LA SALUTE DELLA DEMOCRAZIA

LA SALUTE DELLA DEMOCRAZIA

scuola-ateneLa salute della democrazia è strettamente legata all’impegno dei cittadini nel prendere parte attiva alla vita politica e vigilare sui propri rappresentanti.

“Per democrazia – scriveva Karl Popper (*) – non intendo affatto qualcosa di vago come il governo del popolo o il governo della maggioranza, ma un insieme di istituzioni che permettono il controllo pubblico dei governanti e il loro licenziamento da parte dei governati e che consentono ai governati di ottenere riforme senza ricorrere alla violenza. La democrazia consiste nel mettere sotto controllo il potere pubblico. In una democrazia non ci dovrebbe essere alcun potere politico incontrollato”.

Affinché questo ideale di democrazia si realizzi davvero, però, affinché la democrazia non si riduca al solo momento delle elezioni libere, corrette e aperte a tutti, c’è un presupposto su cui non si riflette mai abbastanza: la cura delle parole.

Quando i progetti politici diventano slogan pubblicitari, quando metafore diventano strumenti manipolatori, le parole perdono precisione e senso. Perdono dunque la loro fondamentale funzione di strumenti dell’intelligenza critica.

La parola confusa è un ostacolo per la libera circolazione delle idee. Il pericolo, molto concreto oggi, è che la pseudo-discussione politica costituisca un simulacro di democrazia, in cui ciascuno possa impunemente contraddirsi e affermare il falso.

Quando le parole diventano vaghe, o peggio diventano insulti immotivati, quando smarriscono il loro legame con i propri significati, viene meno la possibilità di controllare chi comanda.

La democrazia lascia così il posto alla demagogia, con il pericolo di derive plebiscitarie, per le quali ai cittadini non spetta altro che ascoltare le discutibili performance televisive dei politici-attori, pronunciare sì o no al referendum, scegliere se votare o meno alle tornate elettorali.

Il parlare a vanvera, impreciso, è una malattia del nostro tempo, malattia potenziata dai mezzi di comunicazione di massa e perdita progressiva dell’aderenza delle parole ai concetti e alle cose.

Ciascuno di noi oggi dovrebbe prestare una cura disciplinata della parola, non solo nell’esercizio corretto della lingua, ma ancor più quando parliamo liberamente, anche perché solo le parole che rispettano i concetti, le cose e i fatti, possono rispettare la verità.

Dovere dei cittadini è vigilare che ogni affermazione del dibattito pubblico sia verificabile.

(*) Karl Popper: https://it.wikipedia.org/wiki/Karl_Popper

Immagine: La scuola di Atene – Raffaello Sanzio – Stanze vaticane – https://www.youtube.com/watch?v=_jV7sW3y1kU.

Ascoltare la descrizione della stupenda scena dipinta da Raffaello, è bellissimo. C’è sempre da imparare.

 

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