IL BENE COMUNE

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Il bene comune non è un concetto astratto, ma qualcosa che riguarda il bene della comunità, che è composta di soggetti con diritti e doveri. Ma non solo, riguarda anche e anzitutto il contesto ambientale. Il bene comune è il rispetto dell’ambiente, perché l’ambiente è la prima casa di ogni cittadino. Il bene comune è rispettare il cittadino. È ciò che si dice con la parola “vivibilità”: non basta avere una casa, se poi l’ambiente in cui si vive, non fa respirare come si dovrebbe.

Il bene comune non ha partito, e non ha religione. Si inserisce in quei valori umani e sociali che fanno parte dell’umanità, che non è soggetta a spartizioni di potere né politico né religioso. L’umanità è un patrimonio di tutti, accessibile a tutti, prerogativa di tutti, purché ciascuno se ne senta responsabile..

Il bene comune è l’amore totale al proprio paese, così totale che lo si deve dividere tutto per ciascuno degli abitanti. Il bene comune lo si deve prima amare, farlo proprio.

Il bene comune va dato in mani sicure, affidato alle coscienze prima che ai titolari di uffici burocratici. E non va assolutamente consegnato a gente che si prende gioco dei diritti dei cittadini per fare il proprio interesse. Chi si assume un incarico pubblico nel campo politico-amministrativo non deve trarre dei vantaggi.

Il bene comune ama la dialettica, cioè il confronto costruttivo, non vive sugli antagonismi ideologici. Il bene comune è allora la ricerca del meglio tra coloro che vogliono veramente bene al loro paese. Non importa se oggi è la maggioranza a proporlo, e domani la minoranza.

Il bene comune richiede capacità di comprendere il futuro, capacità di saper cogliere il domani, e il domani è già potenzialmente nell’oggi. Dunque, occorre leggere attentamente il presente, se si vuole capire il domani.

Si può discutere a lungo di che cos’è il bene comune, tutti sappiamo che cos’è, ma in realtà è una parola così scontata che neppure viene in mente di spiegarne il senso. E’ una di quelle parole che mettono in crisi ogniqualvolta si tenta di spiegarla. Sarebbe come rispondere: che cos’è l’amore? Eppure sul bene comune c’è molta confusione perché il bene comune viene stabilito da ciascuno che, a sua volta, impone il suo punto di vista all’altro, per questo pensa che sia comune.

Sul piano teorico, tutti, in fondo, ne intuiscono qualcosa, più o meno. La difficoltà sta nel chiarire il termine esatto di bene comune, il che significa porre i giusti paletti in modo tale da avere idee chiare, per evitare che termini simili o presi per tali allarghino il campo, facendo però perdere il significato autentico del tema in questione. I paletti non si mettono per restringere il senso del bene comune, ma per chiarezza: la chiarezza, si sa, restringe l’obiettivo su un determinato oggetto, più si allarga l’obiettivo e più si finisce per sfocare l’oggetto in questione.

Il bene comune non coincide con la volontà della maggioranza, intesa come la somma delle volontà individuali. In tal senso “bene comune” e “democrazia”, se intesa esclusivamente come il luogo di legittimazione degli interessi della maggioranza, divergono: il primo è rivolto a tutti, il secondo affida al potere il discernimento del bene pubblico. Così “bene comune” e “bene pubblico” non sono la stessa cosa.

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4 Risposte

  1. Il legislatore dovrebbe essere il garante della res pubblica, ma la ricerca del bene pubblico è stata surclassata dalla spasmodica ricerca del bene personale e ciò ha permesso il dilagare della corruzione e quindi la morte del bene comune e l’ammalarsi dell’ambiente. Noi siamo ridotti a vivere immobili come dentro barattoli chiusi insieme alle nostre cose e a cio che resta dei nostri patrimoni. Guardiamo fuori dalla parabola del vetro che ci imprigiona, ma non possiamo più interagire alla ricerca del nostro tornaconto, i nostri soldi, non fruttano più e diminuiscono di giorno in giorno, le nostre case si svalutano le borse e le banche sono in crisi.Se per investire i soldi volessimo comprare altre case, lo stato ci divora con le tasse che non possiamo più pagare e restano anche esse infruttuose perchè le persone non possono pagare gli affitti, il lavoro per i giovani non c’è, le pensioni sono nel mirino del governo che si rifà sempre sulle fasce deboli che non hanno voce in capitolo, la volontà della maggioranza, intesa come la somma delle volontà individuali non esiste più. Ci sentiamo scoraggiati e la popolazione invecchia perché dobbiamo anche ridurre al minimo i figli , praticamente ci hanno rubato anche i frutti dell’amore. Non siamo messi bene, rischiamo anche l’estinzione. Ci resta solo la speranza che la storia è fatta di corsi e ricorsi, ma è solo una speranza! Ciao!

