CRITICHE E RISPOSTE SULLA RIFORMA (prima parte)

CRITICHE E RISPOSTE SULLA RIFORMA COSTITUZIONALE (prima parte)

Critiche a prescindere o a monte.

Critica: – La Costituzione più bella del mondo…non si tocca.

Risposta: – Basta crederci. Seriamente parlando è una buona Costituzione quella del ’48, ma se continua ad andare benissimo nella prima parte (articoli fino al 54) non va affatto bene nella seconda (dal 55 in poi). Lì non è affatto la più bella del mondo. Ha molti e seri difetti. Lo stesso Benigni, che poi si è pronunciato per il “Sì”, inventore della formula della “Costituzione più bella del mondo” si è sempre riferito ai 12 articoli del Principi fondamentali, d’altra parte i partigiani lottarono per il pluralismo e la libertà, per quei valori e principi, non per un tipo di bicameralismo o per l’altro.

Critica. – L’art. 118 che regola la revisione costituzionale non ammette revisioni di intere parti del testo, ma solo revisioni “puntuali”.

Risposta: – Questa è un’opinione come un’altra non sta scritto da nessuna parte e quasi tutti (non tutti certo) gli studiosi la pensano diversamente. Così devono averla pensata i riformatori del 2001 e del 2006 e anche i Parlamenti che hanno istituito apposite commissioni per riforme organiche della Costituzione nel 1983, 1992 e 1997.

Critica: – La riforma è illegittima perché varata da un Parlamento eletto sulla base di una legge elettorale dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale (sent. 1/2014) proprio in relazione alla composizione, determinata anche dal premio.

Risposta: – Dal punto di vista strettamente giuridico i costituzionalisti discutono ancora sugli effetti di quella sentenza. E’ un fatto però che proprio in quel testo la Corte ha espressamente scritto che l’illegittimità della legge Calderoli della XVII legislatura non travolgeva la legittimazione giuridica (non politica) delle Camere della XVII legislatura. De resto, se così fosse stato, si sarebbe dovuto sciogliere le Camere e fare elezioni sulla base di una legge elettorale scritta dalla Corte, con la certezza di una ulteriore paralisi istituzionale. E poi: che ne sarebbe stato delle leggi varate negli anni dal 2006 in poi? Su questo hanno concordato la stragrande maggioranza delle forze parlamentari, nonché due presidenti della Repubblica, quello allora in carica Giorgio Napolitano, che ha anzi spinto energicamente verso queste riforme e quello che gli è succeduto Sergio Mattarella. La gran parte dei costituzionalisti la pensa come loro.

(Fonte: “Aggiornare la Costituzione” di Guido Crainz e Carlo Fusaro)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: