UN LUNEDI’ PIU’ NERO PER TUTTI

Un lunedì più nero per tutti

trump2Già cominciata la guerra all’Europa.

di Giuseppe Turani | 17/01/2017

Trump detesta talmente l’Europa che vuol rendere persino più difficile agli europei visitare la Trump Tower: infatti ha già promesso limitazioni all’entrata per i provenienti dal Vecchio Continente, turisti compresi. Ma, soprattutto, è sceso in guerra contro l’Europa nel suo insieme. Dice che è una costruzione artificiale, morta o moribonda, e che va fatta a pezzi.

Questa durezza è spiegabile con il fatto che il nuovo presidente americano è un uomo d’affari: e negli affari la prima regola consiste appunto nel cercare di sbarazzarsi dei concorrenti. Se l’Europa dovesse davvero affondare, l’America rimarrebbe l’unico grande mercato (e potenza) occidentale: un obiettivo troppo ghiotto per non provarci.

E’ singolare, però, che su 28 stati membri dell’Unione europea solo un premier, la signora Merkel, abbia avuto la forza di protestare. Certo, la Germania è il paese più  forte e di fatto è quello che domina il Vecchio Continente, ma tutti gli altri hanno scelto il silenzio. Prudenti, forse troppo.

Sono gli stessi, poi, che volentieri si lamentano per lo strapotere della Germania in Europa, fenomeno vero e grave. E che non aiuta. Va anche aggiunto subito, però, che la Repubblica Federale, oltre a essere il paese più grande, è l’unico che funzioni correttamente, grazie alle riforme fatte più di dieci anni fa e che, ad esempio, Italia e Francia si sognano.

Ma poiché il 16 gennaio era, per convenzione, il blue day, il giorno più triste dell’anno, non ci siamo fatti mancare niente. Dopo l’attacco di Trump all’Europa, ecco l’attacco dell’Europa all’Italia: i nostri conti non sarebbero a posto e servirebbe una patrimoniale di 4 miliardi. La risposta va data entro 15 giorni. Sarà un caso, ma anche Bruxelles si è risvegliata all’improvviso: colpita  al cuore da Trump, ha deciso di dare a sua volta un calcio e ha scelto l’Italia, naturalmente.

Ma a questo punto Berlino poteva stare solo a osservare? No. E infatti la Germania, con una procedura che non ha precedenti al mondo, ha chiesto a Bruxelles di intimare al governo italiano di far ritirare dalla Fca (ex Fiat) una serie di vetture, giudicate dai tedeschi troppo inquinanti. Proprio loro che hanno appena pagato 4 miliardi di dollari agli americani a causa delle “loro” vetture  inquinanti. Il nostro governo ha definito “irricevibile” la minaccia tedesca. Ma l’aria che si respira è davvero piuttosto pesante.

Infine, il Fondo monetario internazionale ha tagliato le stime della crescita italiana nel 2017 e nel 2018. Davvero, una triste giornata.

(Dal “Quotidiano nazionale” del 17 gennaio 2017)

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