DALLE TALPE ABBIAMO IMPARATO…

talpaamicaortoDALLE TALPE ABBIAMO IMPARATO…

Dalle talpe abbiamo imparato a fare i tunnel.
Dai castori abbiamo imparato a costruire dighe.
Dagli uccelli abbiamo imparato a fare le case.
Dai ragni abbiamo imparato a tessere.
Dal tronco che rotolava giù abbiamo imparato la ruota.
Dal tronco che galleggiava alla deriva abbiamo imparato la nave.
Dal vento abbiamo imparato la vela.
Chi ci avrà mai insegnato le cattiverie?

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10 Risposte

  1. Le cattiverie le abbiamo imparate da uno dei figli di Dio, chiamato Satana…poi riprese da Vespasiano,Hitler, Mussolini, Videla,Begin,Sharon,G.W. Bush,Cheney, Ramsfeld,Berlusconi,Erdogan(sono soli pochissimi nomi di criminali nella storia dei popoli)

    1. Carissimo
      Condivido in pieno la tua lista. Solo che i maestri di queste cattiverie, hanno (o hanno avuto) in mano dei paesi interi, e decidono per tutti. Non è una bella cosa.
      Un abbraccio. Spera.

      1. Sono quasi sempre i Popoli(pecoroni per antonomasia) a “regalare i Paesi interi” ai criminali assassini.

        1. Carissimo,
          e’ vero che i popoli spesso sono “pecoroni”, ma prima o poi, in modo pacifico o meno, riescono a ribellarsi.
          Tuttavia, trovare l’origine delle cattiverie che l’uomo è capace di fare, occorrerebbe andare molto indietro nel tempo, tanto tempo. Se si pensa che, per chi crede e legge le Bibbia, la storia dell’uomo trarrebbe origine da un delito, un assassinio, così come l’origine della città di Roma. Ma forse non è quello che giustifica le nostre cattiverie, per me l’uomo le ha dentro di sé, nessuno gliele ha insegnate, e spesso, persino a scuola, viene più facile fare dispetti, mostrarsi egoista, e alla fine anche cattivo.
          Ma come sai, questo è un argomento che ha appassionato decine e decine di filosofi, pensatori, religiosi, e così via. Noi con un piccolo blog, riusciamo a spiegare ben poco.
          Un grazie, un abbraccio e un caro saluto. Spera.

  2. L’unica alternativa che abbiamo, a mio parere, è attendere un’evoluzione da Homo sapiens –sapiens a Homo hominis placatumque, termine inventato da me, ma che vorrebbe dire uomo placato, soddisfatto, che libero dal bisogno possa avere nel cuore il “senso dello Stato” , l’interesse per i suoi cittadini e l’amore per il prossimo.
    Io amo Gramsci e tengo sempre in memoria la frase presa dai suoi quaderni del carcere ovvero: Homo homini lupus, foemina foeminae lupior, sacerdos sacerdoti (e politicus civilis, aggiungo io) lupissimus». Perdonerai Il mio latinorum che lascia molto a desiderare.
    Ma …. dopo questo , come direbbe una famosa miss … e poi voglio la pace nel mondo!
    Ciao Spera , ciao Mario.

    1. Carissima,
      ho l’impressione tuttavia che l’attesa dell’evoluzione dell’Homo sapiens sia lunga milioni di anni. Ma chissà, come una catastrofe immane, fece scomparire i dinosauri, forse, per far scomparire l’uomo di oggi, e le sue cattiverie, occorre una catastrofe altrettanto distruttiva.
      Un forte abbraccio. Spera.

    1. Carissima, grazie. Ho pensato di completare questo articolo con quello che ha scritto una mia carissima amica.
      Grazie per avermene data la possibilità.
      Un abbraccio. Spera.

      Cara Maria Elena,
      Ti chiedo di usare tutta la tua influenza politica e quella delle tue colleghe di governo, per portare la solidarietà e la vicinanza di tutte le donne di questo nostro Paese, alla bambina di Melito Porto Salvo, abusata, per tre lunghissimi anni, da un gruppo di violenti e vergognosi mezzi uomini.
      Credo che il senso alto della politica sia questo, non far sentire soli i propri cittadini, soprattutto i più deboli, con istituzioni attente, capaci di dare risposte tempestive quando la collettività, per omertà e spesso ignoranza, non è in grado di farlo. Non si può abusare in branco di una bambina di 13 anni, non si è né uomini né esseri umani.
      Non si può impunemente violarla, ricattarla, segnandone in modo irreversibile l’esistenza. No, non se l’è cercata come qualcuno vorrebbe far passare.
      Vittima e carnefici hanno ruoli distinti, non sovrapponibili e quando crediamo che questo basilare elemento di comprensione sia stato acquisito dal consesso sociale, subito qualcuno prova a ribaltarlo a rimetterlo in discussione.
      Lo Stato ed i suoi rappresentanti devono portare a Melito Porto Salvo il messaggio forte della legalità, del rispetto, della cultura della ragione che vince contro la bestialità bruta della sopraffazione.
      Chiedo a te, Maria Elena, e alle tue colleghe un atto di forza capace di minare la collusione tra cittadini e malavita, quella collusione vile e vigliacca che alla fiaccolata di solidarietà ha portato in piazza solo un centinaio di persone.
      Questa sera ho guardato negli occhi mia figlia. Ho visto un mondo dentro un mondo fatto di colori, di passioni, di desideri. Un mondo di libertà.
      Non so se gli occhi di quella bambina potranno mai ritornare ad essere così, come quelli di mia figlia, ma dovremmo almeno provarci.
      Te lo chiedo come madre, te lo chiedo come donna, te lo chiedo come la figlia che sono stata. Ti chiedo di scendere a Melito e dare un segno concreto che questo Stato in cui sia io che tu crediamo, in modo che questo Stato, le sue più alte istituzioni, il governo che è anche il mio, scelga senza alcuna esitazione di stare dalla parte di chi è vittima.
      Lo so che questo non cambierà quello che è stato, non cambierà la vita di quella bambina e le sue ferite ma, magari, proprio da quelle ferite, potrebbe entrare una luce, una luce di speranza e di fiducia.
      Ti chiedo solo una piccola grande rivoluzione.

  3. Davvero. Sono esistenti da sempre dentro di noi.

    1. Carisima Petro,
      penso proprio di sì. L’uomo non è buono di per sé, per esserlo deve fare sforzi d’animo. Soprattutto se l’essere che ha di fronte è più debole. Può essere una donna o anche un animale inerme, ma sempre più debole.
      Un abbraccio e un caro saluto. Spera.

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