IMPRESSIONI

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Siamo un popolo straccione e lamentoso, con una classe dirigente vecchia e fatiscente.

Un popolo straccione pronto a criticare, puntare il dito e semplificare.

Per quarant’anni abbiamo votato corrotti, affaristi, maneggioni di ogni tipo alimentando clientele mala politica, inciuci ed intrallazzi.

Trasversalmente, destra, sinistra e centro.

Siamo rivoluzionari da salotto, rivoluzionari da bar dello sport.

Sbraitiamo e ci erigiamo a paladini per poi mandare avanti sempre gli altri. Noi arriveremo con comodo.

Abbiamo cavalcato gli egoismi di un branco di coatti padani, siamo rimasti folgorati da un miliardario scaltro che ha trovato gloria e ricchezza sulla nostra idiozia, per poi disconoscerlo quasi fosse calato sulla terra da Marte e non uscito dalle urne votato da noi.

Non contenti, siamo stati folgorati da un spregiudicato procacciatore di affari e dal suo pregiudicato alter ego.

Tutti ad emozionarsi, applaudire a riempire le piazze tra cantanti riesumati e logore icone della sinistra radical chic in cerca di riciclaggio.

Eravamo tutti rivoluzionari, “honesti” e prodi.

La kasta ci faceva schifo, eravamo noi “I cittadini”, tra una forca di piazza ed il sommo tribunale degli imbecilli da tastiera.

La sinistra, quella dei puri e duri, era tutto uno sbrilluccicar di occhioni e sbatter di ciglia per poi accorgersi che l’oggetto dell’incanto era un movimento reazionario, populista e fascista.
Taluni devono ancora capirlo.

Ci siamo ritrovati quasi per caso con un governo, non il migliore del mondo, non esente da errori, ma che sicuramente ha tentato in ogni modo di dare uno scossone a questo paese e a tutti noi e, pur di affossarlo, abbiamo scelto ancora una volta l’odiata kasta.

Abbiamo salvato le chiappe a senatori, parassiti del Cnel e maneggioni d’ogni natura e specie.

Resuscitato inciuci e intrallazzi.

Li abbiamo visti brindare alla faccia di quel popolo che i romani, forse a ragione, chiamavano bue, godendo alla faccia nostra.

Ne avevano ben donde, avendo salvato scranno e portafoglio.

Siamo un manipolo di ottusi conservatori, a destra e forse ancor più a sinistra, dove alla realtà preferiamo il culto del mito.

Un popolo di straccioni ignoranti.

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