PARLARE INSIEME E PARLARE IN PUBBLICO

socrate1PARLARE INSIEME E PARLARE IN PUBBLICO

Io credevo che il riunirsi per parlare insieme e il parlare in pubblico fossero due cose diverse” (Socrate).

Il rischio infatti è proprio questo: che ogni dialogo venga prima di tutto vissuto come lo scontro su un palcoscenico, il cui fine non è il raggiungimento di una conclusione, e nemmeno una verita, ma soltanto la buona riuscita dello spettacolo, idealelmente il nostro trionfo a colpi di pollici alzati.

Sui social media, infatti, parliamo sempre in pubblico, almeno in potenza: la distinzione consigliata da Socrate va erodendosi, a favore di un’idea della parola performativa, fine a sé stessa.

Ma ci accorgiamo che quando parlamo in “pubblico”, desideriamo a tutti i costi avere ragione, anche su temi di cui non sappiamo nulla.

Coma mai?

Ci sono tante risposte possibili.

Perché avere ragione è confortante, è una forma di potere, ci fa sentire meglio.

Perché non vogliamo che la nostra visione del mondo sia compromessa.

Perché il mondo è diventato troppo complesso e c’è un istinto diffuso a vedere nell’altro un nemico e non un interlocutore.

E poi perché argomentare richiede umiltà e persino una certa fatica.

Infine, specie sui social media, abbiamo tutti fretta, e abbiamo tutti bisogno di certificare la nostra presenza online, in mezzo a un mare di opinioni ed emozioni differenti, passando da un fatto tragico a una divertente scemenza.

Questo difficilmente si sposa con una riflessione attenta, perché la riflessione richiede tempo, e più ancora, una disposizione comportamentale a gestire il nostro tempo nel modo giusto. Senza le scuse che possono essere accampate ad ogni momento. E comunque ci troviamo nella ingrata posizione che non parliamo mai insieme, ma sempre in pubblico. Condizione questa che altera il nostro modo di parlare. Ci sforziamo di stupire, di essere interessanti, di dire cose intelligenti, di essere superiore a chiunque e dimostriamo anche tutta la nostra superbia e arroganza attraverso la maleducazione e il linguaggio volgare.

 

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3 Risposte

  1. Una triste riflessione la tua che approvo in toto, forse è per questo che non amo molto FB, dove spesso e sovente per la fretta si clicca il “mi piace” ma non si dialoga nel vero senso della parola.
    Cosa che comunque sta succedendo anche qui su WordPress. Spesso dal lettore cliccano il “mi piace” ma ho come il presentimento che il post non venga letto. Mah oggi si usa così!
    Baciobacio

    1. Carissima
      è da qualche tempo che le persone, specie se impegnate in professioni del tipo comunicativo, non parlano in maniera normale, ma comiziano.
      Il dialogo, utile per comprendere, è abolito. Adesso c’è la volontà di chi parla di avere ragione a tutti i costi. E purtroppo capita che neppure in casa propria, nella famiglia, non ci si parli a dovere e con sincerità. Ci nascondiamo dietro il mutismo o esplodiamo in rabbia.
      Quando si parla come se si parlasse in pubblico e non insieme, non si è in grado di ascoltare le ragioni dell’altro, e da questo atteggiamento può dipendere anche il fallimento, non solo della politica, ma anche dei rapporti intimi.
      Mi dispiace per esempio che siano spariti tanti blog interessanti e belli da seguire, mi chiedo il motivo. Forse perché i commenti, tanti, non ci sono più? Se così fosse significherebbe che si scriveva per avere ascolti, pubblicità, o altro. Io credo invece che esprimersi anche attraverso questi bellissimi mezzi di cui disponiamo oggi, sia utile per se stessi. Non ci sono commenti? Non ha molta importanza, infatti chi scrive ha pensato e pensare arricchisce la mente.
      La mancanza del “parlare insieme” la si vede spettacolarmente oltre che sui blog, soprattutto su facebook. Sembra apparentemente un mezzo per parlarci, ma spesso è un mezzo solo per offendere.
      Tuttavia è progresso quello che stiamo vivendo e non avrei mai immaginato, quando andavo a scuola io, e scrivevo con l’inchiostro e calamaio, si arrivasse, così in fretta, a tanta tecnologia. E che sia comunque la benvenuta.
      Un esempio meraviglioso: mi onoro di avere amici come te. Sarebbe stato impossibile col calamaio.
      Un abbraccio. Spera

      1. Troppo gentile sei cara amica. E concordo sulla tua opinione di Facebook, infatti lo frequento poco proprio perchè non esiste il dialogo pacifico che piace a me.
        Baciobacio sempre ❤

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