LO SPIONE DE DOPOGUERRA: LUIGI CAVALLO

LO SPIONE DEL DOPOGUERRA

Parlo di Luigi Cavallo, morto a Beziers, in Francia, a 85 anni. Infiltratosi durante la Resistenza nelle file del PCI. Nel primissimo dopoguerra, ha lavorato nella Unità torinese.

Abbandonò il PCI da sinistra e lo si ritrova al soldo di Valletta alla Fiat e sodale del Conte Edgardo Sogno e delle sue ambigue organizzazioni di destra.

E fu proprio il Conte Sogno, in una intervista ad un giovane Aldo Cazzullo, a raccontarci la teoria di questo poliedrico spione.

Diceva questo Cavallo che, per combattere il PCI e demoralizzare i suoi militanti, in una sorta di vera guerriglia psicologica, era completamente inutile attaccarlo sull’antipatriottismo e sui suoi legami con l’URSS. Questi argomenti non facevano presa nella base comunista. Bisognava invece usare, contro il Pci e contro soprattutto i dirigenti di fabbrica, argomenti di estrema sinistra, criticare il PCI elencando i suoi tradimenti ed insinuando anche sulla moralità di chi in fabbrica si batteva per i lavoratori.

Ed infatti, nel periodo in cui Cavallo fu operativo a Torino, si diede da fare a creare gruppi e gruppetti di estrema sinistra e soprattutto a diffondere giornalini e volantini che mettessero in evidenza i tradimenti dei comunisti.

I suoi metodi fanno scuola.

Alcuni militanti del Pd, mi hanno richiamato alla memoria le teorie del grande spione Luigi Cavallo, vissuto nel secondo dopoguerra.

E’ evidente che l’obiettivo non è  demonizzare il partito, per carità, ci sono dentro e ci vivono comodamente, ma è quello di gettare nel panico i sostenitori del segretario PD, Matteo Renzi.

E questo succede ogni giorno che passa.

Questi personaggi, non tanti, ma sono sufficienti pochi, sanno bene che la grande maggioranza dei sostenitori del PD è molto sensibile ad alcuni temi, hanno visto morire molti segretari e bruciarne altri validissimi.

L’insistere su questi temi, mi sembra, una cosa sfacciata e maniacale. E trovo che il paragone con Luigi cavallo, lo spione che voleva indebolire il PCI, da militante interno, ci stia tutto.

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3 Risposte

  1. A me sto Luigi Cavallo sembra proprio il ritratto di Renzi che di sinistra non ha proprio nulla e pare l’abbia distrutta definitivamente.

    1. Non credo proprio che Renzi sia di destra.
      Renzi non è mai stato del Partito comunista e nemmeno socialista. E’ nel Pd, perché questo partito si è formato, nel 2007, dall’unione della Dc e del Pci, nonchè degli altri partiti minori come il repubblicano. Lui proviene dalla Dc, come altri, tipo Franceschini, Gentiloni, Bindi eccetera. Ma è sicuramente di sinistra, quella sinistra che sognava anche Berlinguer con il suo “compromesso storico”, perchè aveva capito che senza una parte del centro non avrebbe mai governato. D’altra parte Ochetto cambiò anche il nome del Pci, dopo il 1989. Alcuni personaggi, presenti nel Pd anche oggi, pensano di continuare con la stessa politica del Pci, mentre altri si sono dimostrati subito insofferenti e se ne andarono. Si ricorderà Bertinotti. Quelli che sono ancora nel Pd, però, continuano a sognare il Pci, a lavorare come Pci, scordandosi della parte democristiana del partito. Quindi il Pd non è la casa di Bersani, o la sua ditta, come lui crede, ma un coinquilino.
      Fu una fusione a freddo, e ognuno doveva lasciare a casa qualcosa, per poter convivere, ma alcuni, penso a Cuperlo, Bersani, ed altri, non riescono a rassegnarsi.
      La sinistra, quella del 1900, quella di Marx, o di Antonio Gramsci, può essere un ideale, ma non sarà mai vincente in questo paese. E Renzi, per quello che fa, è un uomo di sinistra, più di D’Alema, per esempio. D’Alema faceva gli accordi con la compagnia di Berlusconi, a cena con le crostate, ha regalato a Berlusconi le frequenze per le sue tv, gratuitamente. Cosa che Renzi non avrebbe mai fatto.
      Infatti, quando c’è stata l’elezione a presidente della Repubblica di Mattarella, non ne ha più voluto sapere di Berlusconi, togliendo a quella destra molte forze, tanto che la sua percentuale di consensi è appena sopra al 10%. Renzi, si trova a dover governare con un governo di intese con altre forze, perché il Pd, in tutte le elezioni, messo com’è, non ha mai vinto con margini sicuri. Addirittura nel 2013, perse o quasi.
      La cosa più antipatica è che la vecchia classe dirigente del Pci, non ha mai capito che il Pd, non è solo il Pci. Per questo mette sempre il bastone tra le ruote. Sarebbe bene che si staccasse e fondasse l’ennesimo partitino di sinistra. Sarebbe in buona compagnia, anche se con una percentuare di consensi verso il 2-3%.
      Il Pd, pertanto non è la casa di Bersani, Cuperlo e pochi altri, e nemmeno la sua ditta, ma è un partito e quindi la casa di molti altri che non sono mai stati comunisti.
      E quella parte comunista che continuamente denigra il Pd, e il suo segretario, pur standoci dentro, è l’ennesima dimostrazione di un “Cavallo” che vuole distruggere il Pd dall’interno.

