IL PARTITO DELL’ONESTA’

IL PARTITO DELL’ONESTA’

russo.jpg.aspxIl Senatore Francesco Russo (PD), in una lettera su Facebook, tenta di far capire al M5S che la giusta morale e l’onestà non stanno da nessuna parte. Destra, Sinistra, o altre categorie politiche, non sono categorie manichee.

Le persone oneste o disoneste stanno in tutti i partiti, in tutti gli orientamenti politici.

Questa lettera di Francesco Russo mi fa molto piacere, perché va dicendo quello che io dico da molti anni.

Ho sempre pensato infatti che, anche se io sono un elettore e militante di centrosinistra, ciò non significa che il mio partito sia il partito degli onesti, mentre gli altri partiti siano pieni di persone disoneste.

Non sempre le persone che fanno parte del mio stesso orientamento politico sono state d’accordo con questa mia visione.

Quando si parla di onestà e di legalità non ci dovrebbero essere differenze tra i vari partiti.

Non esiste e non può esistere il Partito dell’onestà!

Qualunque partito si professi come la forza politica che rappresenta l’onestà in Parlamento fa chiaramente demagogia.

Detto questo, vi inoltro, qui sotto, la lettera del Senatore Francesco Russo (Pd) al M5S.

“Cari parlamentari M5S,
io vi credo quando dite che su Quarto siete parte lesa.
Non sono d’accordo con il vostro modo di agire e di comunicare.
Però non vi ripago con la stessa moneta:
voi ci date dei corrotti, dei mafiosi, dei ladri.
Io, però, come voi
non rubo,
non sono indagato,
non ho conflitti di interessi,
ho il 97% di presenze in Parlamento,
mi sono tagliato lo stipendio,
ho aderito alla campagna di Libera contro la corruzione,
credo nell’onestà e nella legalità.
Valori che sono sicuro condividete anche voi e condividono
i parlamentari del PD.
Questo episodio dimostra che le mele marce ci sono da una parte e dall’altra. Esistono, però, allo stesso tempo, anche tantissimi politici onesti che lavorano bene e con passione.
Smettiamola di fare a gara a chi scredita di più l’altro: gareggiamo insieme per combattere le infiltrazioni mafiose.
Altrimenti l’unico risultato che otterremo sarà quello di screditare ancor di più la politica agli occhi dei cittadini.
Facendo, ancora una volta, il gioco delle organizzazioni criminali”.
(Massimo Minnetti)

*****

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6 Risposte

  1. giustissimo quello che dici sono pienamente in assoluto accordo . pero sta di fatto che qualcuno c’e sempre all’interno dei partiti ? Queste persone prima di candidarle vengono scelte controllate in tutto per tutto ?

    1. Carissimo,
      non so veramente se le persone che vengono elette sono “veramente scelte” e controllate. So, per esempio, che nei circoli Pd è necessario farsi conoscere, partecipare, essere attivi in quelle che sono le iniziative di partito e così si comincia. Non esiste la scelta via web, ma solo sul personale contatto con il partito. A volte, a mio avviso, c’è chi si avvicina con passione, ma poi la passione si capisce che aveva poco a che fare col partito stesso, ma di tutt’altra natura. Il Pd romano ci insegna.
      Comunque è sempre un rischio in ogni dove, vedi Lega, vedi Fi, vedi m5s, vedi Pd, vedi Sel, tutti hanni i loro buchi neri.
      Quello che conta è che, se ci si accorge, e ti giuro che ci si accorge che qualcuno non va, lo si estromette o lo si mette in posti dove non può far danni.
      Ma le delusioni ci sono e come! Purtroppo. Forse è la natura umana, o come penso io, perché, per tanti anni, abbiamo avuto cattivi esempi, a cominciare dai capi.
      Un abbraccio. Spera.

  2. La lettera è condivisibile e non ci sarebbe nulla da obiettare se non per respingere il sottinteso “i partiti sono tutti uguali”. Cara Spera, sai benissimo che in altre occasioni ho affermato che i 5stelle non hanno un DNA diverso, sono uomini come tutti, ed in quanto tali soggetti a tentazioni. Se il “tutti uguali” si riferisce agli uomini e donne che stanno nei partiti, sono più che d’accordo. Aggiungo che tutti i partiti hanno la stessa vulnerabilità verso affaristi, infiltrati, camorristi, arrivisti ecc., anche il movimento ha questa vulnerabilità è innegabile. La differenza sta nelle regole non nelle persone. L’occasione fa l’uomo ladro, anche questo per quanto luogo comune, è un fatto innegabile ed allora nel movimento c’è la regola dei due mandati. In questo modo le occasioni di deviare si riducono moltissimo. C’è anche una regola preventiva, nessun indagato o condannato può essere candidato. Come si è visto questo non basta ed allora fra le regole c’è quella che prevede che se vengono meno i requisiti nel corso del mandato, si viene espulsi. Certo ci saranno anche altre infiltrazioni (cosa più che probabile in un movimento che cresce), ma per il momento, io sono convinto che gli anticorpi funzioneranno ancora. Non si devono fare sconti a nessuno, nemmeno a chi consideriamo persone per bene. Il sindaco Capuozzo non è indagata e a quanto pare ha resistito alle minacce, ma non le ha denunciate, una leggerezza inammissibile. In tutto questo non c’entrano le visioni politiche sul lavoro, sulla Costituzione, sulla politica estera ecc. qui si tratta di un metodo da applicare per la riduzione del danno che può derivare dall’egoismo innato degli uomini, ma anche per incentivare comportamenti virtuosi.
    Approfitto per un abbraccio ed un buon anno.

