Renzi, che non appartiene alla loro stressa storia, un alieno. Da qui l’odio e il tentativo di rimozione per ristabilire il vecchio ordine.

Tesi (che qui ho un po’ semplificato) colta e suggestiva, ma che si sposa benissimo con la versione più prosaica e politica della stessa storia. Renzi è odiato dalla sinistra-sinistra perché ha portato via loro il giocattolo, la ditta”, il Pd, il potere.

Una volta ho fatto un piccolo calcolo, molto a spanne, ma che credo sensato. In Italia ci sono un milione e mezzo di persone che vivono di politica (deputati, presidenti regioni, assessori, sindaci, consiglieri società pubbliche, portaborse, ecc.). Poiché il Pd conta per circa il 30 per cento, si può facilmente stimare che questo “popolo” che ruota intorno alla politica appartenga almeno per un terzo al Pd. Sarebbero cioè 500-600 mila le persone che devono il loro ruolo in politica (e i loro redditi) all’esistenza del Pd. Questa, in parole povere, era la “ditta” di Bersani. Questa la “cosa” che Renzi, conquistando il Pd, ha sottratto alla sinistra-sinistra. Poi ci sarà anche la mancata elaborazione del lutto, ma all’istante c’è una perdita di potere catastrofica: per colpa, appunto, di un alieno, di un Matteo Renzi che non esce dalla loro stessa storia. E che quindi viene visto come un abusivo, un saccheggiatore, un predatore.

Il fatto che poi lo stesso Renzi abbia conquistato il suo potere attraverso congressi e primarie, cioè con metodi assolutamente democratici, è secondario ai loro occhi.

Quello che conta è che lui ha il potere, e loro non più.

Quindi va distrutto, magari anche impiantando una microspia sull’ulivo del giardino di papà, a registrare la pioggia battente.

LA VERITÀ

LA VERITÀ

Mi mancano le parole, vorrei dire tante cose, ma non ci riesco.

Ancora più difficile è esprimere sensazioni e sentimenti. Come avere la gola secca.

Sono in cerca di miracoli, ma i miracoli non piovono dal cielo, così, come se niente fosse.

Se non si prepara il campo perché avvengano e se, quando arrivano, non ci si fa trovare pronti, è inutile lamentarsi con chissà chi o che cosa.

Bisogna cominciare a preparare il campo, arare il terreno.

Si raccoglie sempre ciò che si semina.

Venticinque anni fa lo Stato creò disagio e questo disagio lo si sente più forte che mai anche oggi.

Quando il nemico attacca, colpisce coloro che ami e chi è nel giusto.

Falcone aveva già visto e capito tutto.

Borsellino fece un ultimo intervento alla Biblioteca comunale di Palermo il 25 giugno 1992, un atto d’accusa sofferto e violento contro alcuni magistrati, definiti “traditori”, in una sala piena e pietrificata.

Due magistrati diventati il simbolo dell’Italia onesta ed io voglio pensare che esista e si scopra la verità e il motivo vero della loro uccisione.

Voglio sapere chi furono i mandanti e non solo gli esecutori di questi esecrabili delitti.

Forse voglio che accadono miracoli.

 

 

ANCHE SE LA FINESTRA…… (Alda Merini)

“Anche se la finestra è la stessa,

non tutti quelli che vi si affacciano

vedono le stesse cose:

la veduta dipende dallo sguardo”

A.Merini

CARO AMICO TI SCRIVO…

CARO AMICO TI SCRIVO…

Caro amico ti scrivo

Così mi distraggo un po’
E siccome sei molto lontano
Più forte ti scriverò

Da quando sei partito
C’è una grossa novità
L’anno vecchio è finito ormai
Ma qualcosa ancora qui non va…

 

Così cantava il grande Lucio Dalla, e allora scriviamo.

Non conosco Renzi, ma è come se fosse un amico (lontano) perché ha fatto sognare, me e tanti altri, in anni ancora recenti.

1- Ci ha fatto sognare la possibilità di un’Italia diversa, meno bloccata, più dinamica, più desiderosa di correre e di vincere.

2- In pochi mesi ci ha liberati da tutta la retorica e la pratica delle bandiere rosse-avanti popolo. Ha messo fuori gioco gli antichi mandarini di sinistra cresciuti fra la scuola delle Frattocchie e i corsi estivi a Mosca.

3- Ci ha fatto vedere che questo paese poteva disporre, finalmente, di una forza di sinistra, progressista, ma anche liberale. Ci ha fatto intravedere un’Italia che, pur non dimenticando i bisogni, avrebbe saputo apprezzare e premiare il merito.

4- Ci ha fatto capire che quella dei vari populismi non era la strada giusta, ma solo la strada per il caos.

5- Con il progetto di riforma costituzionale ha disegnato un paese moderno, come non avevamo nemmeno immaginato.

 

I debiti di riconoscenza che tutti abbiamo verso l’intemperante, arrogante, a volte antipatico ragazzo di Rignano sono tanti. E’ stato la speranza di un cambiamento quando forse non pensavamo più di poter cambiare.

