I MURI SIMBOLEGGIANO SEMPRE LA DIVISIONE

I MURI SIMBOLEGGIANO SEMPRE LA DIVISIONE

L’Uomo costruisce muri e barriere dalla notte dei tempi, e la nostra epoca non fa eccezioni. Muri per difendersi ma soprattutto per dividere.

Muri che hanno fatto la storia

41Vallo di Adriano:

Antico esempio di muro costruito in funzione difensiva, potrebbe tornare sulla cresta dell’onda dopo il referendum scozzese del prossimo 18 settembre. Anche se in realtà il vallo è interamente situato in territorio inglese, è tradizionalmente considerato come confine con la Scozia, ed è spesso causa di sarcasmo da parte inglese. Il motivo è che il Vallo, costruito nella prima metà del II secolo d.c. dall’imperatore Adriano, fu eretto per difendere i territori dell’impero romano dalle incursioni dei barbari del Nord.

muraglia-cineseLa muraglia cinese:

La sua costruzione cominciò nell III secolo a.C. per volere dell’imperatore Qin Shi Huangdi e doveva servire a contenere le incursioni dei popoli confinanti, in particolare dei Mongoli, ma non si rivelò molto efficace..È stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità nel 1987.

I Cinesi sono soliti chiamarla Wan-li Ch’eng, che significa letteralmente muro dei diecimila li. Quest’ ultimo è un’unità di misura che coinciderebbe a cinquecento metri: la muraglia dovrebbe quindi correre per circa cinquemila chilometri, ma in realtà sono molti di più. Attraverso accurate e abbastanza precise misurazioni, si è riuscita a stabilire la sua lunghezza: sarebbe di circa 8850 chilometri. Il suo spessore era invece di circa dieci metri.

I muri del secolo scorso

781px-crossing_the_38th_parallelLinea di demarcazione militare coreana:

Questa linea separa due nazioni: Corea del Nord e Corea del Sud, la nazione più isolata del mondo da una parte e una delle più moderne dall’altra. Tracciata in coincidenza con il 38° parallelo Nord, taglia la penisola coreana in due. La linea fu stabilita dall’armistizio che concluse la Guerra di Corea, nel 1953. La linea è in realtà una zona demilitarizzata larga due chilometri e lunga 246. Se è vero che in quei due chilometri la striscia è effettivamente una terra di nessuno, così non vale per i confini delle due nazioni, tra i più armati del mondo: oltre mille posti di blocco e due milioni di soldati in perenne assetto di combattimento. Ufficialmente, infatti, le due nazioni sono ancora in guerra tra loro.

muro-berlinoMuro di Belino:

O semplicemente “Il Muro”. Quando si parla della sua caduta non è necessario aggiungere di che muro si sta parlando. Costruito in una sola notte tra il 12 e il 13 agosto 1961 per arginare il flusso di migranti provenienti dalla Germania Est, è il simbolo più rappresentativo della contrapposizione Est-Ovest negli anni del bipolarismo. Lungo più di 155 chilometri, è stato incrementato e potenziato nel tempo con la costruzione di una seconda barriera, filo spinato ad alta tensione e mine anti-uomo nella cosiddetta “striscia della morte” lo spazio largo una decina di metri tra i due muri. Nei 28 anni in cui divise la città, un centinaio di migliaia di persone cercarono di attraversarlo con le tecniche più disparate e almeno 136 persone morirono nell’impresa.

Il 9 novembre 1989, alla notizia dell’apertura dei posti di blocco, migliaia di berlinesi dell’Est si riversarono sul muro per entrare nella parte Ovest della città. Da quel giorno iniziò il processo che portò alla caduta dell’Unione Sovietica nel 1991

IMG_2817Barriere di separazione tra Israele e i Territori palestinesi: Il muro di Amal, il muro di Gaza

All’indomani della Guerra dei Sei giorni (1967), in Israele si inizia a pensare alla realizzazione di un muro che segua il tracciato della linea verde. Il progetto, caldeggiato anche da Yitzhak Rabin, non si concretizza. Negli anni successivi viene ripresa l’idea da diversi governi, ma i lavori non hanno mai inizio. Solo
nel 2002 Ariel Sharon da inizio ai lavori di una vera e propria barriera.

Secondo le Nazioni Unite il muro segue solo per l’11% la Linea verde; requisisce il 14% della West Bank; causerà sofferenze a 680 mila palestinesi.

Centinaia di km di lunghezza, diverse tipologie di costruzione: dalle muraglie ai reticolati; da valli a terrapieni con sistemi di protezione elettronica. Lungo il suo percorso, il muro taglia in due molti paesi palestinesi. Alcuni si ritrovano totalmente isolati dal territorio circostante.

In realtà non si tratta del primo muro costruito dagli israeliani. Infatti verso la metà degli anni ‘90 era stato eretto tutto intorno alla striscia di Gaza, un gigantesco muro con barriere percorse da elettricità e torri di vigilanza, che “sigillò” la Striscia trasformandola in una specie di gigantesco campo di prigionia.
La costruzione del muro in Palestina continua freneticamente ancora oggi.
Una barriera di cemento armato alta più di 8 metri serpeggia tra le colline sequestrando al popolo palestinese pozzi, terreni agricoli, città, e soprattutto vite e relazioni.

I muri più tristemente famosi della storia recente. Si inizia nel 1994, dopo gli accordi di Oslo, con 60 chilometri di barriera completati nel ’96 per dividere la Striscia di Gaza dai territori di Israele. In gran parte distrutta dai palestinesi durante la seconda intifada, la barriera viene ricostruita tra il 2000 e il 2001, ed è stato aggiunto un chilometro di zona cuscinetto. Con la giustificazione di difendersi dagli attacchi terroristici, Israele ha avviato nel 2002 la costruzione di un altro muro, questa volta per delimitare i territori della Cisgiordania. Il percorso dei 730 chilometri di barriera, passante anche in mezzo a Gerusalemme e Betlemme, è stato modificato decine di volte. Preoccupato dalle primavere arabe e dai profondi rivoltamenti dei Paesi vicini, Israele sta costruendo altri muri: uno al confine con l’Egitto e uno con la Siria. Una nazione che sta diventando una roccaforte, con circa 800 chilometri di muri, barriere e recinzioni.

037bb0ec-8a56-4ebd-9d94-76e8992a1a5bBarriere di separazione tra Messico e Stati Uniti

Il 1994 è per coincidenza anche l’anno d’inizio di costruzione dei muri sul confine che divide le due grandi nazioni Nord-americane. Le barriere sono state costruite per limitare il flusso d’immigrazione messicana e, a oggi, dei 3.140 chilometri di confine tra Pacifico e Atlantico, circa 1.100 sono presidiati da barriere. Questo muro è probabilmente il più tecnologico del mondo.

Una delle conseguenze della costruzione dei muri, principalmente presenti in aree urbane, è stata quella di spingere i migranti ad attraversare il confine nelle zone desertiche del territorio, innalzando enormemente il numero di persone morte nel tentativo di entrare negli Usa.

6302398b-d541-4730-bc76-110595d2048dLinea Verde di Cipro

Istituita nel 1974 a seguito dell’invasione turca di Cipro, la Linea Verde divide la Repubblica di Cipro a Sud, abitata in maggioranza da greco-ciprioti, e la Repubblica Turca di Cipro a Nord, abitata in maggioranza da turco-ciprioti. In teoria la Repubblica di Cipro estende la sua sovranità su tutta l’isola, ma di fatto non ha potere sulla parte Nord dell’isola, controllata dalla Turchia. Il governo di Ankara è anche l’unico al mondo che riconosce l’autorità della Repubblica Turca di Cipro.

La Linea è un’area demilitarizzata controllata dall’Onu, lunga 180 chilometri con una superficie di 350 chilometri. Il muro divide la stessa capitale dell’isola, Nicosia. Il termine “linea verde” ha assunto il significato comune di confine provvisorio tra due nazioni in conflitto.

belfast-peace-wallPeace Lines in Irlanda del Nord

Le Peace Lines sono una serie di barriere che percorrono l’Irlanda del nord in vari punti, principalmente a Belfast e a Derry. Le prime Peace Lines vennero costruite nel 1969, anno d’inizio dei “troubles”, per separare la popolazione cattolica e quella protestante. Originariamente sarebbero dovute durare sei mesi, ma vista la loro efficacia e il consenso di entrambe le parti al loro mantenimento, sono state tenute e in seguito incrementate. Oggi le barriere sono 48, con una lunghezza complessiva di 34 chilometri, in gran parte situate a Belfast. I varchi sono aperti di giorno e chiusi di notte. Uno studio realizzato nel 2012 indicava che il 69% della popolazione considerava le barriere ancora necessarie a causa delle potenziali violenze.

