RENZI NON E’ PRODI

RENZI NON E’ PRODI

dalemaE’ chiaro che le dichiarazioni di D’Alema su Renzi sono frutto di un rosicamento di proporzioni cosmiche.

Se vi ricordate anche lui avrebbe voluto riformare la Costituzione, ma si fece fregare da Berlusconi.

Molte altre cose che sta facendo Renzi le avrebbe volute fare lui.

Ci fa sorridere quando “baffino” afferma che gli attuali capi del PD sono arroganti, se arroganza è simbolo e sintomo di determinazione, ben venga!

Dario Parrini, Deputato e Segretario PD Toscana, qualche ora fa su “baffino”, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni.

Oggi sconcertante intervista di D’Alema sul “Corriere della Sera”. Manda in sostanza quattro messaggi: non voterà Giachetti a Roma; non voterà sì al referendum costituzionale; detesta Renzi che non lo ha nominato commissario europeo; sta tessendo la sua tela per provare a danneggiarlo il più possibile. Del resto nel boicottaggio dell’avversario interno D’Alema è sempre stato imbattibile: gli riuscì con Occhetto nel 1992-94, con Prodi nel 1997-98, con Veltroni nel 2008-09. Non gli riuscirà questa volta. Ma che tristezza però. Spero riacquisti presto un po’ di senso di responsabilità.

Al baffo vogliamo dire una cosa: “Renzi non è nè Occhetto, nè Prodi, nè Veltroni.

(Massimo Minnetti)

Nota:

Vale anche per tutti i piagnoni ancora presenti nel Pd:  se questo partito vi fa tanto schifo, se pensate che il vostro segretario sia un “despota”, se pensate di essere gli unici portatori sani di valori di sinistra, se vincere vi fa venire l’orticaria, perché non ve ne andate?
La risposta è semplice, non ve ne andate perché questo nostro partito vi serve per non perdere le poltrone, come la storia insegna, non esiste un Papa senza una chiesa e, fuori dal PD, sareste il nulla.

Matteo Renzi vs Massimo D’Alema:
“Non accettiamo lezioni da chi distrusse l’ulivo e consegnò il paese a Berlusconi.

“L’Italia ha vissuto per 20 anni come sotto un sortilegio: non si poteva fare nulla.
Il centrosinistra, quando sono andati al governo, dal giorno dopo hanno cominciato a litigare e dividersi, tanto è vero che oggi quelli che mi vogliono dare lezioni sull’Ulivo, mi chiedono rispetto per l’Ulivo. Sono gli stessi che l’hanno distrutto, consegnando l’Italia per 20 anni a Berlusconi”.

Così il premier il 12.03.2016, a Classedem, scuola di formazione Pd.

“Mettere in discussione il principio delle primarie, offende non il Pd, ma per la democrazia, sono il miglior strumento per la scelta del candidato, consentono alla politica di avere un rapporto con la gente”
 

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