CRITICHE E RISPOSTE SULLA RIFORMA (nona parte)

CRITICHE E RISPOSTE SULLA RIFORMA COSTITUZIONALE (nona parte)

Critiche di merito in ordine a scelte specifiche contenute nel testo

Critica: – Il nuovo Senato conterà troppo. Le competenze legislative del nuovo Senato sono eccessive.

Risposta: – Forse un po’ troppe. Effettivamente chi dice che non tutta la legislazione costituzionale avrebbe dovuto restare perfettamente bicamerale, ha buoni argomenti. Poteva limitarsi alla disciplina del Senato stesso e del Titolo V. I riformatori hanno dovuto fare i conti con resistenze significative, del resto confermate da chi avanza la critica opposta: occorreva rafforzare la competenza legislativa del Senato.

 

Critica: – I procedimenti legislativi previsti sono troppi e troppo complessi. Si creeranno conflitti.

Risposta: – Passare da un sistema in cui il procedimento legislativo è uno solo e identico in due camere gemelle (se non per elettorato e composizione) a un sistema nel quale la competenza legislativa è per tipi distinti e differenziati costituisce una relativa complicazione. Per esempio impone di stare attenti agli emendamenti eterogenei rispetto alla materia prevista dal testo iniziale (vietati). Ma così è in altri ordinamenti. Il testo iniziale del governo prevedeva un meccanismo più semplice (poi modificato in Parlamento). Ci vorrà una fase di apprendimento, e l’uso di una dote che a volte fa difetto: buon senso. Su tale base non si vedono problemi dopo un po’ di rodaggio (*)

(*) Molti critici, un po’ a pappagallo, ripetono la favoletta secondo la quale la riforma prevederebbe un procedimento legislativo eccezionalmente complicato. E mettono a raffronto l’attuale art. 70 con quello riformato (e con i successivi che si occupano appunto di disciplinare la produzione legislativa, statale e regionale). Ma ciò è inevitabile negli ordinamenti in cui si tratta di individuare competenze diverse fra una Camera e l’altra, fra Stato ed enti sub-nazionali. Facciamo l’esempio della Germania: se si mettono a raffronto gli articoli sulla competenza e sul processo legislativo in Germania e in Italia, si vede che la Costituzione della Repubblica federale tedesca (artt. 70-82) vi dedica esattamente 3178 parole per quasi 20.000 byte (versione inglese), quella della riforma italiana (artt. 71-74 e 117) vi dedica 1826 parole per quasi 13.000 byte.

 

Critica: – L’art. 80 è concepito in modo da tagliar fuori il Senato in alcuni casi.

Risposta: – Questione tecnica, non rilevante. Le ratifiche dei trattati internazionali sono di competenza della sola Camera. Siccome in genere sono votate insieme alle norme interne che vi danno esecuzione, queste potrebbero, pur toccando materie altrimenti affidate alla legge bicamerale, saltare il Senato. Se ne potrà riparlare.

(Fonte: “Aggiornare la Costituzione” di Guido Crainz e Carlo Fusaro)

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: