LA PROFEZIA DI GIUSEPPE TURANI

LA PROFEZIA DI GIUSEPPE TURANI

Per i Cinque Stelle la lotta per la conquista di Roma si concluderà comunque con un disastro.

E’ vero che in questa società permissiva la tolleranza verso i fuori di testa è elevata. Ma nel caso dei pentagrullini si sta avvicinando la resa dei conti. La dissoluzione dei 5 stelle è infatti ormai questione di pochissimo tempo, per motivi interni e esterni. I fatti degli ultimi giorni hanno messo in luce alcuni elementi interessanti.

1- Il primo riguarda l’effettiva leadership del movimento. Qui si è sempre sostenuto che il comando vero lo aveva lo scomparso Casaleggio. Il comico genovese è sempre stato una sorta di vessillo e un percettore dei redditi derivanti dai tanti clic degli ingenui seguaci. Scomparso Casaleggio padre, il comando è passato a Casaleggio figlio. Se del padre si sapeva che era un po’ uno stramboide, del figlio non si sa proprio nulla, se non che di politica non capisce niente. Basta vedere come ha gestito l’affaire dei due sindaci (Nogarin e Pizzarotti): nessuna abilità tattica, esibizione di prepotenza e niente altro. E sempre con il ricorso alla ridicola dizione “lo staff di Beppe Grillo”. Staff ignoto a tutti.

Come si fa a non capire che un Movimento che vuole avere responsabilità nazionali, non può nascondere le decisioni più importanti dietro una dizione che non significa nulla. In realtà lo staff di Beppe Grillo (uno che al massimo avrà una colf) non esiste. Si tratta di quattro assistenti del Casaleggio giovane, impegnati più che altro a fare post e tweet per i seguaci. Questo staff non è certo un luogo di discussioni o di dibattiti. E dai post che pubblica deve anche essere di un livello intellettuale un po’ da osteria.

Il vertice del Movimento, quindi, altro non è che un luogo in cui si raccolgono confusamente informazioni dalla rete e poi Casaleggio giovane decide. Non si può nemmeno escludere che ci sia un rapporto circolare: ogni tanto, cioè, rimangono vittime delle stesse stupidaggini che mettono in rete e che ritornano sui loro terminali veicolate e amplificate dai fedeli. E’ un caso quasi unico al mondo di auto-inganno, di auto-disinformazione.

Inoltre, è ormai chiaro (lo si è visto nella vicenda di Pizzarotti) che non esiste alcuna gerarchia di comando. Chi decide è il giovane Casaleggio e basta. Un giovanotto che quasi nessuno ha mai visto, che nessuno ha mai eletto o nemmeno votato e che sta lì solo perché prima di lui c’era il padre.

E’ da folli pensare che un accrocco del genere possa essere davvero un protagonista della politica italiana: è qualcosa di più vicino alla mafia o a una setta religiosa che a un movimento politico. E infatti è un soggetto che si è di fatto auto-escluso dalla politica (dice sempre no, non fa accordi, accusa tutti i giorni gli altri di essere immondi). Ricorda un po’ i maoisti di “Servire il popolo”, i quali però avevano talmente perfezionato il concetto di setta politica e di estraneità al resto del mondo che si sposavano solo fra di loro (per la cronaca: il loro fondatore finì poi capogruppo di Forza Italia al comune di Milano).

I cinque stelle non possono andare da nessuna parte perché l’idea di fare politica senza fare politica (ignorando cioè tutti gli altri soggetti) è di una balordaggine totale. Come pretendere di fare una buona carbonara senza la pasta.

E infatti alle prime prove semi-serie (i problemi con i loro sindaci) ci sono state solo decisioni scomposte (da Quarto a Parma), quasi casuali, o di semplice antipatia.

Se i comuni dove ci sono sindaci pentastellati diventassero quaranta, e non meno di venti come oggi, le risposte di Davide Casaleggio, privo di alcuna struttura politica, non porrebbero essere che istintive (con me/contro di me), all’incirca come quelle di un rospo: se si muove e viene verso di me è un pericolo, se sta fermo no. In queste condizioni la catastrofe politica è assicurata.

2- Ma c’è di peggio. A furia di non far politica, di gestire tutto da dentro un ufficio di una S.r.l. di Milano, dopo tanto gridare, tanti insulti, tante querele e tantissimi voti raccolti, il movimento si trova nella circostanza di dover puntare tutte le proprie carte su un solo confronto: il sindaco di Roma. E qui verrebbe quasi da ridere. Se mai c’è stata una trappola perfetta per i cinque stelle, è questa: Roma. Comunque finisca la gara, sarà un disastro definitivo.

Dopo tanto rumore, alla fine ci si mette in corsa per avere il sindaco della città più indebitata (e più incasinata e forse anche corrotta) d’Europa. Per il ruolo di sindaco viene scelta una ragazza -immagine, non esiste uno staff con qualche competenza, non esiste un programma che abbia un senso (ammesso che per Roma se ne possa fare uno). Ci sono tutte le premesse per un disastro che farà storia in tutta Europa, in caso di vittoria e che probabilmente cancellerà il movimento dalla scena politica.

Al punto che se Davide mi invitasse al bar per un caffè, gli direi: inventatevi una balla, fate qualche piccola irregolarità, e toglietevi da questa corsa. Tornate a gestire il vostro sacro blog, mettete da parte due soldi e lasciate perdere Roma.

In ogni caso, anche se non dovessero vincere, la loro sorte è segnata. Dovrebbero infatti concludere che a loro spettano solo ruoli periferici e non decisivi. Certo, si può continuare a tenere in piedi il fantasma del Movimento perché attraverso il sacro blog procura un certo reddito finanziario, ma al di là di questo è prevedibile solo una serie infinita di figure ridicole. E quindi una diminuzione del favore popolare, una lenta estinzione.

Non è difficile immaginare che, giunti a questo punto, i colonnelli del movimento cercheranno di mettersi in salvo (con le loro poltrone) sganciandosi dalla Casaleggio e tentando di essere un vero movimento politico. La classe dirigente di cui dispongono per tentare questa eventuale avventura è però talmente modesta (i Di Maio, i Dibba, Fico, le Taverna, ecc.) che alla fine andranno tre volte in pizzeria, poi litigheranno e infine si scioglieranno. Ognuno per la sua strada. Con la Meloni o con Fassina, a seconda dei casi.

E a quel punto sarà davvero finita. Verso i primi di luglio?

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28 Risposte

  1. mi sforzo di crederci , ma non ne sono convinta…..sono Curiosa di conoscere il risultato !
    Buona settimana cara Speradisole

    1. Carissima,
      anch’io, tantissimo e cerco sempre di riportare il pensiero di questo giornalista per trovare un po’ di conforto.
      E’ come rifugiarsi in qualcosa di più consolante, e speriamo che si avveri anche questa profezia.
      La prima, quelle delle elezioni europee l’aveva previsto, pochi gli davano credito, perché altri cantavano vittoria, ma oggi, sono troppo i detrattori, molti anche dentro il suo stesso partito e per Renzi non si presenta proprio bene.
      Ciao, un grande abbraccio. E magari a risentirci con buone notizie non solo con speranze.

  2. i like your article, very inspiring and thank you for your post.

  3. ci ha azzeccato in pieno, non c’è che dire AHAHAHAH

    1. Il bello comincia ora, ammesso che vinca al ballottaggio.
      Ci sono tutte le premesse per un disastro, in caso di vittoria e che probabilmente cancellerà il movimento dalla scena politica.
      Vedremo come lavora e vedremo se i romani decreteranno che sarà una grande risorsa o un enorme buco nell’acqua.
      L’amministrazione non si giudica come concorso di bellezza, ma dalla concretezza e correttezza dei fatti.
      ********************************************************

      “Risultato storico, cambieremo tutto”
      Proclama il comico, ma non è vero. In arrivo ci sono solo guai.
      di Giuseppe Turani | 06/06/2016

      “Risultato storico, cambieremo tutto”, tuona il comico genovese nel cui mondo ogni cosa è epocale, definitiva. “Siamo forza di governo, pronti a assumerci le nostre responsabilità”, gli risponde Gigetto Di Maio che ormai da un anno gira vestito da futuro presidente del Consiglio. “Pronta governare Roma”, chiude il cerchio Virginia Raggi.

      Naturalmente, non è vero niente. Tutto quello che i pentastellati hanno fatto è stato portare la loro candidata al ballottaggio per fare il sindaco di Roma. Tutto il resto del mondo è rimasto esattamente come prima.

      E Roma sarà un bel problema. Intanto i pentastellati per conquistarla davvero dovranno contaminarsi, cioè accettare i voti di altre formazioni politiche. Cosa che finora non avevano mai fatto, sostenendo che bastava la loro “purezza” a farli vincere.

      Poi c’è Roma. Cioè la città più indebitata, incasinata, corrotta e cinica d’Italia. Probabilmente la conquisteranno dopo il ballottaggio. Poi dovranno amministrarla. E qui nasceranno i guai. I pentastellati non hanno il personale e non hanno le idee. Si è visto che sono quasi ovunque nel casino per amministrare città molto più piccole (da Parma a Livorno). Figurarsi a Roma: teleferiche, pannolini da lavare in casa per ridurre l’immondizia. E, forse, la grande idea: il reddito di cittadinanza. Con quali soldi non si sa.

      Insomma, cambierà tutto perché per la prima volta saranno i pentastellati a doversi misurare con l’amministrazione della più difficile città italiana.

      E’ facile prevedere che ne usciranno con le ossa rotte e la Raggi probabilmente si darà alla fuga nelle campagne del viterbese. Imitata da altri componenti della giunta.

      Hanno una sola via d‘uscita: chiedere l’intervento straordinario dello Stato e, quando non arriverà, accusare il governo si sabotare Roma. Quindi buttare tutto per aria e andare a nuove elezioni verso un inutile successo elettorale ancora più grande. A meno che i romani non si rendano conto, finalmente, di avere a che fare con una banda di dilettanti pericolosi.

      Nel frattempo si sarà arrivati alle votazioni per il referendum di ottobre. E’ probabile che cerchino di assumere la guida dello schieramento anti-Renzi in modo da intestarsi l’eventuale vittoria.

      E per i pentastellati quella sarà la spallata finale per portare Di Maio a palazzo Chigi. Sempre che nel frattempo non si siano dilaniati fra Roma, Parma, Livorno, ecc.

      Insomma, non è vero che cambieranno tutto. Dovranno fare i salti mortali per rimanere vivi.

      Nell’ombra infine si sta preparando Giggino De Magistris: ha visto che il populismo rende. E è pronto a prendere il posto del comico genovese e di Di Maio, non appena si creerà l’occasione.

      La vita minaccia di farsi dura anche per i populisti.

  4. Perché Giuseppe Turani è sempre contro Virginia Raggi e i grillini, e non guarda come hanno ridotto l Italia quelli che c erano prima?

    1. Carissima Giovanna,
      credo che questo giornalista riassuma molto bene il mio pensiero riguardo ai grillini. Anche per questo motivo ne riporto parecchi. Trovo i grillini e la loro politica dei clik, una buffonata oltre che gente tanto impreparata quanto arrogante che non auguro a nessuno di noi di averli al governo. Non so come si ridurrebbe il paese, con questi personaggi.
      In quanto a quelli che c’erano prima, io mi fermo a Moro, Fanfani, Berlinguer e pochi altri. Quelli successivi hanno combinato disastri, facendo uscir fuori personaggi farseschi tipo Berlusconi.
      Per 40 anni in Italia non c’è stata una riforma decente. Dopo quella di Berlinguer (Luigi) sulla scuola.
      Chi aveva la bocca piena di belle parole, ci ha solo illuso e basta a cominciare da chi porta tanto rancore verso Renzi, semplicemente perché ha tentato di cambiare il paese.
      Non si è voluto fare, ed ora avanza il peggio.
      Grazie, i commenti sono sempre graditi.
      Un abbraccio.

      1. Lei che disprezza Berlusconi, Renzi è molto peggio io sono stata sempre di sinistra ma la sinistra non esiste più.A questo punto preferisco i grillini, tanto più di questo non possono fare.Per me Renzi e stato il peggiore di tutti e pensare che quando era sindaco di Firenze mi piaceva

        1. Gentile signora,
          se questa è la sua convinzione e se si sente tanto di sinistra da votare i grillini, non mi resta che farle gli auguri per una bella vittoria. Magari poi mi dirà.
          Un saluto

          Gentile signora, le trascrivo un aggiornamento di Giuseppe Turani sempre sui grillini naturalmente:
          “Quello che non hanno fatto i Barberini, hanno fatto i grillini”
          ———————
          Mezza giunta rifatta, due assessori portati via dalla procura, tre liquidati dal sindaco.
          di GIUSEPPE TURANI | 24/08/2017

          Negli anni Settanta, tempo di disordini, sui muri della Statale di Milano campeggiava una grande scritta: “Iscriviti nella polizia, girerai le facoltà”. Oggi, mutati i tempi, sui muri delle città italiane si potrebbe mettere una scritta: “Iscriviti da Grillo, girerai l’Italia”. Soprattutto se sei di Roma.

