FASCISMO CAFONE

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La democratura  grillina continua, a passi sempre più larghi, con tutti gli stereotipi del fascismo peggiore, quello che non tollera il pensiero libero e molteplice della democrazia, ma stritola i cittadini nel cimitero di un pensiero comune, dove gli uomini devono essere robot allineati.

Ogni devianza dai comandi del Capo viene bollata come eretica, mentre i fascistelli più sguaiati riversano tutto il loro veleno e le loro invettive alle menti libere, che curerebbero volentieri a suon di manganello e olio di ricino come sotto il Duce, in un ritorno lugubre delle pagine più nere della nostra storia.

Non pago di avere  molti media, una intera Tv e giornali allineati, che ormai sfornano solo cavolate ai comandi del capo unico Grillo (con socio, la “Casalecchio associati” in sottofondo o viceversa), ora il m5s è terrificato dal referendum, per cui o con epurazioni o con intimidazioni o con troll addestrati all’insulto e alla minaccia o con altri metodi squadristi di infimo livello, forza al NO il Paese come un forsennato.

Ovviamente straparlano a tutto spiano. Questo Parlamento, che loro definiscono illegittimo, delegittimandosi da soli, come se, con i suoi yesman a servizio del Capo unico, significassero qualcosa di diverso da un nucleo di manipoli, diventati ormai una setta, fascistelli senza colore, che non rappresentano il popolo o i cittadini, come sostengono ogni minuto, ma solo la parte peggiore di loro stessi.

L’epurazione è, in effetti, una commedia tragicomica, si muove come un cane che ha la rabbia, in qua e in là. Vengono bollate le impresentabili, se troppo grasse, sospesi, coloro che pensano di testa loro, difesi quelli che lasciano i paesi nella sporcizia.

Nelle dittature alla grillina, nessuno ride. Solo il Capo ride, anzi ghigna, ma la sua involontaria stupidità è così grottesca che fa digrignare i denti.

Da loro fanno carriera soltanto chi si prostra davanti a Grillo o alla Casaleggio associati (non fa differenza) e stravolgono il senso di qualsiasi democrazia, con una cortigianeria che farebbe arrossire prostituti e prostitute. Insomma si salvano solo le “signorine Coccodè” che cantano quando il Grillo ha fatto l’uovo.

L’Italia è diventata anche questo, un obbrobrio politico ed un coacervo di insulti, menzogne, stravolgimenti della realtà.

Può darsi che in Occidente il grande nemico da combattere sia l’Isis, ma in Italia deve tremare chi si mette contro il m5s. Devono morire tutti quelli del Pd, stracciare la tessera e mai portarla con sé, qualcuno potrebbe notarla. La profezia della morte del Pd, la leggiamo tutti i giorni social, giornali, e sentiamo Tv e telegiornali,  quegli stessi che diffondono la peste grillina.

Presto la santificazione di Grillo e soci.

Con un manichino a capo di un Governo, che trottolerà a vuoto, con l’auricolare, per non perdere la linea su cui è obbligato a camminare e il capo in testa del movimento grillino, tenutario feudale del simbolo, per tenere il cordone degli incassi.

Parlare contro i proclami di una divinità non è lecito, è eretico.

L’eterna tara italiana mai morta, che da sempre ha sostenuto le dittature, trovano nella loro forza bruta la massima proiezione delle proprie deficienze.

Il grillismo, come tutte le dittature, è una eiezione che non è destra né di sinistra. Sono amorfi come un corpo viscido.  Ma che altro è, il loro, se non un asservimento cieco e triviale a un Capo assoluto?

Indifferente a tutto, lo spregiudicato e condannato, non tollera altro.

Le dittature sono serissime, per questo non tollerano che si rida di loro.
Niente battute sui grillini, niente politica, niente satira, niente personaggi, niente imitazioni, niente scenette, niente comicità, solo una triste e cupa atmosfera quaresimale che trasmette una tristezza infinita.

Il grillismo imperversa. Cosa resterà dopo il loro furibondo passaggio? La distruzione di un paese, come nel dopoguerra.

E’ nella natura delle cose che ogni azione umana che abbia fatto una volta la sua comparsa nella storia del mondo, possa ripetersi anche quando non appartiene a un lontano passato.

Sotto la coltre ovattata dalla non informazione, la coscienza sparisce, il senso critico sparisce, il buon senso sparisce, l’Italia intera sparisce.
I troll grillini impestano i blog e i social. E questa è l’estrema propaggine di un fascismo sempre più cafone e di cattivo gusto, ma a taluni, troppi, piace!

Postilla: Fulvio Abbate, laureato in Filosofia, scrittore, critico d’arte, marchese, creatore di Teledurruti (dal 2007 in rete, dal 1998 al 2003 sull’emittente romana Tele Ambiente). Editorialista de Il Garantista. Etc..etc.

