C’E’ ANCHE LA FESTA DEL GATTO

C’E’ ANCHE LA FESTA DEL GATTO

La Festa Nazionale del Gatto ricorre il 17 febbraio ed è nata nel 1990. La giornalista gattofila Claudia Angeletti propose un referendum tra i lettori della rivista “Tuttogatto” per stabilire il giorno da dedicare a questi animali. La proposta vincitrice fu quella della signora Oriella Del Col che così motivò la sua idea nel proporre questa data che racchiude molteplici significati:

  1. febbraio è il mese del segno zodiacale dell’Acquario, ossia degli spiriti liberi ed anticonformisti come quelli dei gatti che non amano sentirsi oppressi da troppe regole.
  2. tra i detti popolari febbraio veniva definito “il mese dei gatti e delle streghe” collegando in tal modo gatti e magia
  3. il numero 17, nella nostra tradizione è sempre stato ritenuto un numero portatore di sventura, stessa fama che, in tempi passati, è stata riservata al gatto
  4. la sinistra fama del 17 è determinata dall’anagramma del numero romano che da XVII si trasforma in “VIXI” ovvero “sono vissuto”, di conseguenza “sono morto”. Non così per il gatto che, per leggenda, può affermare di essere vissuto vantando la possibilità di altre vite.
  5. il 17 diventa quindi “1 vita per 7 volte”!

In varie città d’Italia si festeggia questa giornata con iniziative artistiche o di solidarietà a favore di questi animali.

Quanto sopra è tratto da Wikipedia.

Io posseggo un bellissimo gatto rosso, da ben 13 anni. Posso dire che è uno spirito libero e anticonformista (per esempio non fa le fusa e non si lascia accarezzare), tuttavia non rovina niente. Non graffia divani, non graffia tende, non va sui letti, ma è pulitissimo e scrupolosamente geloso del suo tappetino e del suo grattatoio. Si chiama Leone, ma risponde solo se lo chiamo Ninni.

Dalla descrizione che ne fa Wikipedia sembra che il gatto, come animale, sia un portatore di sfortuna, ma nella credenza popolare delle mie parti, invece, il gatto rosso in particolare, si tira addosso tutto il malocchio e l’invidia degli altri. Direi che è quindi un portafortuna.

Ecco quando era uno scricciolo tutta testa:

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4 Risposte

  1. Io ne ho due, Zorro di 3 anni e Stella di 11. E questa sera, per festeggiare, doppia razione di croccantini, di cui vanno matti. Per il resto, sono convinto che i gatti siano si degli spiriti liberi e per nulla conformisti… ma capaci di gesti d’amore che ti lasciano senza parole. Li ho sempre preferiti ad altri animali domestici, come ad esempio il cane, per me troppo “dipendente” dal suo proprietario e decisamente scontato nelle sue manifestazioni d’affetto. Ho sempre avuto dei gatti (ma anche un cane, una volta) e anche oggi che non ci sono più, li ricordo con tanta nostalgia e affetto.

    Ciao Spera, buona serata.

    1. Carissimo Carlo,
      Che bello, anche tu vuoi bene ai gatti e li preferisci ai cani. Anch’io, soprattutto perché consentono al padrone la libertà, tenedosi la propria libertà.
      Amano il loro padrone a modo loro e bisogna accettare come sono, ma quando scopri che sono capaci di stare in silenzio a guardarti semplicemente a guardarti, capisci che in quel momento amano chi stanno guardando. E’ strano, ma il loro affetto, per me, così silenzioso, è emozionante.
      Grazie Carlo.
      Un abbraccio affettuoso e soffice, anche dal mio Ninni. Spera.

  2. Come il tuo Ninni anche Luna ha le stesse caratteristiche e forse anche l’età, non sale mai in braccio, ma qualche carezza la gradisce, anzi se non le badi ti aggredisce alle spalle e così la sua padrona è finita un paio di volte all’opedale per graffi sulle gambe ai quali era probabilmente allergica, per tale motivo Luna era a rischio di una iniezione letale, allora ho detto al marito della signora, ( che per Luna stravedeva): Proviamo a vedere se viene da questa parte a casa mia. Luna è entrata in casa e ci è rimasta da subito, non sale su letti o divani, ma mi ha espropriato della sedia a dondolo che avevo sulla veranda ed era un posto comodissimo per leggere il giornale, ora Luna è la regina della casa e non si fa riguardo, anche in piena notte, a grattare la porta della camera perché vuole uscire o il brontolio di rimprovero che devo sorbirmi quando mi assento e mi aspetta corrucciata davanti alla porta di casa.

    1. Carissimo Sileno,
      come vedi e hai constatato tu stesso, a scegliere il proprio padrone sono i gatti e non viceversa.
      Esprimono la loro fiducia in tanti modi, ma restano indipendenti fortunatamente, come la loro natura vuole. Hanno i loro posti prediletti, come se fosse la loro tana in cui rifugiarsi e “dormire”. Ma quanto dormono!
      Il mio, un po’ vecchiotto, quando dorme profondamente, russa. Forse è troppo grasso, dico io, non si muove mai. A volte mi chiedo se obbligandolo a stare in un appartamento non sia una cattiveria, ma guardandolo non mi sembra infelice. Spero che sia così.
      Un abbraccio carissimo, Spera.

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