LA NOTTE VA RICONOSCIUTA PER NOTTE

floresta-papel-de-parede-estrada-escura-na-152987LA NOTTE VA RICONOSCIUTA PER NOTTE

Pur non guardando al passato e senza stabilire alcun confronto col tempo di prima, e pur guardando in avanti verso il mattino, la sentinella è ben consapevole che la notte è notte.

Prescindendo da un disordine generale che investe tutta Europa, guardiamo solo all’Italia. Siamo di fronte a evidenti sintomi di decadenza generale.

Sul piano demografico, sulla scuola sempre più inadeguata a compensare un vuoto desolante, su una inappetenza di ideali e di valori. Ma contemporaneamente tendiamo a crescere gli appetiti di “cose” che materializzano l’uomo, ci “cosifichiamo” e ne diventiamo schiavi.

Questa è la notte, la notte delle persone, la notte che ci racchiude in un carcere senza serrature.

Siamo in una solitudine in cui ciascuno di noi ha perso il senso di essere al mondo insieme agli altri. La comunità si è frantumata in componenti sempre più piccoli, fino alla riduzione al singolo individuo.

E’ appunto su questo principio, per esempio, che l’ideologo della Lega fondò la sua “filosofia leghista”: i diritti sono solo degli individui, il diritto è solo individuale.

E perciò rispetto agli altri, non vi possono essere altro che “contratti”, in funzione dei rispettivi interessi e del reciproco scambio.

C’è chi coltiva l’illusione di rimedi facili o delle scorciatoie semplici per uscire dalla notte, senza ragionare sulle cause profonde della notte che stiamo vivendo, cause che hanno radici profonde.

Ma le risposte facili le soluzioni rapide portano inevitabilmente ad un becero populismo destinato a seppellire tutto ciò che di buono ha portato la democrazia nel nostro paese.

(Questo pensiero non è mio, ma è tratto da un piccolo libro scritto da una persona che ho avuto l’onore di conoscere, e che purtoppo è scomparsa qualche anno fa. Chissà se qualcuno riesce ad indovinare chi era, mi piacerebbe).

 

 

 

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2 Risposte

    1. Grazie, forse ci sei andata vicino. Il pensiero che ho qui riportato (e abbreviato moltissimo), è tratto da un capitolo del libretto che Giuseppe Dossetti scrisse in occasione della morte di Giuseppe Lazzati, uno studioso e docente di Letteratura Cristiana Antica, che fu fermamente convinto del compito speciale dei laici nella Chiesa e nella società.
      Morì per un tumore nel nel 1986 e nel 2013 papa Francesco lo ha dischiarato “venerabile”.
      Il libretto è intitolato: “Sentinella, quanto resta della notte?” (Un versetto tratto da Isaia 21,11).
      Insieme a Giorgio La Pira e a Giuseppe Lazzati, Giuseppe Dossetti formarono un trio particolare che sosteneva appunto la necessità dei laici cattolici in politica (Un grande è stato Aldo Moro).
      Conobbi Dossetti, quando già era diventato monaco della Comunità (prima a Monteveglio, poi a Monte Sole) e i suoi discorsi erano sempre avvincenti.
      http://www.dossetti.eu/1994-giuseppe-dossetti-sentinella-quanto-resta-della-notte/
      Un abbraccio, e un grazie particolare per averci provato. Non è da tutti. E poi perché mi sono resa conto che sono stata troppo misteriosa. Per te era sufficiente dire che a questa persona era stato intitolato un ospedale della provincia di Bologna.
      Spera.

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