          Il nuovo assessore al bilancio della capitale, il quarto nel giro di un anno, viene da Livorno, altra città grillina, dove faceva appunto l’assessore al bilancio. E’ un commercialista, Gianni Lemmetti, se non altro, con precedenti come amministratore di una discoteca. “Lo facevo per poter studiare”, avrebbe dichiarato, solo che si era già laureato cinque anni prima. Non appena insediato, incontrerà un quasi compaesano, l’avvocato Alfredo Lanzalone, genovese (città non grillina, ma di Grillo medesimo), che è stato chiamato nella capitale per sistemare il disastro dell’Atac, da dove è appena fuggito il milanese Bruno Rota con feroci polemiche.

          Comunque il livornese e il genovese, se saranno veloci, potranno incontrare e bere un caffè con Massimo Colomban, assessore alle partecipate (proveniente da Venezia), che ha già annunciato che a settembre saluta tutti e torna a casa.

          Di questa giunta che sembra una caricatura dell’Hotel Excelsior (gente che va, gente che viene) si potrebbe anche sorridere, non si era mai visto niente del genere.

          Invece per una volta bisogna cercare di essere un po’ seri. Per almeno tre motivi:

          1- La vittoria dei grillini a Roma era stata annunciata con molto anticipo, si sapeva da sei mesi che avrebbero vinto le elezioni, dove infatti hanno fatto il pieno con il 70 per cento dei voti. Ma non hanno preparato una giunta, delle persone capaci di fare gli assessori. In un anno ne avranno cambiati una decina (se va bene, un paio se li è presi la procura, che ha addocchiato anche il sindaco Raggi), e non è ancora finita perché a settembre Colomban se ne va e bisogna pure metterci qualcuno al suo posto (dopo i liguri e i veneti, un calabrese o un siciliano non ci starebbero male, no?).

          2- Tutto questo dimostra che, al di là delle vanterie, il Movimento 5 stelle non ha classe dirigente. Possono conquistare quello che vogliono, ma poi non hanno nessuno di decente da mettere nei posti di responsabilità. Infatti per il posto di primo ministro, caso mai dovessero vincere le prossime politiche, si parla di Giggino Di Maio, forse il ragazzo più scioperato d’Italia, nel senso che non gli si conosce alcun lavoro. Ignora la storia, la geografia, tutti i congiuntivi e quasi certamente ha molte difficoltà con il passato remoto (ammesso che sappia di che si tratta). Parla l’italiano, cioè, un po’ peggio di un immigrato siriano. Grillo urla e strepita, ma deve rassegnarsi: ha reclutarlo la più formidabile accozzagli di incapaci d’Italia. Forse aspettavano proprio lui per uscire di casa. Per di più, anche la casa madre, e cioè la Casaleggio & Associati, al di là della sua presenza legale o meno in tutta questa storia, non sembra essere molto meglio. Ormai le primarie online sono state abolite per la semplice ragione che la piattaforma informatica Rousseau, che doveva essere il cuore e la vita del Movimento, viene hackerata due volte al giorno anche dai bambini. E non si sa più in effetti chi la diriga, forse un anonimo smanettone che sta Udine e che si diverte come un matto a prenderli per il culo e a nominare lui i candidati. Se mai c’è stato un caos in politica, questo è il Movimento di Grillo, un ex-comico improvvisatosi dalla sera alla mattina politico, come io mi potrei improvvisare chef (so giusto cuocere due uova). Roma e Rousseau sono le due bandiere, due flop, che avrebbero spinto chiunque a ritirarsi in convento. Ma la faccia di tolla dei ragazzi del Movimento (e di Grillo) è quasi infinita: e infatti Grillo, che è uno degli uomini più condannati d’Italia, come parola d’ordine ha “Onestà” (“Gli facciano uno scherzone, ragazzi”).