    1. Carissimo Luigi,
      i partiti in qualche modo sono organizzazioni “umane”. Sono uomini e donne che più o meno la pensano allo stesso modo. Tuttavia, per quanto democratico sia un partito è necessario che ci sia qualcuno che prenda delle decisioni. Da qui discende la necessità di un segretario, di una segreteria e di una direzione alla quida del partito stesso.
      Sulle spalle di questi ci sono innumerevoli problemi. Non sembra, ma è così. Non si tratta solo di prendere decisioni “politiche” che si trasformino poi in regole, ma anche di capire chi dentro il partito non è adatto a svolgere determinati compiti.
      Ti faccio l’esempio del sindaco Marino. Persona stimabile, colta, coraggiosa e onesta, nessuno metteva in dubbio queste sue virtù, ma era veramente capace di governare una città come Roma, dopo la disastrata esperienza di Alemanno che ha lasciato debiti su debiti? Evidentemente no. Ha cercato in tutti i modi di scoperchiare il marcio che era nascosto, ha messo in luce mafia capitale, è suo merito se sono saltate fuori tutte quelle malefatte anche nel Pd, ma non aveva il “nerbo” giusto che gli consentisse di governare tutto quel gazzabuglio.
      Allora come facciamo a scegliere le persone giuste? Prima di tutto io vorrei vedere che razza di percorso ha fatto dentro al partito, capire se nelle sue partecipazioni non è solo un buon professionista, ma anche un buon politico, in grado di prendere decisioni difficili.
      Altro esempio è Nogarin di Livorno. Tanto acclamato perché non è un politico. Bene, ma dal momento che diventa sindaco è un politico a tutti gli effetti. Non importa di quale partito, ma Nogarin è un politico. Ora ci si può chiedere è in grado di governare Livorno? La risposta è no, perché davanti al primo problema, risolvere la questione dei rifiuti urbani anche davanti a debiti notevoli, non è stato capace di prendere decisioni, ed ha portato tutti i libri alla magistratura, perché risolvesse lei il problema. Poi si dice che, in Italia, fa tutto la magistratura. E’ ovvio, se non si sa, per incompetenza, dove sbattere la testa.
      Solo due esempi che ci dicono che le persone, colte o meno, poliche o meno, hanno tanti punti deboli, l’importante è che non siano messe dove possono fare danni.
      Con affetto Spera.

  3. Su Nogarin mi permetto di pensarla diversamente. Non ha portato i libri in tribunale perchè sia la magistratura a risolvere tutto. Lo ha fatto per non accollare al comune i debiti di una gestione clientelare e non più accettabile (su 4 lavoratori solo uno operava veramente nei rifiuti), con stipendi e dirigenti pagati come super manager. E l’emergenza rifiuti è durata (provocata) pochissimo. Per il resto Livorno sta bene e Nogarin ha introdotto l’esperimento del reddito di cittadinanza.
    Un saluto affettuso

    1. Caro Luigi,
      è la stessa cosa. Si sa che i comuni hanno tutti dei debiti e si sa che spesso gli amministratori di prima “sono sempre i peggiori cui si dà facilmente la colpa di tutto”. L’abilità degli amministratori “nuovi” come credono di essere quelli del m5s, sta proprio nel fatto di correggere gli errori degli altri (più cattivi e disonesti), non nel correrre dalla magistratura (la mamma). Sarà durata anche poco, l’emergenza rfiuti, ma dalla mamma c’è andato e per me è una figuraccia. Non si distinguono e sono come gli altri.
      Almeno io la penso così.
      Prima di introdurre il reddito di cittadinanza aggravando i debiti, cerchi di rimediare e non di sovracaricare le spese. Non servono gli spot, a meno che non voglia accumulare voti. E allora….sia santifficato il populismo grillino.
      Ciao Luigi un abbraccio. Spera.

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