    1. Carissima,
      è vero, quando un legislatore che dovrebbe ricercare il bene comune, il bene della comunità, fa invece il proprio interesse, succedono tutti le cose che tu denunci.

      Ma la comunità è fatta di individui, come ho detto nel post, che hanno diritti e doveri da rispettare. Un esempio estremo (molto estremo, ma forse utile per capire): il mio diritto alla casa comporta il rispetto del diritto dell’altro alla casa. Ogni cittadino ha il diritto di rispettare il diritto dell’altro. Se pretendo due case (la seconda casa non è un diritto), posso ostacolare il diritto dell’altro alla prima casa.

      Per il legislatore giusto, quindi, diventa davvero difficile operare con giustizia, perché chi possiede di più, sembra che abbia più diritti, ma così non dovrebbe essere in una comunità dove deve esserci rispetto per tutti.

      Questo non è mai avvenuto e mai avverrà, perché è una vera utopia, ma si può fare in modo che le cose non peggiorino. Ancora un esempio opporsi con tutte le forze alla povertà, opporsi violentemente contro le discriminazioni di ogni genere, favorire il lavoro per chi non ce l’ha o per chi l’ha perso, dare una buona istruzione a tutti i bambini e fare in modo che ognuno abbia la possibilità di esprimere le proprie qualità.
      In sintesi, avere a cuore la comunità con il migliorare continuamente lo “stato sociale” e salvaguardare gli abbondanti doni che la natura ci fa, amando, proprio nel senso di sentimento, l’ambiente in cui viviamo.

      Ma quando l’interesse personale, la cupidigia, la codardia, l’ignoranza politica, il disprezzo dell’altro, hanno il sopravvento, la società si disgrega ed il bene comune si perde completamente.

      Cerchiamo in ogni modo, anche nel nostro piccolo, di fare qualcosa che possa servire a noi ed agli altri, oltre che all’ambiente. In questo momento mi vengono in mente due cose semplici (e mi scuso per la banalità): non gettare il cibo che rimane e fare una raccolta differenziata. Due cose semplici, che non costano nulla, ma che spesso non vedo fare.

      Un grande abbraccio Maria e un grazie per la tua amicizia.
      Spera.

  2. Non so se c’entri nulla con questo post ma, giusto per chiarirmi le idee sul “bene comune”, l’isola di Budelli e il mare tra la Sardegna e Corsica” , attualmente in vendita, (senza un referendum) sono un bene comune degli italiani?
    Da wikipedia:
    “E’ lecito, anzi doveroso, estirpare un membro malato per salvare tutto il corpo, così quando una persona è divenuta un pericolo per la comunità o è causa di corruzione degli altri, essa viene eliminata per garantire la salvezza della comunità.
    “Se l’autorità fallisce questa missione perde non soltanto il diritto di comandare, ma la ragion d’essere.”
    Ciao Spera.

    1. Carissimo Antonio,
      non ne so molto di questa questione. A suo tempo scrissi un post a questo proposito https://speradisole.wordpress.com/2013/10/24/svenduta-la-spiaggia-rosa-e-lintera-isola-di-budelli/
      Ora sembra che siamo di nuovo da capo. Ma da quello che ho sentito, sono tanti i vincoli paesaggistici che sono stati imposti che neppure il neozelandese che la comprò, è soddisfatto e la vuole vendere. Pare che l’isola sia di privati, ma lo stato l’ha inserita nel parco pubblico della Maddalena, con tutti i vincoli che ci sono.
      Se nessuno la vuole, la terremo noi volentieri.
      Un abbraccio. Spera.

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