          3- Al di là di questi aspetti balordi messi insieme da una banda di balordi (belin, a Genova, balenghi a Milano) c’è il fatto che procurano danni molto sostanziosi. A Roma è stato calcolato che fra Olimpiadi non fatte, torri annullate e altri provvedimenti, l’esile sindaco Virginia Raggi, sempre sorridente, sempre tranquilla, abbia già procuralo danni diretti alla sua città per 7 miliardi di euro. Poi ci sono quelli indiretti, non calcolabili con precisione: il disonore di una città conosciuta in tutto il mondo, la sporcizia, i rifiuti mandati all’estero (dove finalmente vengono bruciati, a pagamento). Se tutti questi costi indiretti li stimiamo almeno quattro volte (e siamo prudenti) quelli diretti, fanno 28 miliardi, aggiunti ai 7 di prima, si arriva a 35 miliardi. In un solo anno.

          Come dire? Quello che non hanno fatto i Barberini, hanno fatto i grillini”

  5. Buongiorno.Quasi tutti i giornalisti e personaggi potenti sono contro i grillini,un motivo ci sarà.Io penso che disturbano perché sono onesti e dicono quello che vorremmo dire noi persone oneste, siamo stati governati da ladri destra e sinistra.Voi giornalisti date importsnza alla cultura delle persone e noi povera gente interessa l’onestà.Scusate dello sfogo. Saluti e grazie

    1. Buongiorno a lei, gentile signora,
      non saprei dirle quali siano questi personaggi potenti che sono contro i grillini. Leggo i giornali e ne traggo elogi, vedi Mieli, De Bortoli, e tutti i direttori di giornali, eccetto, naturalmente la povera unità che è finita online e un giornaletto, sempre online che si chiama Democratica. Per non parlare delle tv, dove intere mezze ore sono dedicate a questi personaggi nei Tg, (si veda la campagna di Sicilia: si parla solo di loro), poi vengono la trasmissioni bailame, condotte da giornalisti talmente schierati a favore dei grillini che, almeno io, non riesco a sopportare.
      Se poi passiamo al web, la cosa è ancora più strana. Sarà, ma qualsiasi cosa negativa succeda non solo in Italia, ma nel mondo, è colpa di Renzi. Però se l’economia va un po’ meglio, non è frutto del suo lavoro! Non gli si riconosce niente di niente.
      Davvero incredibile.
      Ma si sa chi è capace di lavorare e soprattutto ha del coraggio viene apprezzato dopo, purtoppo, quando non c’è più niente da fare. La faccio un bellissimo esempio: i grillini presentano in parlamento, una loro proposta di riforma costituzionale, che contiene: abolizione del Cnel, abolizione dellsa Province, diminuzione dei parlamentari, non è altro che la fotocopia delle riforme di Renzi. Quindi che debbo pensare?
      Che Dio ce la mandi buona e che ci metta una mano lui.
      Apprezzo e la stimo signora. Sono pochi quelli che visitano il mio blog, spesso troppo schierato con Renzi, e li capisco.
      Per questo ho perso amici ed ho ricevuto un sacco di insulti, ma non cambierei. Come lei difendo le mie idee. Se andrà bene, ok, ma se si perderà non sarà la fine del mondo.
      Un saluto.

      1. Buonasera signor Turani, anche oggi ha scritto un bel articolo dei grillini, perché ce l’ha tanto con questo movimento? Con tutti i partiti ladri a destra e a sinistra e tutte le.cose brutte che stanno succedendo lei parla solo male dei grllini, li odia proprio tanto.Saluti e grazie

        1. Sig. Giovanna
          Giuseppe Turani è l’unico giornalista che non si è lasciato attirare dalla furibonda propaganda degli altri, perché è uno che mantiene la mente lucida e ragiona seriamente sul futuro di questo paese.
          Dio non voglia che cada in mano ad una masnata di incompetenti.
          Le consiglio di leggere questa “favoletta” è assai esplicativa.
          Sempre grazie per i suoi commenti. Un saluto
          https://speradisole.wordpress.com/2017/09/07/la-realta-e-unaltra-cosa/

