IN PERFETTO STILE DIVINO

IN PERFETTO STILE DIVINO

Ha vinto Grillo perché ha vinto il programma della Casaleggio associati.

Ha vinto lo spot: l’Italia fa schifo, è tutto da buttare.

Ha vinto lo slogan: tutto è merda tranne noi.

Ha vinto l’urlo continuo: sono tutti criminali, mangiano alle nostre spalle, mandiamoli in galera.

Ha vinto una parola: vendetta.

Ha vinto Grillo perché ha livellato, azzerato, con la sua parola, il panorama complesso che in questo Paese tiene assieme bellezze e miserie.

Per Grillo la parola, così come voleva la Casaleggio associasti, che con queste esperienze dal vivo sta sul mercato, doveva essere una bomba atomica.

Lo è stata.

Ora è terra bruciata.

Hanno convinto che non ci sia altro dopo e attorno a loro.

Non ci sono avversari, per,loro, ma solo nemici da uccidere.

Ha vinto una parola, in perfetto stile divino: il verbo di Grillo.

Povero Paese!

 

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6 Risposte

  1. Ciao Spera
    Scusa….ma io non ho commentato perché c’è un commento a mio nome?

    1. Carissimo, non lo so, mi sono limitata ad approvare un commento, come faccio solitamente.
      Tuttavia un sospetto l’ho avuto, perché il commento era assai diverso da quelli che io conosco.
      In ogni modo ho cancellato tutto, sia il commento che la mia risposta.
      Ti ringrazio per la segnalazione.
      Se credi, basta che tu mi dica OK, ti scrivo privatamente l’indirizzo mail che è stato usato.

    1. Ciao carissimo, da adesso in avanti troverai spesso testi come questo.
      E continuerò a perdere con fierezza. E continuerò a farti ridere.
      Un abbraccio. Spera.
      Un assaggino:
      Naturalmente, ieri su LaBeppe c’era il Travaglio Umano che sproloquiava le solite boiate e falsità alla decima potenza (si nota che si eccita anche lui sul Sakro Blogghe) mentre Florindo ex giornalistoide comunista da 3.000.000 Euri annui sbavava come un rospo in amore emettendo risolini tipici di un cinico, e sugli spalti dello stadio in 50 si spellavano le mani.
      Se solo sapessero quanta pochezza abita nelle loro “idee”!

      1. Ciao Spera,(e qui sono io 😉 )
        posso avere solo un dubbio?
        perchè certi giornalisti cambiano valore e serietà a seconda di chi stanno attaccando?
        Perchè noto che è uno sport molto in voga quello di definire più o meno valido un giornalista a seconda di chi attacca.
        Un pò come i “puri” di sinistra che definiscono “non di sinistra” i “compagni” che deludono.
        Quindi poi ti trovi gente che ha militato per anni nel PCI essere definita “democristiana”

        Ecco, trovo tutto questo sempre molto singolare!

        1. Carissimo Stefano,
          io trovo che l’amore per la politica, quella in cui si crede veramente o per un partito in cui si militi, sia molto simile all’amore vero verso una persona.
          Quando si ama qualcuno, non si permette ad alcuno di denigrare, prendere in giro, o comunque smuinire la persona amata.
          Se si trasferisce questo sentimento alla politica ci si accorge che, anche involontariamente, si apprezzano coloro che “dicono di bene” del nostro partito e si riversa rancore e disprezzo su coloro che non ne parlano bene, tanto più se il loro modo di parlare è anche offensivo.
          Finchè le cose stanno nella normale dialettica, e ci si rispetta a vicenda, pur non condividendo lo stesso pensiero poltico, allora siamo nella cosiddetta zona calma o democrazia comune, quando invece qualcuno comincia a trascendere, con discorsi oltre che volgari, ma fatti con malizia e mancanza di verità, tutto cambia.
          Io sono (o, meglio, ero iscritta al PCI) da sempre. Ho creduito nel progetto di unire la vecchia DC e il Pci, per formare un partito “nuovo” nel quale le nuove generazioni, non si trascinassero dietro i fardelli o i fallimenti dei rispettivi partiti precedenti, ma collaborassero per la formazione di questa nuova iniziativa politica, che anch’io ritenevo e ritengo necessaria.
          Ricordo la capacità politica di Aldo Moro, e quella signorilità e sicurezza di Berlinguer, che se allora, insieme loro due avessero pensato ad un partito unico, quei leader sarebbero stati capaci di fondare davvero una cosa nuova.
          Invece la fusione a freddo, quasi senza passione, come se non si potesse fare altrimenti, avvenuta con la formazione del Pd, ha portato uno strano connubio in cui ciascuno continua a fare o il comunista o il democriistiano. Questa situazione non è facile, forse dovranno passare anni e veramente dovranno sparire le vecchie “teste” perché per loro nulla cambia. Questa situazione ha portato a segare le gambe di qualsiasi segretario abbia preso in mano il Pd, prima Franceschini, poi Veltroni (per me l’unico che aveva veramenrte capito il nuovo Pd), poi Bersani (rimasto con la testa nel Pci), e poi Renzi (sostanziamente democristiano), ma la voglia di cambiare senza mai trovare pace, continua.
          Non c’è nulla che, come questa scia di tradimenti o rancori nascosti, porti alla rovina di un partito.
          Ma per tornare ai giornalisti, ognuno di noi del Pd, che è la realtà che conosco meglio, apprezza e stima quei giornalisti che ne parlano bene, perchè amiamo il partito, mentre non apprezza e non lo farà mai, per quelli che lo denigrano e lo offendono.
          Poi ci sono quelli di parte, e allora è tutto un altro discorso. E’ un giornalismo, quello, che si riduce a gossip. E lo si trova sia in Tv che su certi giornali.
          Un abbraccio. Spera

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