ANCHE IN QUESTA TRAGEDIA C’E’ QUALCUNO CHE FA PROPRIO SCHIFO

ANCHE IN QUESTA TRAGEDIA C’E’ QUALCUNO CHE FA PROPRIO SCHIFO

imagesC’è chi parla di castigo divino perché finalmente anche l’Italia ha una legislazione sulle unioni dello stesso sesso.

C’è chi accusa questo governo per i crolli, come fosse possibile prevedere un terremoto in un paese sismico come il nostro.

Ci sono senatori dei miei stivali, che accusano il Pd di probabili nefandezze e passerelle pubblicitarie, come fanno i peggiori pentaidioti, e non si vergognano di sfogare il loro odio e il loro rancore, come tanti sciacalli, in occasione di un evento così luttuoso, attaccando il loro ex segretario, perché dal partito si sono dimessi, ma dal Senato no.

C’è la demente subrettina, ex diva del Grande Fratello, che in nome della sua fede nazivegana, plaude alla distruzione di un’intera città, solo perché ha dato il nome ad uno dei piatti più rinomati della cucina italiana, parlando di karma, mentre è in vacanza a Los Angeles, non pensando che anche lì i terremoti non perdonano.

C’è chi sostiene che questo terremoto, come quello dell’Aquila e dell’Emilia, è stato provocato di proposito, da bastardi sionisti americani. Secondo questo cervello bacato, i terremoti che hanno una profondità entro i 10 chilometri sono tutti  voluti.

C’è chi invoca l’albergo per i poveri terremotati e 35 euro al giorno per loro e non per i richiedenti asilo, come se questi soldi finissero poi nelle tasche di quei poveri cristi, e sfrutta una tragedia come quella odierna per sfogare le sue frustrazioni, il suo odio verso il diverso, il suo profondo razzismo, promuovendo una guerra fra disperati dal suo salotto.

C’è chi, dietro uno schermo, pontifica, commenta, si crede esperto di qualsiasi cosa, ieri geologo a parlare di trivelle, poi costituzionalista, giurista, fine analista politico internazionale ed oggi esperto di prevenzione sismica, pensa di sapere tutto e non capisce un cavolo di niente.

C’è chi è peggio dei mille commissari tecnici della Nazionale nel dopo partita, che si sente importante solo se riesce a scatenare la reazione di qualche decina di imbecilli che mettono un like alle sue bestialità.

Ebbene, si, voi, proprio voi, mi fate schifo. Siete peggio di chi rideva quando una intera città, L’Aquila, veniva distrutta dal terremoto il 6 aprile 2009. Non avete imparato nulla. Esprimete disprezzo davanti a tragedie incommensurabili. Forse perché respirate solo, ma non siete vivi.

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16 Risposte

  1. Ma ti ricordi che con il terremoto dell’Aquila sono stati condannati i sismologi .. ? Siamo diventati la barzelletta dell’intero mondo scientifico .

    1. Carissima,
      ricordo sì.
      Come se queste persone sapessero il momento giusto in cui avviene un terremoto. Ma nessuno al mondo lo saprà mai, tuttavia noi li abbiamo portati a processo, insultati, diffamati. E non mi risulta che, dopo l’assoluzione, ci sia stato qualcuno che abbia chiesto scusa.
      Incredibile solo a pensare che gente, col cervello, arrivi fino a punti di insipienza simile.
      Ma anche in questa ultima tragedia, c’è chi specula, che crede di sapere tutto, chi giudica, chi non aspetta altro per offendere il governo. Come ho detto, non si impara niente dal passato. Si rimane ignoranti.
      Un abbraccio. Spera.

  2. Assolti in appello, al processo di primo grado furono condannati a 6 anni. L’Italia è un paese complicato sia geologicamente che politicamente. Almeno nel primo caso dovremmo essere tutti UNITI e lavorare e LAVORARE in silenzio. Con senso dello Stato e dell’Etica … Che sogno sarebbe.

    Noi siamo abituati alle brutte figure, ricordi il ministro dell’Istruzione Università e ricerca … Una certa Gelmini?
    “Il tunnel che abbiamo realizzato tra il CERN di Ginevra e l’Abruzzo è un’opera grandiosa che ci ha finalmente consentito di superare il limite della velocità della luce, una delle molteplici e pesanti eredità lasciateci dai governi precedenti. Ne siamo molto soddisfatti”.

    Nel secondo caso vale sempre il detto “S’ils n’ont plus de pain, qu’ils mangent de la brioche” (*) il che ci riconduce subito al primo caso. E il mio pessimismo aumenta.
    (*) Libro VI delle Confessioni, Jean-Jacques Rousseau Da Wikipedia

    1. Carissima
      il primo caso che hai citato, ha coinvolto una persona degnissima, Enzo Boschi, che insegna all’Università di Bologna, ed è (o è stato) il presidente dell’Istituto di Geofisica e Vulcanologia. Oltre ad altri studiosi. C’è poco da dire o da fare, i terremoti arrivano e non si sa né dove, né quando. Mi sembra facile da capire, ma pare che non sia così.
      Per la Gelmini, poveretta, debbo dire che ha avuto vicino dei suggeritori che ne sapevano meno di lei. Mai fidarsi, bisogna sempre controllare chi dice certe cose, soprattutto se poi a ripeterle è una persona con un incarico istituzionale. Non riesco a dare la colpa a questa persona illusa, ma era sufficiente un piccolo dubbio e controllare l’enorme distanza ed era facille capire che sotto terra non c’era nessun tunnel. Ma tant’è.
      Oggi sul web, si sta superando ogni decenza, corrono commenti orrendi, faziosi, indiavolati e soprattutto stupidi. Questi non solo non hanno il pane, ma non sanno neppure cosa siano le brioche (in quanto a cervello).
      Un abbraccio. Spera.