Per questo è stato molto amato. Quando ha perso il referendum del 4 dicembre, si è comportato come un galantuomo d’altri tempi: si è dimesso da tutto.

Dopo, come ha scritto un nostro amico, “siamo andati a casa sua a riprendercelo, il nostro segretario”.

 

Amico (lontano) Renzi, quasi 14 milioni di italiani, il popolo del sì, ti avevano appoggiato nella gara referendaria. Quasi due milioni ti erano venuti a cercare a casa per rieleggerti segretario e rigettarti nella mischia. Chi altro è stato più amato nella politica italiana?

 

E qui, a un amico (lontano) si può dire, stai forse andando un po’ oltre il segno. Troppe polemiche, troppe risse, troppe battaglie. Nei tuoi millegiorni a palazzo Chigi ci hai riempiti di emozioni e di cose. Hai dato molto, ma hai anche chiesto molto.

Noi, amici tuoi, non siamo dei combattenti professionali e non possiamo stare sempre in trincea.

In più l’orizzonte è solcato da nubi che diventano sempre più scure. Sentiamo intorno a noi desideri di tregua, di riflessione. Desiderio di capire quali sono i nostri possibili percorsi: l’Europa, l’euro, Macron, la Germania. Queste sono le realtà che vogliamo vicino a noi, vicino alle nostre vite.

Ma tu, amico (lontano), sembri volere di più, ancora di più. E incroci il ferro con chiunque ti si pari davanti. E’ un errore. Non hai nessuna battaglia da vincere. Hai già vinto: eri caduto nelle polvere del 4 dicembre, ma il tuo popolo ti ha rimesso al comando. Hai già vinto perché hai dimostrato che questo paese può cambiare. Hai già vinto perché hai scoperto una classe politica nuova, giovane, che impara in fretta e che ha voglia di fare.

Hai già vinto perché in Europa siamo un po’ più rispettati.

Allora, amico (lontano), basta sfide a chi spara per primo. La guerra è finita. Adesso per i capi è arrivata l’ora dei tavoli e delle trattative. C’è stato il tempo degli scontri, ora c’è il tempo delle strette di mano davanti ai trattati.

Un’ultima cosa, amico (lontano). Ti vedo impegnato nella battaglia un po’ bizzarra per fare nuovi debiti, molti nuovi debiti, a fin di bene, naturalmente. Un consiglio: lascia perdere, non è da te. Queste cose, i debiti, sono stati il pane e il vino di tutti i governi degli ultimi quarant’anni. Il tuo destino è altro. E’ farci sognare, è cambiarci davvero. Cerca un’altra musica, una musica che sia più tua. E che il tono sia lieve, se è vero che è il tono che fa la musica.

Caro amico (lontano) sei un concertista di cose nuove, lascia cadere le vecchie minestre,

con affetto.

Giuseppe Turani

INSETTI A PRANZO? – CE LO CHIEDE L’EUROPA

INSETTI A PRANZO? – CE LO CHIEDE L’EUROPA

Una notizia che tutti abbiamo sentito: l’Europa introduce il “NOVEL FOOD”.

Il fatto di mangiare insetti, scorpioni e vermi mi alletta davvero poco.

E non sono nemmeno sicura che siano più salutari di una bistecca di manzo o di un panino alla mortadella, cose che ho mangiato sempre fino a qualche anno fa sentendomi in piena salute.

Adesso che evito, il più possibile, la carne rossa e gli insaccati, sarà un caso, ma mi cicciano dolori da tutte le parti.

Il pallino di sostituire la carne con i bacherozzi l’Europa ce l’ha da un bel po’ di anni, al punto di “premiare” con 3 milioni di euro quei paesi che vogliono adottare questo tipo di alimentazione.

Ma io dell’EU, dell’ONU, dell’OMS, non mi fido tanto e mi chiedo cosa ci sia dietro a quest’altra bella pensata.

Per gli insaccati è facile immaginare che vogliano favorire il processo di islamizzazione già in attuazione in tutta Europa, ma per le carni rosse cancerogene non so che pensare. Se la carne di manzo è tanto cancerogena, perché invece di abolire la carne non eliminano gli ormoni, gli antibiotici, gli anabolizzanti, i pesticidi che inzeppano in quelle povere vacche, soprattutto nei paesi extracomunitari?

C’è da dire però che di schifezze ne mangiamo tante anche noi e nessuno si scandalizza.

Vedi ad esempio, le lumache, le rane, i formaggi con i vermi, le interiora e ci metterei pure i molluschi.

Insomma, questa Europa nemica del buon senso e dei cittadini, ha deciso per il novel food e dunque: cioccolato senza cacao, formaggio senza latte, porci senza ali,  OGM e insetti, vermi, bacherozzi, e tutto quel mondo animale che fa proprio schifo. Tra un po’ mi aspetto i serpenti, i coccodrilli e tutte le famiglie del genere. Anche se si sa, in molti paesi già li mangiano.

Auguro loro di compiacersi, come faccio io di fronte ad una bella bistecca di chianina ed un bicchiere di rosso.