INIZIO DI AUTUNNO TEMPO DI FICHI

IL FICO, CURIOSITA’ E RIMEDI

ficoIl fico e la vite sono due nostri amici casalinghi in campagna, ombreggiano quasi tutti i cascinali e nelle città di provincia recano la dolcezza dei loro frutti e la verde allegria del loro fogliame a tanti cortili.

Vecchie piante, il fico e la vite. Piante che da secoli e secoli vivono a stretto contatto con noi. Piante tenaci, dalle salde radici che non temono i venti e piante anche, specie il fico, molto longeve. Tanto longeve che ai piedi del Palatino un fico verdeggiò per più di mille anni.

Longevo e sacro.

Un tempo verdeggiava soltanto sulle più alte cime dell’Olimpo, i suoi frutti dolcissimi erano cibo riservato agli dei, ma quando Cerere, la dea delle messi, nel suo affannoso girare per terre, in cerca della figlia Proserpina, trovò buona ospitalità presso un vecchio agricoltore dell’Attica, fece dono alla casa ospitale di un fico, da allora e dall’Attica l’albero, in breve, si è sparso in tutte le regioni calde o temperate. Prima fra tutte nella vicina Sicilia che, dal frutto, ebbe addirittura il nome. Syko (σύκο), in greco, significa e suona: fico.

ficofoglieAlbero strano, il fico. Rami bianchicci e ritorti, foglie larghe dalla forma di mani con le cinque dita spalancate. Frutti che sono, ciascuno, dapprima un’accolta di innumerevoli piccoli fiori nascosti nel chiuso di una spessa membrana per fecondarsi l’un con l’altro e poi un’accolta di piccolissimi frutti ricchissimi di zucchero e di semi sferici e minuti. Albero, infine, pieno di lattice bianco che imbeve tronco, rami, foglie, e persino il peduncolo dei frutti, un lattice acre, bruciante, amaro.

Il frutto, invece, è talmente ricco di zuccheri da contenerne persino il 63 per cento del proprio peso. La rara abbondanza di tale elemento rende il fico molto nutriente e ingrassante, e anche eminentemente energetico.

Ma il fico ha anche doti medicinali. È, anzi, fra i primissimi alberi ai quali l’umanità è ricorsa in cerca di salute e col quale ha fatto blandi medicamenti che, per secoli, sono stati usati con vantaggio. Il cataplasma con fichi secchi, con il quale Isaia curava certe forme infiammatorie e purulente della pelle, ha continuato, infatti, a venire usato, e, anche secoli dopo, la vecchia Scuola Salernitana insegnava che “scrofa, tumor, glandes, ficus cataplasmate cedent” (al cataplasma di fichi cedono scrofole, tumori e ghiandole). Fino ad alcune decine di anni fa, lo stesso cataplasma, sempre immutato, era ancora registrato nella farmacopea francese.

Secondo i suggerimenti di Aristotele, col lattice del fico (che è un fermento diastasato che fa anche cagliare il latte), si è sempre cercato di far sparire porri, lentiggini e macchie della pelle. Con decotto caldo di fichi (10 g in 250 di latte) di curare raucedine e catarro dei bronchi e della vescica. Infine il fico entrava nella ricetta del famoso sciroppo emolliente composto di quattro frutti zuccherini: dattero, giuggiolo, fico secco e uva passa.

Di fichi secchi triti misti a senape e farina gialla, impastati con vino bianco e grappa, è infatti composta la misteriosa ma …. miracolosa polentina che fino ad alcune decine di anni fa si usava anche nelle cliniche specializzate. Si applica sul lungo decorso del nervo per far sparire di colpo le sciatiche reumatiche ribelli a ogni altra cura. Ecco la ricetta, pubblicata nel numero del luglio 1937 de “Quaderni di Medicina”:“Fichi secchi finemente frantumati 300 g, senape (farina) 300 g, farina gialla di granoturco 150 g, grappa fine di vinaccia 1/5 di litro, vino bianco ½ di litro. Fa la polentina, stendila su tutta la parte dolente, ma prima di applicare questo portentoso rimedio, bagna abbondantemente con etere la parte malata, e con etere bagna anche l’impiastro. Attenzione! Dopo circa un’ora da che il paziente sopporta l’impiastro, i dolori si fanno assai forti, addirittura, per molti, intollerabili. La polentina dovrai toglierla dopo quattro ore e non troverai mai né bolle, né escare, né piaghe.”

Questa ricetta, contro le sciatiche è un po’ curiosa, ma forse era l’etere a fare da anestetico.

[Nota: Fico. Da non confondere con un personaggio politico, Presidente della Commissione di Vigilanza Rai, e nemmeno con la nuova struttura bolognese F.I.CO (Fabbrica Italiana Contadina) dedicata al cibo, costruita all’interno del Mercato Ortofrutticolo]

 

 

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