CARO GIANNI

CARO GIANNI

095642312-61a2255a-fca9-4b8c-8a94-e962eb06e0e4Passare dalla poesia alla prosa più prosaica che ci sia non è una gran bella cosa, ma il blog è fatto così, si interessa anche della realtà che stiamo vivendo.

Ho ascoltato Gianni Cuperlo, nella direzione dell’altro ieri del Partito democratico, e mi è venuto spontaneo scrivergli perché, in verità, non lo conosco, o meglio non lo conoscevo fino a poco tempo fa.

Mentre inizio mi chiedo, perché gli scrivo? Chi é? Chi rappresenta? Certo, ha decenni di carriera in politica, ma qual è la sua storia? Perché, per esempio, la storia di D’Alema si può amare, odiare, condividere, detestare, ma esiste. Della sua non c’è traccia.

E allora mi richiedo, perché gli scrivo?

Semplice, perché dal giorno in cui lo hanno convinto a fare quella piazzata in Direzione Pd, è presente come l’aria, dovunque. E sì, perché per i media Italici oggi, non è importante rappresentare qualcuno o avere qualcosa da dire, l’importante è avere qualcosa da dire contro il Premier.

E allora veniamo al suo intervento. In realtà cosa ha detto? Nulla. Però sembra che, quando il nulla si dice in quel modo pacato, con belle parole, sia apprezzato. Mi dicono che sia un intellettuale, qualcuno lo dice apprezzando questa dote. Forse è vero, non so, ma se è vero, è per questo che io non riesco proprio ad apprezzarlo. Perché, di intellettuali in politica, io ne avrei anche abbastanza. Oggi abbiamo bisogno di gente che abbia in tasca proposte concrete per risolvere i problemi dei cittadini, soprattutto dei più deboli. Perché di filosofia ai più deboli ne abbiamo raccontata per decenni, ma i loro problemi non si sono risolti.

Immagino che per Gianni Cuperlo sia una questione dirimente. Ritiene per questo il suo segretario inadeguato. Perché Renzi, il suo background culturale lo lascia a casa e, quando deve occuparsi di politica, parla solo di cose concrete.

Invece Cuperlo, mentre fa il giro delle 7 chiese televisive, racconta a tutti che il suo segretario è inadeguato, perché è divisivo.

Il problema è che viene accoppiato sempre con le opposizioni di tutti i tipi, ovvero tutti quelli con cui lui vota assieme da un bel po’. E quindi, senza contraddittorio, il pubblico pensa veramente che lui conti qualcosa, che abbia un grande seguito e magari anche che dica il vero sul Segretario divisivo. Perché chi non è dentro il partito, e nemmeno tutti, non è in grado di valutare come era il Pd nel 2013 e come è oggi.

Nell’aria c’è anche l’immagine di un partito dove Matteo ha dilapidato quel quasi 70% vinto alle primarie, mentre lui, Gianni, ha moltiplicato quel suo 18%. Queste balle si possono raccontare ai giornalisti distratti e svogliati. Chi è nel partito sa bene che la realtà è diversa. Sa bene che nel 2013 non esisteva nemmeno uno straccio di unità, il partito era diviso in correnti e sottocorrenti, alcune di pensiero, ma la maggior parte unicamente di potere. Correnti che potevano sopravvivere assieme solamente perché non avevano alcunché da decidere, perché il partito non aveva una linea, non aveva un programma e quelle poche decisioni da prendere, Pierluigi, le prendeva da solo senza convocare la direzione.  Com’è successo con le elezioni al quirinale, col fiscal compact, solo per fare due esempi importanti.

Ma oggi, perché Cuperlo ha la faccia tosta di dire che il partito è così diviso? Lo sa bene che le correnti non esistono più, il partito è compatto come non lo è mai stato e non solo, è riuscito ad includere persino pezzi di altri partiti, ad esempio tutta la parte migliore di Sel.(Il doppio senso è voluto).

Allora, Gianni dica le cose come stanno, chi vuol dividere? Cosa c’è che prude? Una questione politica? Non fateci ridere. È chiaro che avete un odio personale contro il segretario. Di segretari odiati se ne sono visti tanti, da Togliatti a Berlinguer a D’Alema. Però era diverso, perché, più spesso, i dissensi erano sulla strategia politica e allora rimanevano dentro alla segreteria. A volte è vero, ho sentito dire di Berlinguer, di Occhetto, di D’Alema, i termini, traditore, reazionario, amico dei borghesi, svolta a destra,  ma in quei casi sbattevano la porta e se ne andavano. Quanti partiti sono nati su queste basi? Dal Pdup, Manifesto, Lotta Continua a Rifondazione, ecc.

