UNO DEI TANTI MOTIVI PER UN SÌ

PERCHÉ UN SÌ

scheda-elettorale-senato

Parole di Luigino Di Maio, oggi, 19/11/2016: “con questa riforma costituzionale ci tolgono la possibilità di scegliere i senatori”.

Se si dice “ci tolgono”, vuol dire che qualcuno toglie una cosa che adesso c’è.

Ebbene. Ecco, in immagine, la scheda elettorale con cui si è votato fino ad ora, per eleggere i senatori.

Dov’è che si potevano scegliere i senatori?

Spero che la gente si ricordi la scheda gialla del Senato su cui ha votato alle ultime elezioni politiche, nel 2013.

Come si può vedere, su quella scheda, c’erano solo i simboli di partito. Né un rigo su cui esprimere una preferenza, né un nome prestampato. Nulla di nulla.

Il Senato infatti, fino al 2013, è stato votato col porcellum, la legge che ha abolito preferenze e collegi uninominali, ideata da quel leghista di Calderoli, quello stesso che ha presentato 4 milioni di emendamenti alla riforma e proprio sul Senato. Quel Calderoli che adesso, con la Lega, vota no.

Con la riforma, si manderanno al Senato consiglieri regionali eletti con le preferenze, infatti alle regionali si può mettere la preferenza, e sindaci eletti con preferenze. In più, l’articolo 2 della riforma, dice che sarà data agli elettori una possibilità di indicare quali, tra i consiglieri regionali che hanno eletto, vadano a fare il senatore. Quindi con la riforma si potrà scegliere chi mandare in Senato e pertanto in che modo la riforma toglie il diritto di eleggere i senatori ?

Si dirà, occorre la predisposizione di una “nuova” scheda elettorale, per il Senato, che resterà comunque votabile solo per chi ha compiuto 25 anni, e quindi saranno esclusi i giovani dai 18 anni ai 24 anni e 394 giorni. Su queste nuove schede dovranno esserci liste di nomi oppure dei righi su cui scrivere qualche nome.

Ma tutto questo dipende da una successiva legge elettorale apposita.

Ne consegue che, se vince il no, tutto non rimane come prima. Per quanto riguarda l’elezione dei senatori, sarà possibile solo attraverso il cosiddetto consultellum (proporzionale puro, in vigore in seguito alla sentenza delle Corte Costituzionale del Gennaio 2014), con una legge elettorale, tra l’altro, “uscita” da una sentenza della Corte  Costituzionale, da un organo dello Stato, ma certamente non dai deputati, né dai senatori attuali e tanto meno dal governo!

Il mio parere, per quel che vale,  è che legge elettorale e riforma costituzionale siano legate. Si aggiunge così incertezza ad incertezza. La legge elettorale approvata ed in vigore dal luglio 2016, non si adatta alla mancata riforma costituzionale, per il fatto che vale solo per la Camera dei deputati.

Si dovrà procedere, come già detto, ad una legge elettorale nuova.  Ma gli attuali senatori, divisi in decine di rivoli, si metteranno d’accordo, o qualcuno, il nuovo governo ad esempio, certo non Renzi, rimetterà la fiducia per l’approvazione?

E quale governo, considerato che sicuramente Renzi non rimane, se vince il no, il destino ci riserva? Un Governo tecnico (che brutta parola)? Un Governo invernale della durata limitata, o natalizio? Un Governo di scopo da affidare a chi? Un governo a presidenza Bersani ed un codazzo di grillini? E Mattarella si fiderà di queste persone?

A nessuno di questi pasticci, Renzi è diposto a prestarsi.

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