IMG_4149-edit-baixaCeuta e Melilla

Appartenenti alla Spagna fin dal quindicesimo secolo, i porti di Ceuta e Melilla rappresentano l’unico pezzo di Europa in Africa. Nonostante le ripetute richieste di annessione da parte del Marocco, la Spagna si è sempre rifiutata di cedere due avamposti così strategicamente importanti. Le due città sono separate dal Marocco da due distinte barriere alte 3 metri, lunghe 8 chilometri a Melilla e 12 a Ceuta, costruite per controllare l’immigrazione irregolare marocchina .

Nel 2005 si è verificato l’incidente più grave dalla costruzione delle recinzioni nel 1999. Centinaia di persone tentarono di sfondare le barriere e vennero fermate dalla polizia spagnola e marocchina. Il bilancio degli scontri fu di 5 morti e più di 100 feriti.

f93c6b65-ae63-4b00-9f5d-73381fc84c1fLinea di controllo-Kashmir

Linea di demarcazione stabilita dopo la guerra indo-pakistana del 1947, divide la regione del Kashmir in due: a Sud la regione di Jammu e Kashmir sotto l’amministrazione indiana, e a Nord l’Azad ed i Territori del Nord, amministrati dal Pakistan.

Nel 1990 l’India ha iniziato a costruire dal suo lato della linea una barriera per isolare la frontiera e difenderla da incursioni di guerriglieri pakistani. È stata completata nel 2004 e copre 550 dei 740 chilometridi lunghezza della linea. La terra di nessuno oltre la barriera è stata riempita con migliaia di mine.

Saharawi muro foto aereaMarocco – Sahara Occidentale

Con i suoi 2.720 chilometri costruiti a partire dal 1989, questo muro è il più lungo dopo la muraglia cinese. Con esso il governo di Rabat si propone di difendere il suo territorio dall’attività del movimento indipendentista Fronte Polisario.

Nel 1973 nasce il fronte di liberazione Polisario (Fronte popolare di liberazione del Saguia el-Hamra e del Rio de Oro) ed è l’inizio della lotta armata. L’escalation della violenza, dei bombardamenti e dei massacri costringe decine di migliaia di persone alla fuga verso i territori sotto il controllo del Fronte Polisario.

Nel 1976, quando si ritirano gli spagnoli, viene proclamata la Repubblica Democratica Araba Saharawi. Ma immediatamente il Marocco invade il Paese e ne prende il controllo. Dagli anni ’80, con l’esacerbarsi del conflitto, il Marocco mette sotto controllo il territorio con muri difensivi e inizia una colonizzazione di popolamento. Dal 21 maggio 2005 nei Territori occupati del Sahara Occidentale è in corso una resistenza popolare, nonviolenta, per protestare contro la violazione sistematica dei diritti fondamentali. I saharawi chiedono la fine dell’occupazione della propria patria da parte del Marocco e la possibilità di scegliere, con un referendum di autodeterminazione, il proprio futuro, come stabilito dalle Nazioni Unite.

La risposta delle autorità marocchine contro i manifestanti è stata violentissima, e una repressione anche più forte si è abbattuta sulla popolazione dei Territori occupati. Non si contano più i feriti, i maltrattamenti, gli arresti arbitrari, i casi di tortura. Particolarmente presi di mira sono gli attivisti dei diritti umani, quasi tutti arrestati. Amnesty International è intervenuta per chiedere al Marocco di rispettare i diritti umani e processare le persone responsabili di tali violazioni.

I muri del secolo attuale

Asotthalom-ungheria-serbia-afp-kdH--258x258@IlSole24Ore-Web

Il muro di Asotthalom fra Ungheria e Serbia

Per il momento è l’ultimo ad essere stato eretto, nel mondo ce ne sono più di 45 per contrastare l’immigrazione e il flusso delle persone.

È una barriera alta 4 metri di filo spinato che corre lungo i 175 chilometri della frontiera fra Ungheria e Serbia. Così viene spezzata la cosiddetta rotta balcanica possibile via di fuga dei popoli del Medio Oriente nella morsa della guerra. Per lo più siriani e afghani, giunti via mare dalle coste della Turchia alle isole della Grecia, nel Dodecaneso.

Muro-MacedoniaLa barriera tra Grecia e Macedonia

La Macedonia ha iniziato a costruire una barriera lungo il suo confine con la Grecia per bloccare l’ingresso a tutti i migranti che non provengono da Siria, Iraq e Afghanistan, tre paesi dove sono in corso guerre di diverse intensità e i cui cittadini hanno molte possibilità di ottenere lo status di rifugiati una volta entrati in Europa. La barriera al momento è formata da una rete metallica sormontata da filo spinato. La Macedonia è una delle prime tappe della cosiddetta “rotta balcanica”, la via principale attraverso cui centinaia di migliaia di migranti sono entrati in Europa nell’ultimo anno.