          1. Buongiorno , uno che difende Renzi mi sa che non ha la mente lucida non ce l’ha proprio. Renzi fa parte di quelli che hanno rovinato l’Italia. Io faccio parte di quei pensionati che hanno lavorato e pagato i contributi per 45 anni. Non siamo giornalisti che possono scrivere e difendere le persone che vi sono simpatiche . Io parlò per me e anche di quello che vedo in giro e le cose non vanno per niente bene come ci vogliono fare credere. La mia famiglia ha sempre lottato con la povertà ma adesso a una certa età non ce l’ha facciamo più. La pensione non basta più neanche per pagare le tasse e bollette.Saluti e mi scusi per li errori

            1. Gentile Signora Giovanna,
              mi fa piacere parlare con lei, e le confermo che anch’io sono una pensionata che di anni ne ha lavorati 41, in una fabbrica. Operaia figlia di operai. Ora la mia pensione non supera i 1000 euro. Ma a questo punto non ci ha portato Renzi, perché lui ha la metà o quasi dei nostri, almeno dei miei anni, ed ha fatto politica solo per pochissimo tempo. Penso ai miei nipoti che la pensione non l’avranno mai a causa della firma della legge Fornero, non certo voluta da Renzi che non c’era, ma da Berlusconi e anche da Bersani. E prima di lui, anni ed anni ad aumentare il debito pubblico, e Renzi non c’era.
              Per questo io dò al ragazzo fiorentino tutto il mio appoggio, perché trovo che sia l’unico in questo paese che cerca di sistemare le cose, anche se lo ostacolano in tutti i modi.
              Al governo è stato continuamente frenato soprattutto da quella sinistra, che avrebbe dovuto appoggiarlo, e quando ha cercato di fare riforme per modernizzare il paese, destra fascista e sinistra si sono dati la mano.
              I grillini, non sapendo bene che fare, hanno annusato l’aria e sono saliti sul carro del vincitore e così possono gridare vittoria senza aver mosso un dito.
              Ma se le sue preferenze per un futuro suo e dei suoi giovani nipoti, vanno ad un gruppo di incompetenti e impreparati ad affrontare cose più grandi di loro, non sono certo io e neppure Giuseppe Turani a dirle di cambiare idea.
              Le auguro che stia meglio, che non abbia mai più a lamentarsi della sua pensione e della sua vita, che questi sconosciuti risolvano i suoi problemi e la rendano più serena.
              Io non me lo auguro, perché sarà un grosso problema per tutti, quando abbasseranno anche la nostra piccola pensione, per dare a tutti il famoso reddito di cittadinanza, anche a chi in vita sua non ha mai lavorato, è stato sempre al bar, o ha sempre lavorato in nero danneggiando tutti.
              Un Saluto.

            2. Buonasera, vorrei sapere da chi viene pagato Giuseppe Turano per scrivere scemenze contro i grillini, è un odio incredibile che ha contro il movimento, tutto quello che succede e colpa dei grillini, non parla d’altro. Ecco perché in Italia c è sempre più odio.Saluti

            3. Gentile Signora,
              Giuseppe Turani è un giornalista indipendente: Non dipende da nessuno.
              Giuseppe Turani ha fondato e dirige una testata intitolata Uomini&Business, (uomini e affari), è libero dai cavilli ideologici della corazzata Di De Benedetti, Repubblica-L’Espresso, nella quale ha militato per anni, soprattutto negli anni ’70, gli anni in cui il direttore era Eugenio Scalfari.
              E’ uscito da tutto questo, si è emancipato ed ora è libero.
              Affronta i problemi ecomnomici e la politica (non solo italiana) da giornalista assolutamente indipendente da partiti, lobby, e altri amenicoli.
              Un saluto.

  6. Buongiorno , prima di tutto abbiamo un governo non eletto dai cittadini, che dovrebbe essere di sinistra e aiutare gli operai e i poveri, invece si comporta da destra perché aiutano le banche e i ricchi.Un esempio io non ho digerito quando il simpaticone di Renzi ha dato gli€80 alle persone che avevano un certo reditto, io ho 4 figli gli 80€ l’hanno dati a un figlio che ha un discreto stipendio sia lui che alla moglie, invece a l’altro figlio che non lavora la moglie e lui non ha superato il reditto perché a lavorato 6 mesi gli hanno chiesto indietro gli 80€. Vi sembrano cose fatte bene, per me sono fuori di testa. Poi parliamo dei ministri come la Boschi per non parlare di Alfano e gli altri. Una cosa e certa che il mio voto e della mia famiglia non lo prenderanno più.Saluti