  2. Ecco chi è, oggi, l’Erede di Luigi Cavallo:

    La Annunziata sembra tornata ai tempi della sua giovinezza.

    Per la Annunziata erano i tempi in cui, come lei stessa ha raccontato con linguaggio epico e senza mai chiedere scusa, all’Università di Roma tirava i sampietrini contro Luciano Lama e gli operai del Pci.

    Ma in verità la Annunziata (che fa quella di sinistra ma è stata anche la Direttrice responsabile di una rivista del gruppo Bilderberg) appare sempre più la vera erede di quel Luigi Cavallo (collaboratore di Edgardo Sogno ed un tempo infiltrato a sinistra) che teorizzava che il modo migliore di sconfiggere le sinistre era quello di insinuare il tradimento dei loro capi, il loro imborghesimento.

    Ed è quello che fa quotidianamente la Annunziata, con i suoi piccoli sicari Mauro e De Angelis e sempre più spesso scrivendo lei direttamente. Come oggi che scrive un articolo al vetriolo contro Renzi accusandolo di aver spostato a destra l’asse del PD.

    E fa degli esempi che non dimostrano nulla (semmai dimostrano il contrario) e che anzi denotano l’infantilismo politico e la prevenzione della sedicente giornalista.

    Il primo esempio riguarda le posizioni di Renzi sull’Europa dove scrive:

    “Un altro tema che ha preso lentamente a scivolare verso destra è il rapporto con l’Europa. Mentre il governo continua a mantenere una parvenza di rispetto nei confronti delle regole europee, nel suo ultimo libro Renzi guida la rivolta contro quegli stessi criteri che il governo dice di voler difendere. Facendone una battaglia politica pubblica e stentorea – fino ad arrivare all’ormai nota proposta di mantenere il rapporto tra deficit e Pil al 2,9% – e renderla un pezzo importante della futura piattaforma elettorale”.

    Quindi per la Annunziata è di destra voler cambiare il Fiscal compact e sostituire alle politiche di austerità delle politiche per la crescita. Sono quindi di destra Fitoussi, Amartya Sen e Stiglitz che hanno sempre apprezzato questo atteggiamento non nuovo di Matteo Renzi. Ed era di destra Barak Obama che sosteneva Renzi in questa sua battaglia. C’è da trasecolare.

    Il secondo esempio riguarda i migranti su cui scrive:

    “Sull’immigrazione, con l’azione di Minniti – che, paradossalmente, punisce soprattutto le Ong – e le dichiarazioni contenute in “Avanti”, in cui si parla di “aiutare i migranti a casa loro”, il centrosinistra si sposta su un terreno tradizionalmente leghista, adottato in seguito anche dal Movimento 5 Stelle.”

    E qui siamo alla deformazione totale della realtà. Dimenticando che il governo italiano è l’unico in Europa che si sta facendo carico di un dramma e di una migrazione epocale, dimenticando che il governo italiano in questi anni ha salvato migliaia di vite umane, dimenticando che il governo italiano ha aumentato i fondi per la cooperazione internazionale ed ha presentato in UE un Migration compact che prevede se approvato un vero piano Marshall per l’Africa, dimenticando che il governo italiano tiene duro sullo Ius soli e soprattutto facendo finta di non capire che quell’aiutiamoli a casa loro era ed è una provocazione alla destra che ha tagliato quando era al governo i fondi della cooperazione internazionale.

    Un altro esempio su cui la Annunziata dà il meglio di sé a dimostrazione della sua capacità manipolativa della realtà è la gestione della crisi bancaria su cui ha scritto:

    “Su questo versante il governo ha fatto quello che l’Unione ha chiesto. Ma il modo in cui il processo è stato gestito – a partire da Banca Etruria e il giglio magico – ha alimentato la sensazione popolare, sempre più vasta, che gli interventi di salvataggio siano in fondo serviti soltanto a chi le banche le aveva o le dirigeva. Senza minimamente sanzionare o punire chi colpa ha avuto in quei fallimenti. In questo caso la piattaforma del Pd ha seguito quella del governo”

    A parte la retorica allusione a Banca Etruria ed al giglio magico su cui non esistono indagini o processi in atto (è solo una retorica senza fondamento alcuno) non si capisce quale è il rimprovero che si addebita ad un governo che ha evitato la rovina per migliaia e migliaia di clienti delle banche che rischiavano la bancarotta. E comunque, a parte il fatto che i responsabili sono stati puniti e che la magistratura ha inviato molti avvisi di garanzie (tra cui non c’è il padre della Boschi), sarà in ogni caso la magistratura e non un tribunale politico a giudicare chi ha sbagliato.

    Ma anche la politica farà la sua parte e la commissione di inchiesta sul sistema bancario voluta da Renzi sta lì a dimostrarlo.

    Nel suo articolo al fulmicotone contro Renzi la Annunziata fa finta di non sapere tutto questo e, ligia agli insegnamenti di Luigi Cavallo, scrive che il PD e Renzi stanno sbandando tutto a destra.

    Non ci sono più parole per descrivere la protervia di certi ex potenti come la Annunziata che ormai arrivano a mettere sotto i piedi qualsiasi verità.

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