140419161-99250e50-4e8f-4741-ba6c-56b8739bd19dIl muro burgaro – turco

Sempre nell’area balcanica dal 2014 c’è un muro in costruzione da parte della Bulgaria, una barriera ai confini con la Turchia. La sua edificazione è stata approvata nel novembre del 2013 per contrastare l’immigrazione dal Medio Oriente.
Nel suo progetto definitivo la barriera misurerà 160 chilometri: al momento è stato completato il primo tratto di 32 chilometri.
Quello bulgaro è un caso singolare: dopo avere demolito le barriere di epoca sovietica che servivano per tenere la gente chiusa dentro i confini nazionali, il governo di Sofia ha deciso di costruirne di nuovo altre, stavolta per evitare che cittadini stranieri possano entrare. Con il confine fortificato, reso invalicabile dalla Turchia nel 2014, solo quattromila persone sono riuscite a entrare illegalmente in Bulgaria, mentre l’anno prima erano state circa 11 mila. Una volta ultimati i restanti 100 km, quello tra Ungheria e Serbia non sarà più l’ultimo ma resterà il muro più lungo.

NEA-VYSSA-edirne-afp-kp5D--672x351@IlSole24Ore-WebLa barriera di Nea Vyssa ed Edirne

Altro steccato innalzato per difendere le frontiere esterne dell’Unione europea è quello iniziato nel 2012 e in via di conclusione tra la città greca Nea Vyssa e la turca Edirne, costituito di 12 chilometri di barriere e filo spinato. Il governo di Atene ha deciso di seguire l’esempio di Ceuta e Melilla per arrestare il gigantesco afflusso di migranti dal Medio Oriente (soprattutto siriani e iracheni in fuga dalla guerra) provenienti sul fiume Evros, via fluviale di accesso all’Europa. La Grecia ha speso tre milioni di euro per costruire il muro senza nessun tipo di finanziamento, ma con l’appoggio di Francia e Germania che hanno condiviso la scelta di Atene.

tensioni-al-confine-tra-grecia-e-macedonia-orig-2_mainCalais in Francia

C’è un muro vero che va edificandosi a Calais. La Gran Bretagna ha concluso con la Francia un accordo per finanziare con 15 milioni di euro una palizzata che renda il porto sempre più inaccessibile ai migranti somali, sudanesi ed eritrei con l’intenzione di raggiungere via mare l’Inghilterra. Fin d’ora ci sono barriere che tengono i clandestini lontani dalle navi. Quello di Calais è l’unico muro all’interno dell’Unione europea, pensato per proteggere la Gran Bretagna (che non fa parte di Schengen) dai flussi migratori in arrivo dal resto dell’Ue. L’Inghilterra di fatto ha così esteso per motivi di sicurezza il suo confine fino in Francia.

mitrovica-reuters-kJYE--672x351@IlSole24Ore-WebMitrovica nel Kosovo

Più che un muro in senso classico, è un cumulo di macerie, sabbia e pietre che “spacca in due” la città di Mitrovica, nel Kosovo. Se la parte nord della città è rivendicata dai serbi, quella a sud è appannaggio quasi esclusivo degli albanesi. Il ponte di Austerlitz, sul fiume Ibar, è impossibile da attraversare a causa di quel deposito di materiale che rappresenta un chiaro aut aut: “La zona nord della città è Serbia a tutti gli effetti”. Dall’altro lato del fiume, l’avvertimento è uguale e contrario: “La parte sud, come quella settentrionale, fa pienamente parte del Kosovo ”. Nell’area balcanica è un altro muro ma con finalità diversa: mantenere chiara e distinta l’identità etnica.

114349820-e0514bcd-b159-42dc-8402-adf8207bccdfBrennero tra Italia e Austria

2016 – Una rete metallica lunga 250 metri, allungabile fino a 370, che “taglia”, in perpendicolare, la carreggiata dell’A22, a est, e quella della strada statale a ovest. L’avvio dei controlli da fine maggio. Le autorità austriache chiedono di effettuare controlli sul territorio italiano. Vienna inasprisce le norme anti-immigrati.

 

[ I siti internet consultati: http://www.ilpost.it, http://www.ilsole24ore.com, http://www.linkiesta.it, http://www.repubblica.it, http://www.richwainwright.com, http://www.moco-choco.com, http://www.versugiornale.it, http://www.arabpress.eu, http://www.blitzquotidiano.it]

 

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2 Risposte

  1. bel post grazie

    1. Grazie a te. Buona domenica.
      Un abbraccio. Spera.

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