    1. Gentile Signora,
      lei è convinta che tutto quello che ha fatto questo governo e soprattutto Renzi, sia un disastro totale. Nessuna le contesta questa opinione, ma io, per esempio gli 80 euro li ho avuti, e ci faccio un po’ di spesa. Per me un toccasana. Per lei no. Ma le dico che ai soldi non ci si sputa mai sopra, è la prima volta che qualcuno si è degnato di dare qualcosa. E’ chiaro che con milioni di persone da accontentare, qualche scontento si trova sempre, ma le ripeto sputare sui soldi è come una bestemmia.
      In quanto alla ministra Maria Elena Boschi, le dico sinceramente che è una donna che, oltre ad essere estremamente bella, è anche colta, intelligente e capace. Finalmente una donna come si deve, e non una ballerina o olgettina, con le tette pompate.
      Di Alfano ho poco da dire, se non che ha avuto il coraggio di staccarsi dal caimano, ha cercato un ruolo suo e gli è riuscito solo a metà. Invece a Fini è andata peggio. Non so quali danni abbia commesso Alfano a questo governo, ma certamente non ha segato il ramo dove sta seduto, come fece a suo tempo Bertinotti. Credo che sia più leale di tanti altri, invidiosi della capacità e personalità forte e straripante di Renzi.
      Signora. la mia famiglia, che è piuttosto numerosa voterà Pd, come a suo tempo ha votato Pci, convinta che nel Pd ci siano le giuste radici di un governo democratico.
      A lei, per fortuna, in questo paese spetta una libera scelta, e sarà felice, mi auguro di votare chi crede. Ma non si illuda, nessuno fa miracoli, anche se coloro che si proclamano francescani, non dimostrano affatto di esserlo.
      Con stima, la saluto.

  7. fantastica la previsione di un falllimento dei grillini ai primi di luglio 2016 . sono passati 15 mesi e sono ancora al primo posto nei sondaggi. Turani è un geniaccio non c’è che dire

    1. Se vuole, Daniele, aspettiamo a vedere come vanno davvero le elezioni. I sondaggi sono cosette che si fanno per divertimento. Io ho fiducia nell’intelligenza della gente e spero di non sbagliarmi.
      Un saluto

      1. anche io ho fiducia..del resto gli italiani a dicembre hanno dato una grande prova di intelligenza. Che fa ben sperare per il futuro. Ricambio cordialmente il saluto

        1. Temo proprio di non condividere la sua risposta sul comportamento tenuto dalla destra e sinistra insieme a braccetto il 4 dicembre. Sulla base di un rancore o odio si possono commettere errori gravi, come quello di mettere insieme chi insieme non starebbe mai. E questo non è segno di intelligenza purtoppo, ma dimostrazione di un atteggiamento un po’ conigliesco.

  8. non c’entrano nulla destra o sinistra quando si tratta di approvare o meno una riforma inutile anzi dannosa.. esattamente come gli italiani hanno respinto la riforma di berlusconi del 2006 con la medesima intelligenza hanno fatto lo stesso lo scorso anno. La costituzione non si cambia a colpi di maggioranza e non è alla mercè del primo sfasciacarrozze che passa al governo

    1. Ma no, non mi dica! Non c’entrano nulla destra o sinistra? Ma se, come dicono i benpensanti e i filosofi di moda, sono agli antipodi. Allora, se non c’è differenza tra destra e sinistra per cambiare un po’ il paese in meglio, c’è solo un cemento che li tiene uniti e abbracciati: l’odio per Renzi.

  9. renzi non si odia..non si può odiare il nulla. ma l’odio per riforme stupide certamente sì

    1. Oh! Sì, si odia e molto chi è capace e fa cose che altri hanno sperato, ma non ci sono mai riusciti. Hanno fatto figure barbine e adesso vorrebbero che Renzi facesse altrettanto se non peggio e allora giù botte! Altroché se si odia! E il rancore è tale che persino magistrati (volonterosi grillini in questo caso) hanno cercato di inguaiarlo in tutti i modi.
      E’ scandaloso questo rancore.
      Un saluto

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