CRITICHE E RISPOSTE SULLA RIFORMA (ottava parte)

CRITICHE E RISPOSTE SULLA RIFORMA COSTITUZIONALE (ottava parte)

Critiche di merito in ordine a scelte specifiche contenute nel testo

Critica: – Occorreva cambiare nome al Senato della Repubblica.

Risposta: – Infatti, nella proposta del governo era chiamato “Senato delle autonomie”, ma il Senato attuale ha voluto ripristinare il nome del 1948. L’osservazione è giusta, ma la cosa in sé non può considerarsi grave.

 

Critica: – I senatori consiglieri saranno del “nominati”, andavano direttamente eletti.

Risposta: – Prima di tutto non saranno affatto dei cosiddetti nominati: visto che devono essere sindaci o consiglieri regionali, tutte persone già elette per definizione, salvo errore. In ogni caso di elezione in senso giuridico si tratta (nomina è quella dei cinque giudici della Corte da parte del presidente, per esempio). In secondo luogo, è decisivo che siano eletti indirettamente: (a) per evitare che abbiano troppo forte legittimazione propria: devono tutelare gli interessi dell’istituzione; (b) per ridurre il rischio di riprodurre caratteri del vecchio Senato, a partire dai gruppi partitici. In terzo luogo, l’emendamento approvato dal Senato prevede una qualche forma di collegamento col voto popolare (per il Consiglio regionale). Ovviamente il problema per presidenti e sindaci non si può nemmeno porre.

 

Critica: – Il doppio lavoro (Senato-Consiglio o Comune) impedirà ai senatori di incidere.

Risposta: – Questa osservazione nasce dalla incapacità di immaginare per il Senato ruolo e modalità di funzionamento diversi da quelli attuali. I lavori dei 21 Consigli, dei Comuni con sindaco senatore e del Senato andranno coordinati. E’ chiaro che il Senato non sarà un organo riunito in permanenza come le camere attuali. Ci si può immaginare una settimana di lavoro istruttorio e una di votazioni; il resto in Regione o Comune. Ci si può immaginare modalità operative attraverso collaboratori. Si pensi che il Bundesrat tedesco (che rappresenta i Lander), si riunisce e vota un giorno al mese! Starà poi ai regolamenti prevedere eventuali incompatibilità fra impegnativi, incarichi regionali e impegnativi e incarichi nel Senato (per esempio il presidente della Regione o il sindaco eletti senatori non saranno presidenti del Senato o di una Commissione).

 

Critica: Ingiustificato che solo i deputati abbiano l’indennità parlamentare.

Risposta: – Al di là di qualsiasi riferimento ai costi della politica, i nuovi senatori (consiglieri o sindaci) vanno a esercitare funzioni di rappresentanza territoriale, ed esercitano un altro e non meno importante, mandato, per il quale percepiscono la loro indennità. Non sono senatori che fanno anche il consigliere regionale o il sindaco, ma sindaci e consiglieri regionali che fanno anche il senatore. Sono prima consiglieri e sindaci, poi senatori. Perciò sono pagati dall’ente che rappresentano. Il risparmio in sé e modestissimo: il senso politico-istituzionale rilevante. E poi, non ci sarà da gridare allo scandalo se avranno documentati rimborsi (viaggi, soggiorni a Roma, assistenti): si vedrà se a carico del bilancio del Comune o della Regione, o ripartito. Spiccioli ben spesi in ogni caso.

 

Critica: – Ingiustificata l’estensione dell’immunità ai nuovi senatori.

Risposta: – E perché? Non sono comunque membri del Parlamento con funzioni rilevanti, anche se le opinioni divergono su questa rilevanza? Non è un’estensione. Sarebbe stato, invece, non prevederlo, un’esclusione immotivata. L’argomento impiegato è particolarmente offensivo e denigratorio: si dice che si rischia di trasformare il Senato “in un refugium peccatorum”, quasi che i consiglieri regionali fossero per definizione dei banditi. Inoltre molti cittadini non sanno cosa si intende in questo caso per “immunità”: la necessità dell’autorizzazione a procedere contro membri del Parlamento è stata abolita nel 1993; quindi l’unica guarentigia di cui godono i parlamentari è, appunto, l’immunità dall’arresto (che però non c’è in caso di esecuzione di sentenza passata in giudicato, né in caso di flagranza di reato per casi in cui il codice prevede l’arresto obbligatorio) e da perquisizioni e intercettazioni. Tutto qui. La magistratura procederà senza problemi, certo, con qualche limite alle indagini, giustificato dalla funzione parlamentare; ma vogliamo davvero esporre i senatori, e perché non anche i deputati, alle iniziative restrittive di qualsiasi procuratore? Pretenderlo è giustizialismo.

 

Critica: – Si sarebbe dovuto prevedere che nel nuovo Senato si votasse “per delegazione”.

Risposta: – Questo è il modello tedesco Bundesrat. E’ stata fatta una scelta diversa. Anche se non facile. Però, un’evoluzione del genere, almeno in parte, dovrebbe essere non impossibile col tempo.

(Fonte: “Aggiornare la Costituzione” di Guido Crainz e Carlo Fusaro)

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