Gianni può tornare quanto vuole al passato, ma non può trovare nessuno che in un’assemblea pubblica abbia insultato il proprio segretario. Perché, caro Gianni, lei avrà anche quel tono da finto prete e i termini da letterato, ma i suoi insulti rimangono volgari e offensivi, quanto quelli del Comico di Genova. Offensivi non per Matteo, che se ne fotte alla grande, ma per i milioni di militanti ed elettori che ci sentiamo rappresentati da questo segretario e assieme a lui, lavoriamo ogni giorno e occupiamo tutto il nostro tempo libero e tutte le nostre risorse per cercare di cambiare questo paese. Mentre lei, Cuperlo, fa di tutto per fermare ogni tipo di cambiamento, per tornare a quel partito inutile che ha consentito a Berlusconi di nascere e governare 20 anni.

Chiaro che, in questo sforzo, non è da solo, ha con sé Grillo, Salvini, Meloni. Un bel gruppo, complimenti.

 

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3 Risposte

  1. ….ecco,io mi domando come fai a difendere un partito con personaggi come questi………

    http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/04/11/il-dovere-di-ricordare/

    1. Certo che li difendo perché non mi piacciono le persone che guardano dal buco della serratura.
      E poi perché quello che sta dicendo il buon Gilioli è del tutto impreciso e improvvisato come fanno sempre alcuni giornalisti che pensano di “prevedere” tutto. E non ci prendono mai.

      Secondo Il Fatto Quotdiano, Renzi ha deciso di mettere il bavaglio alla intercettazioni.

      La notizia è ovviamente falsa, è l’ennesima bufala per tentare di mettere in difficoltà il Governo ma Renzi ovviamente smentisce e dice chiaramente quello che vuole fare.

      “Nessun intervento sulle intercettazioni” ha detto il Premier, ed inoltre “Un magistrato deve farsi sentire attraverso le sentenze” ripete. Il governo, insomma, non intende fare marcia indietro sulla sua linea che è quella della netta demarcazione tra le due sfere di intervento, tra potere giudiziario e potere legislativo: i giudici parlino con le sentenze, ribadisce il premier che insiste sulla rivendicazione delle sue prerogative, pena la subalternità della politica. Ma di qui ad essere paragonato ad un nuovo Berlusconi ce ne corre. “A differenza del passato, quando i politici cercavano il legittimo impedimento per non essere interrogati, ora c’è un governo che dice ai magistrati: prego lavorate. Lavorate di più, non di meno. Arrivate a sentenza”. E dunque, “chi è onesto non deve avere paura dei magistrati”. Soprattutto di quelli “onesti”, di quelli cioè che usano correttamente le intercettazioni utili “a scoprire i colpevoli”. Tutto il resto, i “pettegolezzi, sarebbe meglio non vederli sui giornali.

      A supporto del ragionameno fatto dal Premier arriva David Ermini, responsabile Giustizia Segreteria PD, “A una legge sulle intercettazioni stiamo già lavorando” e successivamente : “ c’è una delega al governo nella riforma del processo penale, approvata alla Camera e ora in commissione giustizia al Senato” .

      http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2016/04/10/stretta-su-intercettazioni-pd-la-legge-entro-lestate-

  2. Ci ricordiamo quelle parole, a dir poco critiche, di Gianni Cuperlo in una Direzione Nazionale di qualche settimana fa quando, sostanzialmente, si rivolse al suo Segretario e Premier dicendogli di non essere all’altezza del compito che gli è stato affidato.
    Ma come si suol dire, il tempo è galantuomo e Cuperlo viene smentito da fatti concreti.
    Ne citiamo i più recenti: l’articolo del The Guardian che ha elogiato l’attività del governo italiano, la riapertura di Termini Imerese e da qualche ora sappiamo che il Governo ha ottenuto la possibilità di riportare a casa Salvatore Girone, decisione presa dal Tribubale de l’Aja.
    La così detta minoranza Dem dovrebbe essere contenta dell’importanza che sta avendo l’Italia in ambito internazionale, purtroppo però preferisce parlare di Verdini!

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