COME ROVINARE UN PARCO

COME ROVINARE UN PARCO

imagesUna volta, non tanto tempo fa, nei pressi di casa mia, c’era una bellissima villa. Non ho mai saputo con esattezza quale fosse il suo vero nome, comunque, c’erano le suore, dello stesso ordine monastico che un tempo era negli ospedali bolognesi, che gestivano un asilo privato.

La villa molto bella, grande e con numerose sale, aveva un parco attorno che era una meraviglia. Abeti e pini centenari, faggi, noccioli, frutti selvatici, tigli in abbondanza, e ogni tipo di aiuole, con roseti magnifici, fiori primaverili e autunnali, che davano al parco un aspetto sempre molto bello e colorato. E poi prato, tanto prato su cui correre, magari anche scalzi. Bellissimo veramente.

Poi, improvvisamente hanno cominciato a costruire nel parco stesso, una scuola privata, materna e primaria, una scuola privata che si presenta come un cubo bruttissimo, tutto pietra e cemento e scale esterne metalliche.

Per fare questa orribile costruzione hanno abbattuto decine e decine di alberi secolari, naturalmente fatto sparire molte aiuole, altri cespugli che fiorivano in ogni stagione, vialetti e altri preziosi ornamenti vegetali.

Ora stanno costruendo, attorno al cubo orrendo, un parcheggio, perché la via antistante non offre tanti spazi liberi all’esterno, e quindi provvedono a fare il tutto all’interno del recinto, anch’esso antico ed elaborato, che circonda la villa.

Questo parcheggio ha comportato ancora una volta l’abbattimento di altri due bellissimi alberi che si vedevano alti e belli dalla strada, e lo spargimento di un ghiaino per vari metri quadrati, finendo col demolire il prato verde che era rimasto.

Non solo, ma hanno abbattuto una parte di muro, antico, ed elaborato, che circondava la villa e che, per me, valeva la pena di tenere. Non capisco come mai i beni culturali regionali (se esistono) non siano intervenuti, il tutto per fare una nuova entrata per le macchine.

Per il momento è rimasto un albero alto e magnifico di mandorlo, che a febbraio-marzo fiorisce, ma che purtroppo è stato assalito dall’edera rampicante.  Se non la si estirpa, fra pochi anni, sarà morto anche quello.

Proprio stamattina, ho visto, guardando dalla strada, questo deserto di ghiaia biancastra molto brutta.

Mi ha fatto male pensare a quella bellezza che conoscevo e alla bruttezza che oggi si presenta. Il tutto per fare una scuola privata, penso di ordine religioso, quando, poco lontano ci sono scuole private e non in abbondanza, e alcune anche poco frequentate.

(Nell’immagine, l’unica che sono riuscita a trovare, si vede l’ingresso alla villa, rimasto uguale, e una parte del recinto finemente elaborato)

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