Ha scritto su Facebook questo post contro il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, arrivando ad affermare: “sogno un processo a coloro che hanno fatto in modo che Grillo diventasse l’uomo della provvidenza. Una ‘Norimberga’ per quelli che hanno reso possibile la creazione di un movimento populista con punte di analfabetismo civile, se non da assemblea rionale. Tra imprecazioni e scoregge, insulti e maledizioni e perfino qualche viva-il-duce-eja-eja-alalà

Personalmente, immagino alla sbarra innanzitutto la sinistra. In ogni sua possibile declinazione – dai tanassiani ai trotskisti, dagli ex Pci alla Sinistra dei club, dai vendoliani agli amici di D’Alema, senza escludere Berlusconi. Per avere, appunto, permesso che i singoli soggetti del format politico della Casaleggio Associati, capitanati da un comico, diventassero la punta di diamante e di trapano del nuovo ceto politico italiano, a tendeza fascistoidi, che si candida alla guida del paese presso un contesto socio-culturale che, a giudicare dai suoi sostenitori, oltre alle zanne, sembra avere sprezzo per la grammatica e la sintassi.

 

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4 Risposte

  1. La necessità del rispetto per l’avversario ed allo stesso tempo la conoscenza della realtà. E’ stata oltraggiato a Desenzano il Monumento ai morti per la Libertà dell’Italia. Non è una stele come altre che ricorda una battaglia o celebra l’eroismo di una persona, il “nostro” monumento potrebbe esser paragonato ad una lapide, senza nomi, che però, al tempo stesso, raccoglie una moltitudine di nomi di coloro, uomini e donne, che morirono per un’Italia nuova, libera e democratica, questa lotta nel suo insieme assume il nome nobile di Resistenza. Il monumento serve a ricordare chi è morto e tutti, proprio tutti devono sostare di fronte a questo con rispetto. Non è stato così a Desenzano: alcune persone hanno scavalcato il muretto e sono saliti su fino a raggiungere i due gruppi di statue, calpestando l’aiola di fiori ed hanno compiuto un atto ignobile. Penso che quegli individui possano essere definiti solo con un aggettivo: miserabili. La politica vive di scontri, molto spesso fortunatamente dialettici, ma a questo confronto esiste il limite invalicabile e chi lo supera perde la dignità di uomo. Il rispetto è sempre stato la sbarra di quel confine. A Desenzano è avvenuto l’esatto contrario, l’oltraggio è stato portato a tutti, uomini e donne, che sono ricordati da quel monumento. Costoro hanno dato la loro vita per l’Italia libera, quella in cui viviamo sia noi sia quei vili personaggi che hanno agito di nascosto, profanando la stele.

    Alla esecrazione per il fatto dobbiamo unire il grido d’allarme per la pericolosa indifferenza dei molti, che biasimano sì, ma non condannano, non urlano di rabbia. Costoro con il loro comportamento permetteranno che quello che è accaduto possa accadere ancora e forse anche purtroppo degenerare in fatti ancor più clamorosi che non riusciremo, per i nostri comportamenti di oggi, ad impedire. Svegliamoci dalla pericolosa indifferenza.

    1. Sono rimasta particolarmente colpita da questo commento. L’ho trovato sereno, ma nello stesso tempo, mostra un dolore grande interno e denuncia la mancanza di rispetto per coloro che, a costo della loro vita, hanno consentito che noi vivessimo in un mondo migliore.
      La ringrazio molto, perché credo che sia la prima volta che lei commenta qui da me. Grazie veramente e condivido pienamente il suo discorso. Grazie anche per come ha denunciato questo fatto avvenuto a Desenzano di cui nessuno di noi, lontani (ma non tanto, io vivo a Bologna) ha saputo nulla.
      Ancora quegli atti eroici che hanno segnato la Resistenza, sembrano urtare certe persone, persino non vogliono vedere una stele a ricordo delle loro giovani vite spezzate. Perché? Forse aspirano al sistema politico nazionale di quei tempi? Forse sì. Però allora per batterlo, cacciarlo e vivere in libertà, quel sistema ci è costato migliaia di morti, decine di migliaia di rovine, la miseria assoluta. Non si ripeterà una cosa analoga, perché il mondo è cambiato, ma i tentativi ci sono, subdoli, difficili da capire, ma ci sono.
      Un grazie di cuore. Con la speranza di risentirla, un abbraccio ed un augurio col mio nome inventato “Speradisole” (Il titolo di una favola di Luigi Capuana), ma che racchiude in sé la parola speranza.

  2. Cara Speradisole, gradirei ricevere la tua mail personale. Ho una cosa importante da comunicarti. Grazie.

    1. Non posso dare così pubblicamente la mia mail personale, ma le scriverò io attraverso quella che mi ha lasciato sul blog. Sempre che ci riesca.
      Grazie. Speradisole.

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