“AVEVA UN GOBBO, ALIAS IL SUGGERITORE”

“AVEVA UN GOBBO, ALIAS IL SUGGERITORE”

Occhi puntati sulla performance del vicepresidente della Camera ospite nella trasmissione di Rai Tre, Cartabianca. Ai telespettatori non è passato inosservato il suo collegamento dalla Danimarca in cui Di Maio ha parlato di euro e Europa, ma qualcosa sembrava turbarlo. “Ogni tre parole era tutto un girare di collo e strizzare gli occhi, probabilmente per leggere cosa dire” scrive in una nota la deputata dem Alessia Rotta, che ipotizza: “Era aiutato da un ‘gobbo’ umano? Sarebbe interessante sapere se nello studio da cui interveniva vi fosse stata una ‘voce fuori scena’, qualcuno che gli passava dei cartelli informativi. E nel caso ciò fosse avvenuto, si trattava di qualche suo assistente o di qualcuno della Rai?”.

Stessi dubbi li ha sollevati anche Andrea Romano: “Di Maio – dice il deputato democratico – si agitava ed era tutto un allungare il collo, verso cosa? Verso un tablet? Dove magari vi era scritto Gallino, famoso sociologo, da lui trasformato nello ‘psicologo Gallini’ di cui non si hanno riscontri, almeno parlando di euro? In caso, qualcuno della sede Rai faceva da ‘suggeritore’? Al di là di una scena sospesa tra ‘Non è la Rai’ e ‘Il portaborse’, rimane che Di Maio parla di temi che non conosce, parla di euro e di Europa con la stessa disinvoltura con cui aveva fatto di Pinochet un dittatore venezuelano. Credibilità zero, pressapochismo massimo”.

In effetti Di Maio si lancia in una citazione colta ma sbaglia il protagonista confondendo il celebre sociologo Gallino con un meno noto psicologo Gallini. In studio lo correggono ma il collegamento esterno, come si sa, rende difficoltosa l’interazione tra ospiti.

I senatori del Pd ironizzano su Twitter. “Di Maio in collegamento con Carta Bianca si fa suggerire le risposte, peccato non sappia nemmeno chi sia Gallino, sociologo, non psicologo”, scrive Stefano Esposito. “Gallino, Gallini, sociologo, psicologo…- scrive Pamela Orrù – per Di Maio non fa differenza! Sa di non sapere, ha un suggeritore, ma non capisce i suggerimenti!”. “Di Maio – conclude Francesca Puglisi – non conosce l’importante sociologo compianto Gallino. Eppure aveva anche il suggeritore, la prossima volta telefonata da casa?”.

A chiudere le polemiche ci pensa il figlio del sociologo, Davide Gallino, che con un commento su un post di Facebook scrive: “Speriamo che mio padre, ovunque sia, si sia fatto una risata…”

(Da L’Unità)

[ Nota personale: Credo che la Berlinguer abbia intervistato, in pochissimi mesi, e ospitato nelle sue trasmissioni, Di Maio, decine e decine di volte. Per me la “pignatta” è colma! Basta, è diventata stucchevole. In ogni modo, anche in questa occasione, pur avendo un suggeritore, non capisce. Non c’era Grillo. Resta il dubbio su che cosa era andato a fare in Danimarca a spese nostre.]

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4 Risposte

  1. Continuate pure a denigrare ci aiutate a crescere nei sondaggi,grazie!

    1. E quando siete arrivati che miracoli farete?
      Che suggeritore seguirete?
      Quale scuola di italiano frequenterete per essere presentabili e non sbagliare i verbi?
      A chi sparete dei vostri? Degli altri lo sappiamo.
      Chi depurete come non degni?
      Strade, auostrade, scuole, edifici pubblici, case per tutti, redditti per tutti, bar aperti per festeggiare e alla fine chi paga?

      Ma alla fine, se non ve la caverete, sarà tutta colpa del Pd. La vostra ossessione.

  2. di Chiara Appendino, sindaca MoVimento 5 Stelle Torino

    La trasparenza è un nostro valore, forse il più importante.
    E il modo migliore per affermarlo è metterla in pratica: sul mio sito trovate il file con i dati di sintesi del bilancio della Città di Torino 2017 approvato dalla Giunta.
    Tornando brevemente nel merito sottolineo, come è stato fatto questa mattina in commissione, che le entrate totali di quest’anno sono inferiori di 90 milioni rispetto all’anno scorso.

    Se devi decidere dove recuperare 90 milioni, hai essenzialmente due possibilità: o gonfi le entrate o fai scelte di responsabilità.
    A chi, della precedente amministrazione, ci accusa di demagogia, rispondo che la demagogia è non affrontare i problemi per paura di perdere consenso. Quello che sta muovendo noi, invece, è senso di responsabilità.

    Entro marzo dovevamo definire i posti nido che potevamo mettere a disposizione dei torinesi e abbiamo scelto di mantenere tutto il sistema del welfare e dei servizi educativi e di tagliare temporaneamente circa 5 milioni alla cultura. Ma stiamo lavorando per trovare le risorse aggiuntive che ci permettano di evitare questa diminuzione.
    Ricordo che è il primo anno in cui il bilancio si approva a marzo, quindi abbiamo ancora qualche mese di margine.

    1. Ma che brava donna! A quando il monumento?

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