  3. Sono molto contenta che ci sia qualcuno che ha il coraggio di dire queste cose senza avere paura. Grazie.

    1. Carissima Petra,
      davanti ad uno spettacolo di morte e dolore, ci sono persone insensibili, cattive (a proposito di cattiveria) che pensano ad un voto in più, ad una maggiore visibilità, a guadagnare di più con i clik dei curiosi insensibili.
      Tutto questo mi fa veramente schifo. E come ho detto sono persone che vivono perché respirono, ma la loro non è vita.
      Ti abbraccio. Spera.

      1. Hai ragione, mi trovo molto con quello che scrivi e pensi. Passa a dare un occhio alle mie ultime “creazioni”. Delle volte è difficile sperare in un mondo che non ti da input positivi. È difficile trovare il proprio posto. Ma con i tuoi scritti evidenzi il positivo e il negativo che a quanto si possa dire ormai, è molto evidente. Grazie per quello che condividi con noi. Ci regali un pezzo del tuo cuore cosa non scontata .
        Un abbraccio.
        Buona giornata

        1. Carissima,
          grazie, non merito tanto. Vengo spesso a trovarti, faccio una cosa che non faccio per nessun altro. Siccome i tuoi post, mi arrivano anche per email, li tengo tutti in un archivio personale.
          Non ridere, ma tra fatture telefono, mail di amici, statistiche e altre cose personali, c’è anche una cartella con scritto “Petra”. E’ così da quando ti ho conosciuta, con la tua stupenda “Lettera al padre”.
          Ho capito però che sono stata un po’ egoista, almeno un “mi piace” avrei potuto metterlo. Lo farò d’ora in avanti.
          Un abbraccio anche a te. Speradisole.

          1. Come mai ti ha colpito così tanto? Se posso chiedere

            1. Carissima, mi ha colpito molto perché io ho avuto la fortuna di avere una padre completamente diverso da quello che tu descrivi, soprattutto mi proteggeva e per me era un esempio di onestà incommensurabile.
              Sono di origini molto povere, operaie, e nonostante questo, con i suoi sacrifici, ha voluto che studiassi, avessi un lavoro che mi fosse congeniale, mi ha consolato un’infinità di volte, quando non riuscivo ad avere i voti scolastici e universitari che desideravo, infondendomi coraggio semplicemente ponendomi con infinito affetto una mano sulla testa.
              Ricordo ancora la sua mano calda, quando, piccola, prendeva le mie le scaldava dal freddo con le sue callose.
              Ho studiato e fatto una carriera davvero bella, grazie a lui.
              Quando per la prima volta portai a casa lo stipendio, mi disse con un sorriso: “Ho fatto il più grande investimento della mia vita”.
              L’ho perso troppo presto, era ancora abbastanza giovane, ma un infarto dovuto forse alle fatiche fatte durante la sua vita, l’ha stroncato improvvisamente.
              Ho sempre dato per scontato che i padri fossero come il mio, e leggendo la tua lettera ho capito quanto io sia stata fortunata.
              Non bisogna dare per scontato nulla, neppure l’affetto di chi ci sta vicino. Per questo mi hanno colpito le tue parole.
              Ciao, un abbraccio. Speradisole.

            2. Mi hai commosso. Perché anni fa anche il mio era così, poi con il tempo è cambiato qualcosa. Mi sono trasferita ancora molto giovane a fare l’educatrice in una comunità di minori. Lui per questa mia scelta che mi ha portato via di casa parecchi anni ci ha sofferto. Lì credo per colpa mia si è “ammalato.” Mi piace molto quello che dici. Mi ritrovo un sacco in te. Sei molto dolce e con le tue parole trasmetti serenità e pace. Grazie.

            3. Carissima,
              a volte succede che involontariamente facciamo soffrire chi ci è vicino. Ma la forza di un genitore dovrebbe essere quella di sentirsi orgoglioso che i propri figli sappiano camminare da soli. I figli non sono una proprietà, neppure dei genitori, sono persone nuove e diverse.
              Anch’io, in seguito alla vincita di un concorso pubblico, mi sono trasferita per anni lontano da casa, oltre 500 chilometri, ma quel trasferimento è stato poi, la mia fortuna in seguito.
              Presumo che anche i miei genitori abbiano sofferto di sapermi lontana, da sola, e senza la loro naturale protezione. Ma sono stati molto saggi, non mi hanno mai fatto capire la loro sofferenza.
              Ti consiglio comunque di stare tranquilla, tu avevi bisogno del tuo futuro e avevi la necessità che la tua personalità si sviluppasse, si corroborasse, affrontando i problemi da sola e lontano. Solo così un figlio si fa le “ossa”.
              Credo di avere molti più anni di te, e mi permetto di dirti che, se non sei già madre, un giorno lo diventerai e allora ti dispiacerà che i tuoi figli si stacchino da te, ma ne sarai orgogliosa, perché è segno che sanno affrontare il futuro.
              Ciao, un abbraccio. Speradisole.

            4. Mi piace molto il modo con cui affronti la vita. Secondo me mi permetto di dirti,sei davvero una grande donna. Lo percepisco. Forse per questo che spesso ti chiedo parere. Per la maturità che mi trasmetti. Sai pesare le parole che dici e si percepisce l’importanza quando le usi. Grazie davvero.

            5. Grazie a te per le belle parole.
              Un abbraccio di simpatia. Speradisole.

            6. Passa a darmi
              Un parere quando hai tempo.

            7. Certamente, carissima,
              Ciao Speradisole. E come sempre un abbraccio.

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